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“Procida Film Atelier 2022” - 12 giovani campani per un film sull’isola Capitale Italiana della Cultura

  • Scritto da Sarah Manocchio

AriafermaDodici giovani per un film su Procida nell'anno da Capitale Italiana della Cultura. È "Procida Film Atelier 2022", il corso di regia di cinema documentario dedicato a ragazzi residenti in Campania e affidato al premiato regista Leonardo Di Costanzo. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania, promosso dalla Film Commission Regione Campania e coordinato da Parallelo 41 Produzioni nell'ambito di "Procida Capitale Italiana della Cultura 2022", partirà lunedì 13 giugno 2022.

Per l'occasione è prevista la proiezione dell'ultimo film di Leonardo Di Costanzo "Ariaferma" al Procida Cinema Hall alle ore 17,30 (Via Roma, 1 - ingresso libero fino a esaurimento posti), un evento speciale aperto alla cittadinanza per esaltare lo spirito di partecipazione collettiva, alla base dell'Atelier, e dare il via a un progetto che mira a incrementare il valore del territorio con la cultura cinematografica. Sarà Di Costanzo a introdurre il film e a presentare il gruppo di dodici ragazzi selezionati tra le oltre sessanta domande ricevute, tra cui molti under 18. Il percorso formativo, di carattere immersivo, della durata di sette settimane, culminerà nella produzione di un'opera cinematografica sulla cultura, la storia e gli abitanti dell'isola, un lavoro collettivo in cui Procida e suoi abitanti saranno pienamente protagonisti.

Di Costanzo, reduce dal successo di "Ariaferma" con Toni Servillo e Silvio Orlando, presentato all'ultimo Festival di Venezia e vincitore della miglior sceneggiatura originale e miglior attore protagonista per Orlando ai David di Donatello 2022, sarà il supervisore artistico e pedagogico del corso e verrà coadiuvato dalle registe, sue ex allieve all"Atelier di Cinema del Reale" di FilmaP, Caterina Biasiucci, Claudia Brignone e Lea Dicursi. Durante le lezioni sono previste inoltre masterclass e interventi formativi con il regista Marcello Sannino, i produttori Lorenzo Cioffi e Luca Mosso, e altri ospiti in via di definizione.

Il progetto nasce con l'intenzione di contribuire a rendere "Procida Capitale Italiana della Cultura 2022" un'occasione per favorire la crescita del "capitale umano" e la sedimentazione di competenze creative e tecniche che restino patrimonio del territorio, valorizzando la formazione e la cultura attraverso il linguaggio cinematografico come strumento per lo sviluppo individuale e collettivo. Partendo dai giovani e dai loro sguardi, connessi alle radici, ma proiettati nel futuro, il lavoro per il film metterà in opera un processo che coinvolge la comunità, che si nutre dell'ispirazione dell'isola, capace di guardare al mondo e accoglierlo nella sua anima ricca di storie e di bellezza.

"Procida Film Atelier 2022" è finanziato dalla Regione Campania con DGRC 324/2021"Interventi integrativi e complementari a Procida Capitale 2022 per la valorizzazione del patrimonio culturale campano" ed è promosso dalla Film Commission Regione Campania che tramite avviso pubblico ne ha affidato il coordinamento a Parallelo 41 Produzioni.

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Ferramonti: Il regista napoletano Emanuele Pellecchia racconta la storia del campo di concentramento nel comune di Tarsia in Calabria

  • Scritto da Anita Curci

manifesto film ferramonti phoenix film production

La storia a molti sconosciuta del campo di concentramento impiantato nel 1940 a Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza in Calabria, nel film "Ferramonti" diretto dal regista vincitore del Globo d'Oro 2020 Emanuele Pellecchia, su soggetto di Pellecchia e Luna Cecilia Kwok, con cui la napoletana Phoenix Film Production, in coproduzione con la Movi Production di Roma, ricorda alcuni personaggi che durante la Seconda Guerra Mondiale, agendo in prima linea e disobbedendo alle prescrizioni nazifasciste, tinsero di coraggio e di speranza le pagine opache della memoria nazionale di quegli anni. Presenze eccezionali, di calibro nazionale e internazionale, tra interpreti e tecnici in questo particolare film che si avvale delle musiche originali del maestro Andrea Morricone e il trucco di Vittorio Sodano (Nomination agli Oscar come miglior trucco per "Apocalypto" di Mel Gibson; David di Donatello per "Il divo" di Paolo Sorrentino, film con cui ha guadagnato la seconda Nomination agli Oscar). 

Le scene, girate in Calabria con il patrocinio morale del comune di Tarsia, sono interamente ambientate nel campo di concentramento di Ferramonti, che ha messo a disposizione locali interni ed esterni grazie all'interessamento e all'appoggio del sindaco del comune di Tarsia, l'avvocato Roberto Ameruso e del consigliere delegato alla cultura, il dottor Roberto Cannizzaro; nonché della direttrice del museo Campo di Ferramonti, Teresina Ciliberti, e della coordinatrice delle attività e degli eventi, Angela Simona Celiberti.

Gli sceneggiatori Pellecchia, Kwok e Francesco Saverio Tisi, ispirati da storie vere, sono partiti dall'indagine pubblicata nel 1984 nel libro I cinesi in Italia durante il Fascismo del professor Philip Kwok (riedito nel 2018 dalla Phoenix Publishing), passando per fonti d'archivio fino ad approdare alla consulenza storica del dottor Mario Rende e delle dottoresse Teresina Ciliberti e Angela Simona Celiberti.

Nel giugno del 1940 venne inaugurato il campo di internamento civile di Ferramonti nel comune di Tarsia in provincia di Cosenza, il più grande e importante costruito in Italia. Il comando fu assegnato al commissario di pubblica sicurezza Paolo Salvatore che da subito si mostrò recalcitrante alle brutali direttive del regime nazifascista. A Ferramonti, infatti, il direttore proveniente da Napoli e natio di Avellino, sostenuto dal padre cappuccino Callisto Lopinot e dal maresciallo Gaetano Marrari, instaurò un ambiente votato alla tolleranza e all'umanità.

Se il suo mandato durò fino al 1943, anno in cui fu allontanato a causa dei suoi metodi ritenuti eccessivamente permissivi, lo si deve al fatto che egli cercò di mantenersi sempre nei limiti consentiti nell'osservazione delle regole disciplinari sulla gestione dei campi. Applicando quelle norme secondo una personale interpretazione, riuscì a garantire una vita più o meno tranquilla agli internati ebrei e stranieri, tra cui medici, futuri Premi Nobel, filosofi, artisti.

Gli autori della pellicola "Ferramonti" non si chiedono come Paolo Salvatore, Callisto Lopinot e Gaetano Marrari abbiano potuto realizzare un tale e inverosimile miracolo, salvando, proteggendo, rendendo dignitosa l'esistenza degli internati di Ferramonti – poiché davvero la vicenda serba in sé dell'incredibile –, ma vuol focalizzare l'attenzione su fatti dimenticati o, forse, trascurati. Eppure, dettagliatamente documentati.

Il film vuol innanzitutto ricordare alcuni eroi che, agendo in prima linea e disobbedendo al sistema totalitario all'epoca vigente, hanno colorato di forza e di fiducia verso l'avvenire quelle oscure e vergognose pagine della nostra storia nazionale.

La Phoenix Film Production

Nel 2018, Emanuele Pellecchia, appassionato di Cinema, fonda la Phoenix Film Production Srls insieme al suo fidato amico e attore di teatro, Francesco Saverio Tisi. Alla coppia si aggiungono Luna C. Kwok, grafica e colorist e Ilaria Luongo, addetta alla contabilità e socia.

La società si occupa di produzione e consulenza in tutte le fasi dei progetti, a partire dalla pre-produzione fino alla post-produzione, in studio o sul set. Nel 2020 produce il cortometraggio "L'amore oltre il tempo" con cui vince la 60a edizione del Globo d'Oro. Dal cinema alla letteratura è un passo. La Phoenix Publishing è ormai il ramo editoriale della PFP. Alla squadra si aggiunge Anita Curci, addetta stampa, che si occupa di comunicazione e promozione per la società su tutto il territorio nazionale.

Movi Production

Movi Production è una casa di produzione cinematografica nata nel gennaio 2019 da un'idea della produttrice Martina Borzillo e del Direttore della fotografia Jacopo Marchini. Si occupa della produzione e realizzazione di progetti audiovisivi in primis per il mondo del cinema, spaziando anche nel panorama musicale in collaborazione con artisti di fama nazionale e internazionale. All'attivo ha diversi progetti cinematografici, alcuni dei quali hanno concluso il percorso di post produzione e sono in distribuzione su importanti circuiti festivalieri sia italiani che esteri. Per la realizzazione dei progetti ha collaborato con professionisti del settore cinematografico quali il montatore Marco Spoletini (vincitore di due David di Donatello), il colorist Walter Volpatto (colorist di film come "Green Book", "Star Wars" e "Intestellar") e il truccatore Vittorio Sodano.

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Napoli omaggia Giovanna Marini con il biopic: la regista Ronchini all'Astradoc venerdì 13 maggio

  • Scritto da Alessandro Bottone

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Napoli omaggia Giovanna Marini, storica cantautrice italiana, portando in sala il film a lei dedicato. "Astradoc - Viaggio nel cinema del reale" prosegue con "GIOVANNA, STORIE DI UNA VOCE" (Italia, 2021, 90') di Chiara Ronchini, che sarà proiettato, in anteprima in città, venerdì 13 maggio alle 20.30 al Cinema Academy Astra di via Mezzocannone dove interverranno la regista Chiara Ronchini e l'antropologo Prof. Stefano De Matteis insieme a Angelo De Falco e Massimo Ferrante di "E' Zezi Gruppo Operaio".

Il film documentario - prodotto dallo storico Istituto da Luce Cinecittà in associazione con A_LAB srl e in collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e con la partecipazione di Sardegna Film Commission - è stato presentato lo scorso anno al Torino Film Festival e racconta la storia di Giovanna Marini che dal 1958 compone, raccoglie e interpreta canti di tradizione orale tessendo una Storia "altra" del nostro Paese fatta di voci, persone e percorsi che non appartengono alla Storia dei grandi e dei famosi. Una voce sorprendente e, soprattutto, una donna incredibile, fuori da ogni schema e scuola, Giovanna Marini attraversa inarrestabile da sessanta anni luoghi, lotte e movimenti di tutta Italia con una chitarra tra le braccia. A partire dal suo percorso artistico, il film tesse una Storia antropologica e sociale del Paese, tra immaginario d'archivio e contemporaneo, ricostruendo una memoria che, lontana dalle logiche nostalgiche, vede nelle pieghe del passato un mondo sommerso di possibilità per il futuro. Un film paesaggio sonoro, un viaggio per l'Italia in cui le immagini d'archivio sono colonna sonora, e le musiche, attraverso la voce di un'artista unica, sono la nostra storia.

L'opera è stata realizzata anche attraverso le immagini di diversi archivi: tra queste quelle dell'Archivio Storico Luce, dell'Istituto Ernesto De Martino, dell'Archivio Nazionale del Film di Famiglia, di Rai Teche e della Radio Televisione Svizzera. Altre immagini provengono da diversi fondi amatoriali quali quelli di Adelmo Cattaneo, Famiglia Fantin, Maria Paltrinieri, Luigi Pattuelli, Roberto Pezzi, Francesco Rinaldi, Franco Valtorta.

"Lavorando con l'Archivio storico mi appassiona il processo di ri-significazione, ri-utilizzo oltre la fonte storica. Materiale come custode di qualcosa di profondamente vivo, culturalmente e sociologicamente, strumento per una rilettura circolare del passato, delle rovine, delle culture subalterne del nostro paese. Che lontane dall'essere morte o passate, conservano possibilità di riscatto per il nostro tempo, presente e futuro." (note di regia)

Chiara Ronchini nasce come montatrice ma negli ultimi anni si sperimenta come regista. È impegnata in un lavoro di ricerca sul materiale d'archivio ragionando sulla risignificazione del footage come strumento di riflessione politica, antropologica e culturale sulla contemporaneità. La sua scrittura per immagini è guidata da uno sguardo femminista attento a cogliere la complessità delle storie che compone e racconta. Tra gli ultimi lavori come montatrice, e regista - insieme a Steve Della Casa "BULLI & PUPE", una storia sentimentale degli anni '50 (2018) e "Nessuno ci può giudicare" (2017), vincitore di un Nastro d'Argento.

Le prossime tappe di Astradoc. Il 20 Maggio un doppio appuntamento dedicato alla guerra in Siria con, alle ore 19, il pluripremiato FOR SAMA di Waad Al-Khateab e Edward Watts, e alle 21, alla presenza di Marco Pasquini, LA GUERRA CHE VERRÀ. La rassegna chiude il 27 Maggio, alle 20.30, con l'acclamato FLEE di Jonas Poher Rasmussen, candidato a tre Oscar e vincitore dello European Film Award come Miglior Documentario.

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A NAPOLI - I NASTRI D'ARGENTO GRANDI SERIE INTERNAZIONALI (II edizione) sabato 4 giugno al Palazzo Reale

  • Scritto da Simona Martino

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A casa tutti bene - La Serie di Gabriele Muccino e Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek sono le migliori tra le Grandi Serie 2022 votate dai Giornalisti Cinematografici Italiani che consegnano sabato 4 giugno a Napoli, in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, al Teatro di Corte di Palazzo Reale, i premi ai vincitori della seconda edizione dei Nastri d'Argento dedicati alla serialità. 'Nastro dell'anno' per la serie più innovativa a Zerocalcare per Strappare lungo i bordi. Per Vita da Carlo la più votata tra le 'serie original', Nastro per Carlo Verdone.

Per i diversi generi narrativi i Nastri vanno a I bastardi di Pizzofalcone tra i titoli 'Crime', DOC - Nelle tue mani tra i 'Dramedy', Bangla per la 'Commedia' e per i 'Film tv' a Yara e Sabato, domenica e lunedì. Vincono i Nastri per i migliori attori protagonisti Maria Chiara Giannetta (Blanca) e Luca Argentero (Doc - Nelle tue mani) e per i non protagonisti Ambra Angiolini e Anna Ferzetti (Le fate ignoranti), Monica Guerritore (Vita da Carlo - Speravo de morì prima), Eduardo Scarpetta (L'amica Geniale - Storia di chi fugge e di chi resta) e Max Tortora (Tutta Colpa di Freud - Vita da Carlo). Inoltre, riceveranno i Premi Biraghi - Serie i due esordienti Caterina De Angelis e Antonio Bannò scelti dal Direttivo SNGCI, che ha anche assegnato Nastri speciali all'autrice Lisa Nur Sultan e all'intero cast femminile di Studio Battaglia: Barbora Bobulova, Lunetta Savino, Miriam Dalmazio, Marina Occhionero e Carla Signoris. Il produttore Domenico Procacci vince come 'miglior regista esordiente' per Una squadra.

Sono state 12 le serie produttivamente più significative e ambiziose dell'anno candidate al premio per la Miglior Serie 2022 e 16 in tutto i titoli che, nei generi più seguiti, hanno conquistato nelle ultime stagioni l'attenzione del grande pubblico. I Giornalisti Cinematografici hanno votato i protagonisti della seconda edizione fra titoli che hanno trasformato stile e contenuti dello storytelling nonché il mercato audiovisivo e la platea televisiva tradizionale con un nuovo modo di 'fare cinema' firmato anche dai grandi autori.

Ancora una volta, dopo il successo della prima edizione accolta con particolare entusiasmo dall'industria e dal mondo della creatività, il meglio della serialità sarà protagonista della Serata di Gala che si concluderà a Palazzo Reale sul palcoscenico del Teatro di Corte. La selezione dei Giornalisti Cinematografici ha preso in considerazione i titoli della stagione 2021-2022 andati in onda entro il 30 aprile 2022. Altri premi fuori dalla selezione in voto e decisi dal Direttivo Nazionale dei Nastri saranno annunciati il giorno del gran finale di Napoli - sede sempre più vitale di un vero e proprio distretto ideativo e produttivo di alta qualità - dove riceveranno Nastri i protagonisti delle serie, un formato che ha aggiunto nuova linfa al racconto e alla produzione cinematografica.

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Paola Piacenza presenta a Napoli il documentario “Il fronte interno” con Domenico Quirico

  • Scritto da Alessandro Bottone

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Venerdì 29 aprile alle 20.30 al cinema Academy Astra di via Mezzocannone a Napoli, "Astradoc - Viaggio nel cinema del reale" ospita la regista Paola Piacenza per presentare il film "IL FRONTE INTERNO – VIAGGIO IN ITALIA CON DOMENICO QUIRICO" (Italia, 2021 - 110'). L'autrice torna alla rassegna napoletana con un nuovo film realizzato con la presenza del giornalista e inviato di guerra Domenico Quirico, prodotto dal regista Premio Oscar Luca Guadagnino e selezionato sia all'ultimo Torino Film Festival che all'IDFA di Amsterdam.

L'opera è un viaggio nel nostro paese tutto incentrato sulla povertà, con la guida di Domenico Quirico, con una lunga carriera su numerosi fronti di guerra, e, ora, per una volta, osservatore dall'interno fronte italiano. Milano, Aosta, Torino, Palermo: quattro città, quattro capitoli di questo viaggio. La scuola, un'istituzione che fatica a produrre un'idea di futuro; il fallimento di un grandioso progetto industriale; isole di benessere che scoprono con stupore quanto radicalmente la realtà sia cambiata. Incontri con uomini e donne scivolati in territori privi di certezze, che impongono riflessioni sui modi e sui limiti della narrazione.

"Non sono certa di capire sempre il mio Paese. L'Italia può essere un mistero anche per chi ci vive. Fare questo viaggio, in compagnia di Domenico Quirico, incontrando i protagonisti delle storie raccontate nel film, forse ha gettato un po' di luce su territori per me sconosciuti. L'indagine [...] era stata sollecitata da un'urgenza già forte prima che, a causa della pandemia, la questione della povertà nel nostro Paese divenisse bruciante e conquistasse i titoli dei giornali. [...] Siamo stati testimoni di fallimenti inaccettabili e atti di oblazione straordinari. Al di là di ogni retorica. Il viaggio e gli incontri che abbiamo fatto ci hanno permesso di riflettere sulla politica. Una politica che in Italia, ma certamente non solo qui, ha scelto di dimenticare gran parte dei suoi cittadini e di escluderli da ogni possibile visione del mondo e del futuro." (Paola Piacenza, note di regia).

"E poi pensi ai poveri nostri, quelli di questo fronte interno, che fanno numero anche per sovranisti e xenofobi, servono a lucrare voti e consensi, a fare fascina elettorale: gli italiani poveri sono milioni, soffrono, guardiamo a loro e gettiamo in mare gli altri. Li ho incontrati nel film questi poveri che servono e mi è parso di ravvisare in loro una assurda somiglianza, che scavalca storia e tempo, con il Lamberto Maggiorani di Ladri di biciclette: la stessa composta miseria, la stessa timidezza di fronte a una malvagità universale, la medesima sopportazione per la grande ingiustizia. Essi sopportano la povertà come una fatica maledetta, è come il lavoro che non hanno o hanno perduto, anche essa necessaria a campare. E si finisce con loro per guardarsi a lungo dalle nostre sedie come due bestie timide, senza avere il coraggio di dire nulla. E invece vorresti producessero con foga carne e parole. Alla fine del viaggio vorrei che anche qui, come talora accade sui fronti esterni della nostra indifferenza, i poveri smettessero di essere calmi e di accontentarsi di parole e le mutassero in pensiero e arma. E urlassero che la giustizia non si fa con le lacrime e la accettazione. Ma con la lotta e la rabbia." (Domenico Quirico dalle note di accompagnamento al film).

Paola Piacenza, filmmaker e giornalista, scrive di cinema, esteri e cultura sul settimanale "Io Donna" del Corriere della Sera e collabora con Rai Radio3. Nel 2009, con "The Land of Jerry Cans", girato lungo il confine tra Iraq e Iran, inizia a indagare il tema della frontiera, centrale anche nei successivi "In nessuna lingua del mondo" (2011), tra Kosovo, Albania e l'enclave di Kaliningrad, "In uno stato libero" (2012), al confine tra Tunisia e la Libia. È tra gli autori di "Milano 55,1: Cronaca di una settimana di passioni, film collettivo sulle elezioni municipali di Milano nel 2011", coordinato da Luca Mosso e Bruno Oliviero. "Ombre dal fondo", con l'inviato di guerra Domenico Quirico, è stato il film di chiusura delle Giornate degli AutoriVenice Days 2016.

Domenico Quirico è stato caposervizio degli Esteri, poi corrispondente da Parigi, ora inviato. Nei suoi reportage ha raccontato l'Europa dell'Est, la dissoluzione dell'Unione Sovietica, la prima guerra cecena, il Sudan, il Darfur, la carestia e i campi profughi nel Corno d'Africa, ha seguito le Primavere Arabe, dalla Tunisia all'Egitto, e stato in Libia per testimoniare la fine del regime di Gheddafi. Ha coperto la guerra in Mali, e stato in Somalia e in Siria. Nell'agosto 2011, nel tentativo di arrivare a Tripoli, è stato rapito insieme ai colleghi Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina e Claudio Monici. Nell'aprile 2013 è stato sequestrato in Siria. È stato liberato l'8 settembre 2013. Autore di numerosi libri. É alla sua seconda collaborazione cinematografica con Paola Piacenza dopo "Ombre dal fondo" presentato nel 2016 alla Mostra del Cinema di Venezia.

Astradoc prosegue con diversi appuntamenti. Il 6 maggio ci sarà il "FILMaP DAY" con quattro opere realizzate da autori e autrici provenienti dall'omonimo progetto di formazione e di produzione cinematografica realizzato dal 2014 da Arci Movie. Il 13 maggio alle 20.30 sarà il turno di GIOVANNA, STORIE DI UNA VOCE, film sulla cantautrice Giovanna Marini che sarà presentato dalla regista Chiara Ronchini con il Prof. Stefano De Matteis insieme a Angelo De Falco e Massimo Ferrante di E' Zezi Gruppo Operaio. Il 20 Maggio un doppio appuntamento dedicato alla guerra in Siria con, alle ore 19, il pluripremiato FOR SAMA di Waad Al-Khateab e Edward Watts, e alle 21, alla presenza di Marco Pasquini, LA GUERRA CHE VERRÀ. La rassegna chiude il 27 Maggio, alle 20.30, con l'acclamato FLEE di Jonas Poher Rasmussen, candidato a tre Oscar e vincitore dello European Film Award come Miglior Documentario.

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