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La Falanghina DOC anti - camorra prodotta a Chiaiano

  • Scritto da Redazione

vinoSi produce a Chiaiano la Falanghina DOC "anti-camorra", con l'uva della Selva Lacandona (dalla quale prende anche il nome), fondo rustico confiscato alla famiglia Simeoli (Nuvoletta) 13 anni fa e da qualche tempo gestito dalla Cooperativa (R)esistenza, presieduta da Ciro Corona, e dedicato ad Amato Lamberti.

Quattordici meravigliosi ettari di vigneto e pescheto, divenuti ormai il simbolo del riscatto sociale, che ospitano decine di iniziative sociali, dai campi estivi che hanno visto la presenza di centinaia di giovani da tutta italia alle decine di iniziative ambientali. Ormai insostituibile punto d'incontro anche per appuntamenti dal grande significato storico come il 25 aprile. Un luogo in cui attivisti, volontari, semplici cittadini e minori a rischio lavorano fianco a fianco, dimostrando che un futuro migliore può esistere, se lo si vuole e se si lavora sodo per costruirlo, per scuotere le coscienze e cambiare finalmente le cose.

Proprio qui, dopo le deliziose marmellate di pesche inserite anche nel progetto del "Pacco alla Camorra", nasce una Falanghina dal sapore speciale, il sapore della lotta ai soprusi della criminalità, il sapore del coraggio e della libertà.
"La Falanghina Selva Lacandona - si legge sull'etichetta del vino DOC - nasce dal lavoro appassionato della Cooperativa (R)esistenza sui terreni confiscati alla camorra tra i comuni di Napoli e Marano. In un vigneto incontaminato affacciato sulla baia dell'antica Puteoli, minori dell'area penale lavorano braccio a braccio con i volontari della comunità, guidati dai contadini locali. Selva Lacandona ha il sapore schietto del riscatto sociale e dell'onesto lavoro agricolo, dell'impegno di tutti e di ciascuno".