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Le terre “ardenti” dei Campi flegrei – Il Piedirosso.

  • Scritto da Gianluca Tommaselli

uva piedirosso largeOggi raccontiamo la vera storia della terra dei fuochi, ci riferiamo ai Campi Flegrei zona a Nord di Napoli, caratterizzata dalla ricchezza dei terreni di origine vulcanica da cui il termine phlegraios = "ardente", e dall' influenza del microclima marino mediterraneo, che dona tipicità ai vini coltivati in questi territori.

Altra peculiarità dei Campi Flegrei, è la coltivazione della vite detta a "Piede Franco".

Verso la metà del 1800, in Inghilterra apparve la fillossera, un afide proveniente dalle Americhe che in breve tempo distrusse la maggior parte della vitis vinifera del continente europeo, fino a quando non fu scoperto l'unico rimedio possibile, l'innesto sulla vite americana, l'unica le cui radici sono in grado di resistere agli attacchi di questo parassita.


Grazie alla natura vulcanica dei suoli, le viti del territorio flegreo rimanevano invece immuni a tale afide, il quale in questi terreni porosi, e sabbiosi, viene ostacolato negli spostamenti ed ha quindi difficoltà ad attaccare le radici.

Questa speciale prerogativa consente alla vite coltivata su "piede franco", non innestata, una serie di vantaggi, tra i quali una maggior longevità e resistenza alla siccità oltre alla possibilità di nutrirsi in modo bilanciato. La natura vulcanica di questo territorio ha quindi preservato un patrimonio genetico millenario, altrove, in molti casi perduto.

Il nome delle uve, Piedirosso o Pér e palummo", deriva dalla tipicità del raspo di colore rosso, che somiglia al piede dei piccioni.

La zona di produzione delle uve destinate alla trasformazione in vino a DOC "Campi Flegrei" comprende l'intero territorio dei comuni di Procida - Pozzuoli - Bacoli - Monte di Procida - Quarto e parte del territorio dei comuni di Marano - Napoli .

Il vino DOC Campi Flegrei Piedirosso si presenta con colore rosso non intenso, con riflessi granati, molto trasparente e con buona fluidità. Al naso emergono sentori di frutti rossi maturi, speziato, con note di geranio e pepe nero. Dal corpo leggero e fresco, retrogusto leggermente amaragnolo, tipico dei vini vulcanici.
E' da bersi di solito giovane, preferibilmente nei primi tre anni, ad una temperatura di degustazione di 16-18 ° C ed abbinato a salumi, formaggi di media stagionatura, carni bianche, zuppe, ma è un vino rosso che può essere abbinato benissimo anche a piatti di pesce elaborati al forno e zuppe di pesce.