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Pallanuoto croce e delizia

  • Scritto da Libera Niglio

pallanuoto copyQuesto week end si concluderà il campionato di massima serie di pallanuoto, come da qualche anno con la tanto criticata formula della final six, con partite secche tra le sei qualificate, nella splendida cornice di Siracusa.

Sicuramente anche quest' anno, per il tredicesimo anno consecutivo, si incoronerà il Recco campione d'Italia e come ogni anno non mancano le polemiche sul prodotto pallanuoto e sulla poca spendibilità. Molti, me compresa, pensano che il Recco sia colpevole della caduta del movimento pallanuotistico italiano, in quanto il suo patron, a suon di milioni, ha monopolizzato il mercato. Infatti per alcuni anni aveva talmente tanti giocatori da avere una squadra da schierare in campionato e una in Champions, tanti tra stranieri e naturalizzati, c'è da dire che gli organi federali gli hanno permesso di fare il bello e il cattivo tempo. Ma parliamo anche di chi si è nascosto dietro a tutto questo per contenere i costi, con la scusa che tanto non si può vincere, che per carità in parte è vero, ma se tutti avessero lavorato per "contrastare "lo strapotere recchelino, investendo attraverso sponsor e con l'ausilio di figure manageriali in grado di rendere il prodotto pallanuoto appetibile, tale da avere un ritorno economico, creando eventi per riempire le piscine, il movimento sarebbe sicuramente cresciuto. E' mortificante davvero il numero degli spettatori in piscine come la Scandone, che è stata riempita in ogni centimetro negli anni d'oro. La città di Napoli ha sempre risposto alla grande, con i circoli cittadini che hanno negli anni portato la pallanuoto napoletana ai massimi livelli.
Prendiamo proprio come esempio la pallanuoto napoletana, la nostra realtà che con 3 squadre in massima serie, con due circoli e una società relativamente giovane che con gli investimenti giusti, con le persone adatte e esperte, avrebbero potuto dare grandi soddisfazioni a questo sport, magari proprio attraverso l'unione delle tre squadre per la promozione della pallanuoto in città. Ad esempio l'Acquachiara di Franco Porzio, proprio grazie agli sponsor ha fatto molto per rendere la pallanuoto appetibile, vedi i pallanuotisti nelle scuole, la città tappezzata di manifesti e per qualche anno una squadra buona e competitiva tale da attirare un buon numero di spettatori. Questo sport è meraviglioso, ma non è di facile comprensione, molto spesso i neofiti non riescono a capire a pieno quello che accade sotto l'acqua, quindi occorre creare degli eventi tali da attirare persone in piscina per godere di uno spettacolo che man mano diventa sempre più comprensibile, ad esempio mi vengono in mente le linee luminose usate in alcune competizione che potrebbero essere utili per far capire meglio alcune regole, come ad esempio il tiro dentro i due metri che molto spesso viene sanzionato ma che in tanti non capisco il perché il tiro non era valido. Ci sono tanti strumenti che organizzando bene e pubblicizzando bene la pallanuoto potrebbero far crescere questo sport al pari di altri sport considerati minori ma che hanno un seguito sicuramente maggiore. Questo comporta oltre che sacrifici grandi investimenti ma purtroppo oltre che lamentarci e provare a cambiare le regole ogni anno non facciamo. La pallanuoto è famosa per i suicidi, come appare suicidaria la formula attuale, senza dubbio i play off scudetto erano di certo più entusiasmanti e molto spesso con partite tiratissime fino alla 5, con una cornice di pubblico eccezionale e con un ottimo ritorno economico per gli sponsor, quest'anno come consuetudine durante la final six ci sarà l'incontro tra le società e la federazione, in molti ad esempio auspicano il ritorno dei play off scudetto, chissà cosa accadrà in tanti risponderanno ma noi conteniamo i costi, una sola trasferta di pochi giorni senza ulteriori spese di viaggio tanto vince il Recco....questa è la pallanuoto!