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5G Academy Professional: parte la seconda edizione dell’alta formazione nella transizione digitale promossa dall’Università Federico II, Nokia e Tim insieme a Fastweb, Kineton e altre aziende leader nel settore

  • Scritto da Maria Esposito

5G Academy 2022 fotoL'Università degli Studi di Napoli Federico II, NOKIA e TIM, quest'anno in collaborazione anche con Fastweb, Kineton ed altre aziende leader di settore, danno il via alla seconda edizione della 5G Academy Professional 2022.

Formare nuove figure di elevata professionalità nel settore della "digital transformation'' è l'obiettivo del corso destinato a manager e professionisti interessati a comprendere come la tecnologia 5G possa accrescere e potenziare il proprio business.

Iscrizioni aperte, con scadenza il 15 settembre, per dare vita alla nuova classe dell'Academy che ha sede nel Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio e può contare su docenti federiciani e provenienti da università e centri di ricerca nazionali e internazionali, oltre che manager di aziende leader nel settore.

"La 5G Academy professional guarda alla sua seconda edizione attraverso il successo della prima, pronta a crescere ulteriormente – dichiara Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II - . Il connubio con partner internazionali e di grande esperienza dimostra la qualità dell'offerta proposta.

Supportare e rafforzare le competenze specialistiche di professionisti del settore è un obiettivo ambizioso, vista la potenzialità delle nuove tecnologie.

Grazie a tale percorso, numerosi professionisti hanno affinato e ampliato le proprie competenze, trovando nuovi sbocchi e opportunità lavorative".

"La 5G Academy Professional Federico II – Nokia- TIM è un'opportunità straordinaria di alta formazione offerta a professionisti ed aziende che intendono essere protagonisti della trasformazione digitale dell'impresa – evidenzia Marco Ghezzi, Vice President Nokia Learning.

L'Academy offrirà altresì la possibilità di networking con la community di professionisti, aziende, istituzioni accademiche e associazioni del terzo settore, attori fondamentali dell'open innovation.

Il futuro del Paese passa attraverso la rivoluzione del 5G e in Nokia crediamo fortemente nella potenzialità della tecnologia che abilita un mondo più produttivo, sostenibile ed inclusivo.
E' per questo che anche quest'anno Nokia Italia partecipa con entusiasmo al progetto"

"Obiettivo di TIM nella 5G Academy Professional è affiancare i professionisti della trasformazione digitale nella loro capacità di immaginare il futuro, fornendo gli strumenti per affrontare le prossime sfide – sottolinea Andrea Laudadio, Responsabile di TIM Academy -. Il 5G, come ogni nuova tecnologia, richiede competenze aggiornate e per questo abbiamo progettato un'opportunità formativa certificata e di altissima qualità sui temi chiave dello scenario attuale e futuro, per consentire alle persone di contribuire al successo aziendale"

Il corso avrà inizio il 22 settembre e potrà essere frequentato in modalità virtuale su piattaforma Teams con lezioni a settimane alterne in formula "intensive" (8 ore concentrate in due sessioni di 4 ore da tenersi il giovedì pomeriggio, il venerdì pomeriggio, o il sabato mattina) per una durata massima di 6 mesi.

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Presentato al RomeVideoGameLab, “Nabbovaldo e il ricatto dal cyberspazio”, videogioco per imparare la Cybersecurity: Il gaming in classe ora diventa didattica

  • Scritto da Carlo Dutto

NABBOVALDO 9

Presentato, in occasione del RomeVideoGameLab – dedicato a "Umano e digitale" - il videogioco didattico "Nabbovaldo e il ricatto dal cyberspazio", pensato per avvicinare gli alunni tra gli 11 e i 13 anni ai temi della cybersecurity e per migliorare i comportamenti nell'utilizzo della Rete. Una cronaca video della presentazione, realizzata da Giorgia Bassi e Beatrice Lami e che si è tenuta agli Studi di Cinecittà. Un'avventura interattiva, tutta da giocare in aula: non una distrazione, ma anzi una best practice, quella di scaricare un'App e usare lo smartphone a scuola.

Si tratta della nuova iniziativa della Ludoteca del Registro .it, che ha come obiettivo quello di diffondere la cultura di internet presso le giovani generazioni. La Ludoteca è un progetto del Registro.it, - l'organismo che, in seno all'Istituto di informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, da oltre trent'anni anni assegna e gestisce i domini a targa italiana. Ambienti, mappe, dialoghi, scenari multipli sono i contenuti – validati dai ricercatori del CNR – alla base del videogame che ha l'obiettivo di approfondire, tra i bambini e i ragazzi, le conoscenze legate al Web e la sicurezza online.

"Nabbovaldo e il ricatto dal cyberspazio" è stato pensato come strumento didattico per gli insegnanti e come mezzo di apprendimento per gli studenti. Attraverso le modalità tipiche del videogame, infatti, ha l'obiettivo di insegnare, in modo ironico e inconsueto, termini informatici, nozioni di base e comportamenti corretti per navigare. La sezione "Nabbopedia", inoltre, fornisce un mini-dizionario con le definizioni di alcuni termini tecnici come Trojan, Firewall, Adware, Antivirus, Troll, Ransomware, Scandisk e Spyware. Il gioco, fruibile sia singolarmente che mentre si fanno lezioni e laboratori, genera un punteggio finale che evidenzia la conoscenza dell'utente sui pericoli di Internet, con una speciale attenzione a social network, virus, truffe online, file sharing e netiquette.

Sviluppato in collaborazione con Symmaceo e Grifo Multimedia – e disponibile su App Store di Apple e Google Play – è ispirato al fumetto "Nabbovaldo contro i PC zombie", della collana "Comics & Science" edita dal Cnr, dove il protagonista, un adolescente sempre online ma ingenuo nell'affrontare i pericoli del cyberspazio, si muove a Internetopoli, la città della Rete. Come si evince dal trailer, il videogioco racconta di Nabbo, di professione tuttofare, coinvolto in un'avventura con al centro un Ramsomware (un malware che estorce denaro) che terrà sotto scacco l'intera città e dovrà indagare cercando una soluzione.

Infine, per divulgare il videogame nelle scuole italiane è prevista una guida per genitori e insegnanti e una formazione per i docenti. Il gioco, infatti, oltre alla modalità "single-player", prevede una versione desktop Windows e MacOS per l'utilizzo didattico in classe. La metodologia proposta dalla Ludoteca del Registro.it sarà inoltre quella della "flipped classroom", ovvero il momento di confronto in classe come base per un apprendimento attivo e collaborativo, ma anche con il coinvolgimento di studenti degli istituti superiori nel ruolo di "tutor" per gli alunni delle scuole di ordine inferiore.

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SCUOLA: UN PROGETTO EUROPEO SULLE SFIDE DELLA DAD - CAPOFILA LA SCUOLA PALERMITANA BILINGUE THOMAS MORE

  • Scritto da Angela Abbate

I partner del progetto europeo riuniti in Grecia

Una partnership internazionale per approfondire il tema della DAD, la didattica a distanza. Si è svolto a Syvota, città greca in provincia di Igoumentisa, il secondo incontro transnazionale del progetto "Educational Continuity 2.0", finanziato dal progetto Erasmus+.

All'incontro ha partecipato il management della scuola palermitana bilingue Thomas More, capofila del progetto, insieme ai quattro partner europei (due greci, la University of Western Macedonia ed il Directorate of Primary Education of Thesprotia; uno portoghese, Projeto Scholé e uno italiano, la Cooperativa Ada Negri di Palermo).

"Il tema della DAD è quanto mai attuale - spiega Stefania Guccione, presidente della cooperativa Thomas More che gestisce la scuola - e coinvolge sia gli studenti che le loro famiglie. Il progetto, di cui la nostra scuola è capofila, vuole rafforzare le buone pratiche sull'apprendimento a distanza e gli strumenti socio-emotivi per affrontarla al meglio. Raccogliendo studi teorici, interviste e questionari vogliamo creare un fronte d'analisi europea comune su sfide e problematiche di didattica a distanza ma anche formare insegnanti e genitori per supportare emotivamente i minori in DAD attraverso la realizzazione di un toolkit, ovvero un insieme di schede teoriche sulle emozioni, esercizi pratici, giochi etc. che servano come strumenti pratici per affrontare i cambiamenti nelle dinamiche casa-scuola".

Il progetto, partito a settembre scorso, mira anche a realizzare un software o un'app che permetta alle scuole di effettuare un'analisi della situazione di partenza (competenze, risorse, utenza), analizzare criticità e potenziale e progettare percorsi DAD efficaci.

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Alla Federico nasce il Threat Hunting & Investigation Competence Centre, laboratorio di indagini informatiche per studenti e docenti realizzato in collaborazione Group-IB, uno dei principali fornitori internazionali di soluzioni per il rilevamento e la pr

  • Scritto da Maria Esposito

Threat Hunting  Investigation Competence Centre

Università degli Studi di Napoli Federico II e Group-IB, uno dei principali fornitori di soluzioni per il rilevamento e la prevenzione di attacchi informatici, l'identificazione di frodi online, l'indagine su crimini di alta tecnologia e la protezione della proprietà intellettuale, insieme per favorire il progresso del ramo cybersecurity universitario attraverso la creazione del Threat Hunting & Investigation Competence Centre.

Il Centro sarà un vero e proprio laboratorio per gli studenti, che potranno avvalersi delle più pionieristiche tecnologie di sicurezza informatica e studiare i vari tipi di minacce e noti criminali informatici, oltre alla loro evoluzione.

Accogliendo Group-IB fra i suoi partner, l'Ateneo federiciano garantisce ai propri studenti la possibilità di apprendere da veterani delle indagini informatiche, analisti di cybersecurity, specialisti di Incident Response, ed esperti di Threat e Fraud Hunting. Inoltre, gli allievi potranno familiarizzare con le soluzioni proprietarie aziendali per la prevenzione e l'attività di indagine sugli attacchi informatici, e per la protezione dalle frodi e dai rischi digitali online. Considerato il crescente rischio informatico per aziende e organizzazioni pubbliche e no-profit, la cybersecurity si sta rivelando una delle discipline più richieste sul mercato. Basti pensare che il numero di posizioni aperte in questo settore è aumentato del 350% dal 2013 al 2021.

Federico II e Group-IB svilupperanno la loro cooperazione attorno a tre aree principali: il trasferimento di conoscenze, i progetti industriali e i tirocini per gli studenti.

Il Threat Hunting & Investigation Competence Centre fungerà da piattaforma per l'addestramento al threat hunting e all'attività di indagine informatica, sia per gli studenti dell'università che per il corpo docente. Le attività formative promosse saranno aperte anche a partecipanti esterni, come dottorandi, professionisti della cybersecurity e aziende.

"Siamo felici di inaugurare questo centro di competenza in collaborazione con Group-IB. La Federico II è sempre più in prima linea per quanto riguarda le iniziative di formazione sui temi della sicurezza informatica, con una offerta che spazia dai percorsi formativi standard, quali lauree e corsi di perfezionamento, ad iniziative maggiormente orientate al mondo delle imprese, quali, appunto, il 'Threat Hunting & Investigation Competence Centre' - sottolinea il Rettore dell'Ateneo federiciano Matteo Lorito -. Puntiamo, ancora una volta, a formare profili professionali innovativi pronti ai 'nuovi lavori' e alle nuove sfide occupazionali per il mercato del presente e dell'immediato futuro".

"In questo momento, il mondo ha un forte bisogno di professionisti di cybersecurity, poiché gli attacchi informatici diventano sempre più frequenti anno dopo anno, e la quantità di esperti altamente formati in grado di respingerli deve crescere di pari passo", commenta Giulio Vada, manager di Group-IB Business Development in Italia. "Spero che grazie alla partnership con UNINA potremo aiutare gli studenti a formare le conoscenze fondamentali in materia di cybersecurity, oltre a rafforzare la loro determinazione nel perseguire una carriera in questo campo. Coloro che desiderano addentrarsi nel mondo della sicurezza informatica possono battere strade nuove e continuare ad approfondire le conoscenze durante un tirocinio in uno degli uffici di Group-IB. Lavorando fianco a fianco con dei professionisti della cybersecurity, i laureandi potranno decidere quale ruolo specifico desiderino coprire nella loro carriera futura, oltre a poter vantare sul loro CV un periodo di esperienza pratica presso un leader di settore, partner ufficiale di agenzie d'investigazione internazionali."

Il Threat Hunting & Investigation Competence Centre fungerà da piattaforma per l'addestramento al threat hunting e all'attività di indagine informatica, sia per gli studenti dell'università che per il corpo docente. Le attività formative promosse saranno aperte anche a partecipanti esterni, come dottorandi, professionisti della cybersecurity e aziende.

"Il centro di competenze entra a far parte delle numerose attività di ricerca e formazione promosse dalla Federico II in collaborazione con i principali attori del settore aziendale, con l'obiettivo di coltivare l'innovazione e la contaminazione reciproca," commenta Simon Pietro Romano, professore di Sicurezza delle Reti Informatiche presso l'Università Federico II di Napoli. "Il focus sulla cybersecurity rappresenta un tassello fondamentale nel mosaico generale di competenze sempre più richieste in un contesto sociale, politico ed economico in cui la realtà e gli spazi digitali si intersecano e influenzano l'un l'altro, in modi sempre più articolati. La cooperazione con Group-IB ci permetterà di plasmare profili professionali altamente specializzati, capaci di dare il loro contributo in svariati ambienti operativi grazie alle competenze acquisite in un contesto accademico dinamico, caratterizzato da un altissimo livello d'innovazione."

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Nasce la piattaforma internazionale per la didattica museale EDI_ Global Forum on Education and Integration

  • Scritto da Brunella Bianchi

Edi global manifesto

La Fondazione Morra Greco è lieta di annunciare il primo incontro del progetto EDI_Global Forum on Education and Integration, una piattaforma internazionale in cui tutte le principali esperienze di ricerca e innovazione della didattica museale dell'arte possano essere messe in rete, in contatto e in condivisione.

L'incontro si terrà il 13 luglio 2021 dalle 9.30 alle 12.00 presso la sede della Fondazione Morra Greco, il Palazzo Caracciolo d'Avellino, e sarà possibile parteciparvi anche da remoto. Ad aprire i lavori saranno Maurizio Morra Greco, Presidente della Fondazione Morra Greco, Patrizia Boldoni, Consigliere del Presidente della Regione Campania e Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania.

Tra i molti rappresenti istituzionali ed esperti internazionali invitati a partecipare hanno già confermato in tanti, tra cui Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e del Bosco di Capodimonte, Daniel Blanga Gubbay, Codirettore KunstenFestivalDesArts di Bruxelles, Antonella Cucciniello, Direttrice del Complesso dei Gerolamini, Cristina Francucci, fondatrice del dipartimento educativo del MAMbo e Direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Matteo Lucchetti, curatore del progetto di ricerca Visible per Fondazione Pistoletto e Fondazione Zegna, Chus Martinez, Direttore dell'Art Institute alla FHNW Academy of Arts and Design a Basel in Svizzera e Direttore artistico dell'Ocean Space a Venezia, Orazio Miglino, Direttore Scientifico del Laboratorio per lo Studio dei Sistemi Cognitivi Naturali e Artificiali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Marta Morelli, Responsabile Ufficio Educazione Museo MAXXI, Anna Pironti, Responsabile Capo Dipartimento Educazione - Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Angela Tecce, Presidente del Museo Madre, Ming Tiampo, Direttore dell'Institute of Comparative Studies in Literature, Art and Culture presso la Carleton University a Ottawa in Canada, Annalisa Trasatti, Coordinatrice Servizi Museo Tattile Statale Omero, Andrea Viliani, Responsabile del Centro di Ricerca CRRI del Castello di Rivoli e Curatore del progetto Pompei Commitment, Paola Villani, Direttore per il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Luciano Violante, Presidente Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine.

Nel pieno spirito di ricerca-azione di EDI, questa sarà l'occasione per avviare un'attività di progettazione partecipata con rappresentanti nazionali e internazionali di istituzioni culturali, musei, università, centri di ricerca, mondo della scuola, imprese e associazioni.

EDI ha come obiettivo un programma articolato di azioni per attivare un processo virtuoso di ricerca, sperimentazione e dimostrazione che metta a sistema tutti i protagonisti e le fasi di attività necessari per garantire output e ricadute efficaci nell'ambito dell'innovazione della didattica museale dell'arte, con particolare attenzione a tutto il fronte del digitale, e con uno sguardo sempre ampio affinché tutti i risultati di EDI possano partecipare alla costruzione di una società della conoscenza e al benessere sociale collettivo.

I musei del XXI secolo sono polifonici, partecipativi e collaborativi, inclusivi e accessibili, sono un concentrato di realtà. Sempre più sono anche musei digitali, in cui le nuove tecnologie entrano in modo pervasivo nei vari ambiti. I musei e i loro pubblici riflettono la varietà di storie e relazione nel mondo e le metodologie educative possono comunicare al meglio un approccio transculturale che rappresenta queste diversità.

La pandemia da Covid19 ha richiamato l'attenzione di tutti sul ruolo imprescindibile della cultura e della ricerca in cui la necessità di un sistema educativo più efficace e rispondente al mondo contemporaneo, con una dimensione innovativa, diventa centrale. Durante i momenti più drammatici di questa pandemia, se da un lato è stato evidente come i musei possano avere un ruolo determinante di supporto ad una comunità, dall'altro lato è emerso come museologia e didattica museale abbiano ancora molti spazi da esplorare e vuoti da colmare.

Oggi ci troviamo ancora spesso di fronte ad un sistema museale nel quale le tecnologie digitali non sempre trovano uno spazio adeguato e vengono intese come competenze e supporto strategico all'apprendimento.

EDI intende aprire in questo senso anche una riflessione e una sperimentazione su una dimensione nuova della didattica museale digitale.

EDI è un programma realizzato dalla Fondazione Morra Greco per l'Arte Contemporanea, organismo partecipato dalla Regione Campania, da sempre dedicato alla progettazione di interventi di innovazione sociale. Il progetto è finanziato nell'ambito del POC 2014/2020 gestito dalla Direzione Generale Cultura e Turismo.

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