Questo sito fa uso di cookie di terze parti per la memorizzazione di dati statistici e pubblicitari.

logo
Menu
Login RSS

borbonico

Nasce ISA, l’Assistente Virtuale Personalizzato realizzato dall’Università di Salerno per la Corte di Appello di Salerno

  • Scritto da Barbara Landi

Paola Adinolfi Iside Russo Vittorio ScaranoSi chiama ISA ed è l'assistente virtuale personalizzato, realizzato dall'Università di Salerno, che supporterà il lavoro degli Uffici per il Processo, in collaborazione con il Distretto di Corte di Appello di Salerno.

ISA, acronimo di Intelligent Assistent Salerno, è già in funzione e rientra nel Progetto "StartUPP – Modelli, Sistemi e Competenze per l'implementazione dell'ufficio per il processo": progetto per il miglioramento dell'Ufficio-Per-il-Processo, vede in prima linea l'Università di Salerno in collaborazione con gli uffici giudiziari e gli ordini forensi del distretto di Corte d'appello di Salerno, in rete con le Università della Puglia e della Calabria e i rispettivi distretti giudiziari e Ordini degli avvocati, per l'implementazione di modelli operativi innovativi negli Uffici giudiziari per lo smaltimento dell'arretrato e per definire approcci macro-organizzativi, micro-organizzativi e gestionali.

ISA è un prototipo, un ambiente di intelligenza artificiale, una interfaccia intelligente tra sistemi software complessi e esseri umani, in particolare magistrati, giovani funzionari addetti agli uffici per il processo e presidenti di sezione.

Il modello elaborato dall'ateneo e presentato dal prof. Vittorio Scarano, docente del Dipartimento di Informatica, svolge il ruolo di facilitatore per assistere e supportare l'operatore, raccogliere feedback e stimolare suggerimenti. A partire dalle richieste pervenute dalla Corte di Appello di Salerno, sono state elaborate le prime Query. Tre le esigenze fondamentali della fase embrionale, suscettibile di future innovazioni: poter monitorare lo stato dei processi, conoscere il numero di cause pendenti ultra decennali o ultra triennali, promuovere l'utilizzo dei sistemi informatici esistenti, al massimo delle loro potenzialità.

Il modello è stato anticipato, nei giorni scorsi, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario dalla Prof.ssa Paola Adinolfi, Responsabile Scientifico del progetto e Direttore del Master DAOSan presso il Dipartimento di Scienze Aziendali - Management & Innovation Systems (DISA-MIS) dell'Università degli Studi di Salerno.

ISA si presenta come un ecosistema collaborativo, a cui è possibile accedere attraverso una fase di registrazione (log-in), operare su un canale generale (Agorà), generare messaggi diretti con l'assistente o con altri partecipanti ISA compresa. In ogni canale diretto o di gruppo è possibile condividere documenti, in forma collaborativa, che diventano patrimonio comune del team di lavoro e dell'organizzazione nel suo complesso.

ISA interroga le varie banche dati degli Uffici e genera le informazioni immediate richieste attraverso query. I report presentano i dati elaborati in maniera semplificata, rappresentandoli in forma grafica, segmentando i diversi sottogruppi o sottoinsiemi, in risposta alle diverse richieste (ad esempio la durata dei processi o le pendenze dell'Ufficio).

«La proposta è sviluppata nell'ambito del progetto StartUPP – sottolinea il Coordinatore Scientifico, Prof.ssa Paola Adinolfi – L'obiettivo è aggredire l'arretrato, ridurre la durata del processo e realizzare un miglioramento nel funzionamento degli uffici giudiziari, in un rapporto virtuoso tra ateneo e Corte di Appello di Salerno. Abbiamo intrapreso un'analisi preliminare per individuare le criticità, che in realtà sono caratteristiche tipiche delle burocrazie professionali, con un'ampia percentuale di professionisti con un elevato grado di un'autonomia decentrata non comprimibile. L'esigenza fondamentale delle burocrazie professionali è supportare il professional, nel caso specifico il magistrato, che sconta una solitudine organizzativa. L'innovazione deve essere orientata a liberare le energie del professionista, del giudice, attraverso lo staff di supporto – prosegue la Prof.ssa Adinolfi – Altra criticità è il sottodimensionamento degli organici. Sopperiamo a queste carenze con le tecnologie informatiche. L'assistente virtuale fornisce supporto al magistrato e alle direzioni degli uffici, attraverso un utilizzo al 100% dei sistemi informativi già esistenti e delle potenzialità inespresse. Attraverso il progetto StartUPP creiamo una cultura organizzativa, un knowledge management. Le competenze non devono essere personalizzate, ma appartenere all'organizzazione».

Cambia la modalità di lavoro del giudice, che inizia a lavorare in team, coordinando il lavoro degli UPP, assegnando compiti, definendo i tempi e le fasi del processo organizzativo.

Prossimi passi per migliorare il prototipo, il lavoro multidisciplinare e collaborativo, la costruzione condivisa delle funzionalità, la raccolta di feedback e di suggerimenti dalla fase di sperimentazione, learning e training, ma anche il miglioramento della comunicazione, per rendere le competenze patrimonio dell'organizzazione e non del singolo.

«ISA è frutto di un lavoro di squadra inedito tra Università e Uffici Giudiziari – spiega la Program Manager del Progetto StartUPP, Prof.ssa Gabriella Piscopo - Abbiamo risposto alla 'call to action' del Ministero della Giustizia sedendoci tutti a uno stesso tavolo e mettendo a sistema domini disciplinari diversi, professionalità e competenze variegate. I protagonisti di StartUPP stanno guardando oltre gli obiettivi a breve scadenza del PNRR per ingaggiare una sfida ancor più avvincente: contribuire, ognuno per la sua parte, a un cambio di paradigma nella gestione degli Uffici Giudiziari».

Collegati in streaming, durante la presentazione demo del funzionamento di Isa, presidenti, funzionari amministrativi, dirigenti e avvocati dei Tribunali di Salerno, Nocera e Vallo della Lucania del Distretto della Corte di Appello di Salerno.

«Apprezzo molto che tanti siano collegati in streaming: dimostra la sensibilità per questo progetto – afferma il Presidente della Corte di Appello di Salerno, Iside Russo – Il Rettore Vincenzo Loia, con grande disponibilità, ha dimostrato di voler proseguire con questo progetto, con convenzioni tra Università e Corte di Appello. ISA è uno strumento molto utile, in molti distretti manca il funzionario statistico. L'assistente virtuale ci permette di avere risposte, di fotografare il carico dei processi, la quantità e la qualità. Oggi il magistrato deve avere il controllo e la gestione del proprio ruolo: significa molto, soprattutto per i civilisti, che sono i giudici più soggetti al disciplinare per ritardi perché non si riesce a gestire l'enorme entità di flussi in entrata. È molto importante sapere per ogni giudice, civile in particolare, quante cause sono a ruolo e la tipologia. Abbiamo così un rapporto immediato tra l'essere umano e il software».

Add a comment

Le sfide della cyber security nel 2023

  • Scritto da Annalisa Tirrito

Pierguido Iezzi

L'anno appena trascorso, con un eloquente parallelo tra vita reale e virtuale, ha visto un drammatico incremento delle ostilità sulla rete, sia nei confronti di aziende che di realtà governative così come di privati cittadini.

Cyberwar e cybercrime sono divenuti rapidamente parte del nostro lessico quotidiano, in un'escalation che non lascia ben sperare per l'anno venturo.

Ora più che mai è importante avere uno sguardo consapevole sui mesi a venire, per non essere vittime accidentali del crimine informatico e per preparare al meglio le nostre infrastrutture al conflitto nella quinta dimensione. Diamo quindi uno sguardo a ciò che ci aspetta con l'ausilio di chi tutti i giorni agisce sul fronte della cybersicurezza.

1. La minaccia ransomware & infostealer

"ll ransomware è al primo posto nella scala dei diversi livelli di minacce – spiega Pierguido Iezzi, CEO di Swascan – poiché è di gran lunga il tipo di malware più redditizio per i Criminal Hacker. Questo fenomeno si è oramai evoluto in una vera e propria economia parallela altamente specializzata".

Le competenze necessarie a lanciare un attacco, spiega l'esperto, non sono più appannaggio di pochi: "Chi possiede le skill necessarie a creare un ransomware non è più necessariamente la stessa persona che si "sporca le mani" nel lanciare un attacco. Le gang ransomware hanno sviluppato il loro modello di Ransomware as a Service, andando a raccogliere affiliati a cui vendere il malware in cambio di una fee sui profitti."

Questo ha completamente abbattuto la barriera d'ingresso tecnica per i potenziali attaccanti. Come se non bastasse, tecniche come la double extortion hanno ulteriormente alzato la posta in gioco per le aziende vittima.

"Nel 2023 la tendenza al rialzo degli attacchi ransomware, con grande probabilità, non conoscerà soluzione di continuità. Questo grazie anche ad un secondo fenomeno nascente in questo ambito, quello delle gang nate dai leak dei codici sorgente di altre organizzazioni di criminali informatici (vedasi LockBit e Babuk).

"Swascan stessa, in un report a breve disponibile, ha analizzato questo fenomeno che ben presto potrebbe assumere dimensioni molto più estese; proprio per la facilità con cui – una volta ottenuto il codice sorgente – i Criminal Hacker riescono a imbastire una nuova operazione".

Piccola parentesi anche per un altro tipo di malware interessato prettamente ai dati, ovvero gli Infostealer.

"Anche in questo caso il mercato ha adottato il modello as a service, con malware venduti a prezzi che riescono ad arrivare anche sotto i 100 dollari al mese. Il tutto in cambio di un'infrastruttura preconfezionata in grado di rubare in maniera silenziosa un'ampia gamma di informazioni dai dispositivi infetti come credenziali, carte di credito, portafogli di criptovalute, dati delle e-mail e vari altri tipi di dati sensibili da numerose applicazioni".

Il solo Raccon Stealer si è reso protagonista del furto di oltre 50 milioni di credenziali.

Anche in questo caso è difficile non prevedere un incremento di vittime/potenziali utenti tra i Criminal Hacker.

2. Dall'IoT alla supply chain – gestire le complessità

"Più sono eterogenee le tecnologie all'interno di un perimetro digitale, maggiore è la sua vulnerabilità. L'interconnessione è senza dubbio utile e indispensabile, ma dobbiamo considerare quanto ogni singolo oggetto connesso alla rete che interagisce in qualche modo con il nostro perimetro sia potenzialmente un rischio, se non adeguatamente gestito", spiega l'esperto.

Questo ragionamento è applicabile sia nel caso il discorso sia incentrato sull'IoT sia che questo ruoti attorno alla gestione del rischio lungo la supply chain.

"Lo scorso anno, il 51% delle organizzazioni ha subito una violazione dei dati causata da un incidente lungo la propria filiera digitale. D'altronde i Criminal hacker utilizzano il punto di contatto più debole per colpire il loro obiettivo e, spesso, è proprio lungo la supply chain che troviamo questi anelli deboli della catena".

Una tendenza che necessariamente deve essere invertita, ma – avverte Iezzi – richiederà un livello di sforzo a livello di gestione dei rischi d'impresa decisamente più intenso e coordinato.

Sempre nella sfera dell'interconnessione è doveroso fare anche una riflessione sulle tecnologie OT. La tecnologia abilitante di Impresa e Industria 4.0, che ha permesso di abilitare la trasformazione digitale all'interno del tessuto imprenditoriale italiano.

"Anche queste tecnologie non sono immuni dalle mire dei Criminal Hacker. Anzi la loro infrastruttura le rende potenzialmente suscettibili a devastanti attacchi informatici, in particolare i ransomware. D'altronde questi macchinari 4.0 non sono molto differenti da un qualsiasi altro endpoint e questo li rende, appunto, bersaglio appetibile, non solo per le gang ransomware, ma anche per potenziali azioni di disturbo di carattere state-sponsored o di hacktivism", mette in guardia l'esperto.

3. Mobile

Questa è forse la previsione più semplice da fare: il numero di utenti mobile aumenta senza sosta e di questo i Criminal Hacker sono ben consci.

"Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sbarco su mobile del Cyber Crime. Dagli spyware agli adware fino alla completa esplosione del fenomeno smishing (forma di phishing che utilizza SMS con invito a cliccare su link fraudolenti). Lo smartphone è oggi – nel bene o nel male – un'estensione digitale del nostro io. Il contenitore della stragrande maggioranza delle nostre informazioni personali in grado di identificarci. Un bersaglio molto interessante per i Criminal Hacker".

Nonostante questo, ricorda Iezzi, c'è ancora un certo livello di malriposta fiducia nella resilienza dei dispositivi mobile.

"Ancora esiste una parte della popolazione che associa malware e simili a qualcosa limitato al mondo di pc e laptop. Questo falso senso di sicurezza è anche uno dei motivi per cui il cyber crime su mobile continua a crescere e – probabilmente – continuerà a salire anche nel 2023".

4. Zero-day

La scoperta e lo sfruttamento delle vulnerabilità nei software sono un altro fenomeno in crescita esponenziale.

"Rispetto al 2020 dove il numero si attestava a 16.555, nel 2022 sono state scoperte 47.890 vulnerabilità. Un incremento che rasenta il 200% in soli due anni".

Un simile incremento ha ricadute importanti in termini di potenziali attacchi. L'equazione è molto semplice: più sono vulnerabilità in circolazione, maggiori le possibili falle che i Criminal Hacker possono sfruttare.

"Certo, per ogni CVE pubblica esiste una patch. Le azioni di tutela, una volta scoperta la vulnerabilità tramite attività di security testing, sono piuttosto auto esplicative. Discorso diverso per i così detti zero-day".

Gli zero-day sono vulnerabilità per cui ancora non è stata resa disponibile una patch di sicurezza.
Questo significa che gli hacker possono sfruttare questa vulnerabilità per attaccare i sistemi e i dispositivi prima che sia possibile correggere il problema e – a volte – prima che queste siano conosciute.

"Nel 2022 il numero di zero-day rilevati è lievemente diminuito. Ma questo è direttamente collegato al mutato clima geopolitico globale. Uno zero-day è potenzialmente un'arma devastante, la necessità di tenere private queste vulnerabilità è diventata una questione che va ben oltre la semplice sicurezza dei privati. La contrapposizione tra est e ovest non è solo economica e politica, ma si gioca anche sul piano del digitale e della cyber war".

5. Da Cyber Crime a Cyber War e l'ombra dello spionaggio

La guerra russo-ucraina ha avuto, tra le varie conseguenze, la creazione di blocchi contrapposti, anche sul piano digitale. Blocchi che, direttamente o meno, stanno trasformando il reame della cyber in terreno di confronto diretto.

"Abbiamo assistito anche nel web alla riproposizione di due sfere di influenza antagoniste a livello globale: una euro atlantica e una russo asiatica, con i rispettivi alleati nei diversi continenti. In tutto questo il cyber crime sta pertanto giocando una duplice partita. Pur restando forti le motivazioni economiche di questa attività, i protagonisti della scena cybercriminale devono tener conto del mutato clima politico e della congiuntura economica. In particolare nei Paesi dove storicamente questi gruppi hanno sede, il loro ruolo potrebbe espandersi presto a quello di mercenari digitali. Mentre in Europa i problemi principali scaturiti dal conflitto hanno riguardato principalmente il mercato dell'energia, embarghi e rescissioni di partnership tecnologiche e progettuali avranno ben presto pesanti conseguenze in nazioni come la Russia", sottolinea il CEO di Swascan.

D'altronde, spiega Iezzi: "Non dobbiamo neppure dimenticare che con la chiusura dei canali commerciali, il know-how tecnologico occidentale – fino a poco tempo fa esportato anche a est – adesso è venuto a mancare e, non più disponibile liberamente. Questo potrebbe rapidamente diventare una merce preziosa da carpire, in particolare per i criminal hacker dei gruppi più esperti. I dati che una volta potevano essere compromessi da un'infezione ransomware oggi sono passabili di essere semplicemente trafugati".

Senza l'intravedersi di una soluzione diplomatica all'orizzonte, non è difficile immaginare che l'attività dei gruppi di Criminal Hacker continui a percorrere i due binari: quello del mero profitto e quello del cyber soldier.

6. Proteggere l'identità digitale

Il progressivo affermarsi dell'identità digitale è sicuramente un altro punto critico per il 2023. Di questo hanno preso nota anche i Criminal hacker, che hanno significativamente intensificato le attività mirate al furto delle credenziali.

"L'attenzione dei criminali informatici nei confronti di credenziali e - più in generale – dell'identità digitale è confermata da due indicatori molto semplici. La crescita nella diffusione degli Infostealer e botnet, da un lato, e l'incremento di credenziali in vendita sul web e dark web".

Un mercato così redditizio che gli stessi creatori dei malware per rubare queste informazioni sensibili stanno iniziando a innovare i loro prodotti con sempre più funzionalità e opzioni di personalizzazione.

"Abbiamo osservato due cambiamenti principali nel mercato degli infostealer quest'anno – anche proprio a ridosso dell'arrivo del 2023 -. I Criminal Hacker stanno puntando sulla personalizzazione dei propri prodotti. Per esempio, lo stesso malware adesso sarà in grado di sottrarre credenziali bancarie così come credenziali di social media. Questo denota una certa flessibilità e spirito d'innovazione da parte delle menti dietro queste operazioni criminali. D'altro canto è stato possibile notare come la stessa diffusione di questi malware infostealer stia diventando più capillare, principalmente andando a diversificare i vettori d'infezione. Una nuova tendenza, rispetto al recente passato dove queste infezioni viaggiavano quasi unicamente tramite lo stesso canale (per esempio il phishing e smishing)."

7. AI – il nuovo che avanza

Il futuro più incerto, impossibile da ignorare, riguarda l'avvento dell'intelligenza artificiale "commerciale" e disponibile al grande pubblico.

"Siamo all'alba dell'era AI, prodotti come chatGPT ci hanno fornito un primo sguardo su quello che sarà il nostro futuro prossimo. Ma le applicazioni di questa tecnologia, se non adeguatamente controllate ed indirizzate, potrebbero trasformarsi in una lama a doppio taglio", avverte Iezzi.

Per quanto abilitanti, continua l'esperto, le tecnologie di AI potrebbero essere messe al servizio del cyber crime: "Per creare nuovi malware, script o campagne di phishing. Ma anche per trovare nuovi exploit o zero day...insomma le possibilità di uso e abuso sono ampie".

Certo, siamo ancora sufficientemente lontani da questo, "ma non abbastanza per non iniziare ad interrogarsi su possibili argini etici e applicativi a questa tecnologia".

La ricetta per contrastare questo avanzare del cyber crime, secondo Iezzi, rimane quella di affidarsi a un perimetro di difesa multi livello, resiliente e completo.

"La chiave risiede sempre nel dotarsi delle migliori soluzioni di sicurezza predittiva, preventiva e proattiva; e di farle lavorare in massima armonia nel Cyber Security Framework Aziendale", conclude l'esperto.

Add a comment

5G Academy Postgraduate: Si chiude la terza edizione - la cerimonia 19 ottobre alle 9.30 presso la sala Auditorium del Parco Archeologico di Pompei

  • Scritto da Maria Esposito

5G Academy Postgraduate

Si chiude la terza edizione della 5G Academy Postgraduate. Ventisei giovani talenti hanno concluso il percorso di alta formazione nell'ambito della trasformazione digitale e delle nuove tecnologie promosso dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, delle aziende partner Nokia e TIM, e quest'anno in collaborazione con Fastweb e Kineton.

Il 19 ottobre 2022, presso la sala Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, si terrà la cerimonia di chiusura con la presentazione di quattro progetti di grande impatto sociale ed economico sviluppati dagli studenti dell'Academy.

Diverse le prestigiose realtà del mondo ICT, e non solo, con le quali l'Academy ha stipulato accordi di collaborazione e che, insieme ai partner industriali, hanno guidato gli studenti nella fase progettuale, sposandone le idee e collaborando attivamente alla realizzazione di ogni singolo progetto. Tra queste, l'Interporto Campano, PagoPA, il Parco Archeologico di Pompei, il Centro ricerche RAI e Rai per la Sostenibilità - ESG. Il loro interesse a collaborare è la dimostrazione della necessità di tradurre in concrete azioni le enormi potenzialità delle nuove tecnologie digitali ed il volano per l'innovazione è rappresentato dal coinvolgimento degli attori del territorio.

A inaugurare la cerimonia, alle 9.30, saranno i saluti di Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli studi di Napoli Federico II, Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei e del Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio. Interverranno, inoltre, Gaetano Manfredi, Sindaco della Città Metropolitana di Napoli; Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Vice Presidente di Nokia Italia; Giovanni Fiengo, Amministratore Delegato di Kineton; Claudio Ricci, Amministratore Delegato dell'Interporto Campano; Andrea Laudadio, Responsabile TIM Academy & Development; Marco Pennarola, Head of Marketing Enterprise di Fastweb.

Spazio a momenti di riflessione e confronto. La "tavola rotonda", moderata da Nicola Saldutti, Caporedattore Economia del Corriere della Sera, vedrà rappresentanti delle istituzioni locali e di alcune delle aziende coinvolte nell'Academy, arricchire la discussione con il loro contributo.

Con l'occasione, Antonia Maria Tulino, Responsabile Scientifico e Coordinatore Didattico dell'Academy, presenterà le principali novità della prossima edizione 2023.

Add a comment

ECONOMIA: CRYPTOMONETE PER TUTTI - Incontro informativo domenica 6 novembre a Salerno

  • Scritto da Silvia De Cesare

Incontro Informativo Crypto per TuttiMonete digitali: cosa sono esattamente? Quali i vantaggi? Le cryptovalute segnano un nuovo paradigma economico e culturale, perché con loro stanno nascendo nuovi servizi che cambieranno completamente il modo di fare economia. Conoscerne funzionamento e uso è necessario.

L'oro digitale del terzo millennio sarà al centro dell'incontro informativo organizzato dall'Associazione Crypto per Tutti, in programma domenica 6 novembre dalle 11 presso il Santoro Creative Hub di via San Leonardo.
I soci fondatori, visionari e tra i leader di un settore di mercato ancora inesplorato, partono da un presupposto: «Così come Internet è accessibile a tutti, anche la conoscenza delle cryptovalute deve esserlo. Manca infatti in Italia un'adeguata educazione sulla cryptofinanza ed è giusto che, chi vuole andare sulla rete, giovane o anziano che sia, trovi le linee guida per agire in modo virtuoso evitando i rischi», spiega il Presidente dell'Ente formativo Salvatore Caliendo.

All'alba del terzo millennio la tecnologia alla base delle cryptovalute sta rivoluzionando il mondo e già adesso pagamenti e transazioni in valuta digitale sono utili e profittevoli.

«È il momento che la cittadinanza acquisisca questa conoscenza per essere preparata al cambiamento e non cadere in truffe digitali molto frequenti. La non conoscenza porta ad acquisti incauti. Il nostro obiettivo è tutelare le persone e informarle sui vantaggi e per far questo bisogna conoscere la materia. Solo così si preservano futuro, risparmi e guadagni», aggiunge Caliendo.

A discutere sull'argomento insieme con il Presidente di Crypto per Tutti anche Aldo Nicoletta, Presidente di CXT srl, la società che eroga i servizi digitali per l'Associazione, Anna Rinaldi, responsabile Area sud Italia di Crypto per Tutti e due figure professionali del settore, partner dell'iniziativa: Pasquale Autiero ideatore della startup sociale di Pianeta Genius, circuito di scontistica nato a sostegno di famiglie e imprese, e Anthony Vitali, Presidente Nazionale EBAFoS, Organismo Paritetico e Ente Bilaterale di tipo Intersettoriale con l'obiettivo di essere un punto di riferimento e di tutela, per le imprese e per i lavoratori di tutti i comparti del lavoro.

CRYPTO X TUTTI L'associazione, con sede a Milano, nasce nel 2021 con l'intento di far conoscere e diffondere in maniera molto semplice e lineare la cultura delle Cryptomonete e della Blockchain attraverso una serie di incontri in tutta Italia. L'Ente di formazione offre servizi digitali dedicati ai privati ed alle attività commerciali per l'aumento della crescita economica nel nuovo mondo digitale. A Salerno, con il contributo di relatori, filmati e slide, esporrà l'evoluzione del settore, presenterà il nuovo progetto di distribuzione di corsi formazione a titolo conoscitivo, ma soprattutto offrirà ai partecipanti la possibilità di essere parte attiva dell'incontro per dissipare dubbi e perplessità.

Add a comment

GRANDE SUCCESSO PER IL PRIMO FESTIVAL DEL METAVERSO D'ITALIA A OPERA DI ANGI

  • Scritto da Ilaria Cuomo

Festival del metaverso salaSuccesso di pubblico, superando ogni aspettativa, per il primo Festival del Metaverso italiano che ha visto la partecipazione di oltre 250.000 utenti unici. L'evento, organizzato da ANGI, si è svolto nel suntuoso Duomo delle OGR Torino portando a casa un risultato senza eguali, come conferma il Presidente dell'associazione, Gabriele Ferrieri:

«Straordinario successo di pubblico e di contenuti. Numeri davvero immensi che hanno visto oltre 250mila utenti unici che, tra presenza e collegamento da remoto, hanno assistito al primo Festival del Metaverso in Italia. L'aver portato le maggiori voci dell'ecosistema innovazione e degli stakeholder istituzionali europei, nazionali e territoriali del Piemonte dimostrano ancor di più il ruolo centrale dell'ANGI come punto di riferimento sul digitale. Siamo davvero orgogliosi del cammino che stiamo portando avanti e grazie allo sviluppo e alla costante crescita della community dei giovani innovatori italiani, vogliamo vivere da protagonisti le sfide per il rilancio economico e sociale dell'Italia, mettendoci a disposizione delle istituzioni per proseguire il cammino valoriale e progettuale che, con perseveranza e dedizione, l'ANGI porta avanti ormai dal 2017. Il nostro appello è per la prosecuzione delle politiche digitali sia in ottica attuazione PNRR che di sostegno alle future generazioni, unico e vero punto cardine su cui poggiare solide basi per il rilancio del Belpaese. Da qui alla fine dell'anno, numerosi saranno gli appuntamenti in programma che culmineranno, il primo dicembre, con il premio ANGI - Oscar dell'Innovazione a Roma nella meravigliosa cornice dell'Ara Pacis».

Inoltre, l'ANGI presieduta da Ferrieri, grazie alla partnership tecnica con Coderblock, ora può sfoggiare il proprio metaverso. Questa nuova realtà virtuale è indubbiamente un'opportunità per costruire un ponte e valorizzare la realtà immersiva a sostegno di tutte le eccellenze dell'innovazione e del Made in Italy.

Presenti al Festival anche Matteo Marnati, Assessore Ambiente, Energia, Innovazione, Ricerca Regione Piemonte; Stefano Lo Russo, Sindaco del Comune di Torino; Letizia Maria Ferraris, Presidente CSI Piemonte; a testimonianza della vicinanza della città di Torino sulle tematiche orbitanti il nuovo universo immersivo.

«La Regione Piemonte è la prima Regione in Italia che sbarca nel metaverso. Una decisione che abbiamo maturato, insieme al CSI, partendo dall'assunto che una Pubblica Amministrazione debba integrarsi con l'innovazione, non solo stare "ai tempi" ma, se possibile, precorrerli e costruire qualcosa nella realtà virtuale, e il mondo del metaverso ha avuto una forte accelerazione negli ultimi tempi soprattutto fra i giovani, anche per fornire servizi ai cittadini e alle imprese. Tuttavia, abbiamo deciso di partire dal "tema sociale" perché è nostro compito occuparci delle fragilità. Da questa considerazione ad agosto, abbiamo iniziato a costruire il "nostro" metaverso, che riproduce la nostra nuova sede, il grattacielo, che inaugureremo proprio fra pochi giorni e, come primo progetto, ci occuperemo di cyberbullismo, fenomeno che oggi colpisce molti ragazzi, in collaborazione con l'Ordine degli Psicologi di Torino. Vogliamo sperimentare la nuova frontiera della psicologia, qualcosa che diventerà, ne siamo certi, una grandissima opportunità nei prossimi anni. In parallelo svilupperemo anche servizi per i cittadini e le imprese, il tutto con la garanzia della massima sicurezza». Matteo Marnati, assessore regionale all'Innovazione.

«Da anni il CSI e la Regione Piemonte lavorano in una logica multicanale nell'erogazione dei propri servizi al cittadino. Credo che il metaverso potrà diventare un ulteriore canale a disposizione delle persone per usufruire dei servizi pubblici digitali in modo completamente nuovo. Si tratta di un percorso che iniziamo ora con alcune sperimentazioni che si affineranno via via nel tempo accompagnandosi con le attività di trasformazione digitale già in atto, quali l'integrazione sempre più massiccia dei servizi, l'identità digitale ancora più spinta, la sicurezza informatica, il cloud. Per tutti noi è una grande sfida perché il metaverso potrà davvero cambiare il nostro modo di vivere, di lavorare o di rapportarci con la Pubblica Amministrazione» Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte.

«Il Metaverso apre a nuovi territori dal potenziale ancora inesplorato e, proprio per questo, è fondamentale promuovere ora una cultura di apertura e collaborazione per tracciare insieme traiettorie nel segno della tecnologia, della cybersecurity e della sostenibilità. È in quest'ottica che le OGR, luogo naturale di sinergie e ibridazioni, accolgono il Festival del Metaverso, in qualità di Innovation & Networking Partner, con l'obiettivo di diffondere conoscenza e favorire il dibattito a cominciare dai vari progetti e iniziative sul Metaverso che hanno trovato casa qui alle OGR Tech». Massimo Lapucci, CEO OGR Torino.

Spazio anche alle istituzioni e alle agenzie governative italiane che hanno confermato come il metaverso rappresenti una prova dell'attuale cambiamento epocale in Europa e nel mondo.

«Il metaverso è in Europa una delle sfide urgenti che ci attendono. Dobbiamo immaginarlo come qualcosa di simile a quello che, per gli antichi greci, era l'agorà: una nuova piazza pubblica, un nuovo spazio dove le interazioni digitali – già possibile online – vengono amplificate come mai prima. Di fronte a questa innovazione straordinaria, l'approccio europeo del mondo virtuale si svilupperà su tre campi: persone, tecnologie e infrastrutture. L'Europa dispone già di strumenti normativi forti, a prova di futuro, quali il Digital Service Act e il digital Markets Act, il cui obiettivo è proprio quello di padroneggiare e sviluppare tecnologie all'avanguardia così da costruire un ecosistema sostenibile. Infatti, la Commissione Europea, proprio qualche settimana fa, ha lanciato la Virtual and Augmented Reality Industrial Coalition che riunisce gli stakeholder delle principali tecnologie dei metaversi con oltre quaranta organizzazioni europee attive in questo settore. Sono certo che l'ANGI, grazie al suo instancabile Presidente Ferrieri, sarà sempre grande protagonista grazie alle sue attività di promozione di impulso, in particolare verso le nuove generazioni». Ha spiegato Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.

«La riflessione che propone il festival di ANGI porta a delle considerazioni alla quale nessuno di noi può sottrarsi. Nel metaverso saremo astrazioni rappresentative della nostra identità personale, immerse in un sistema tutto privato nel quale potremo agire, parlare, vendere e comprare oggetti immateriali ed esperienze di vita nei limiti e con le modalità stabilite nei termini di uso che accetteremo. Non è una cosa da poco, c'è infatti un intero sistema di diritti e di libertà che rischia di finire con l'essere sovrascritto, non solo da regole di diritto privato, ma dagli uffici legali delle big tech anziché dai nostri parlamenti. Regole inoculate nel codice e negli algoritmi dei metaservizi che useremo per vivere all'interno di questa nuova realtà immersiva. Proprio questa è la più grande delle sfide che ci attende, ovvero governare la relazione tra i pubblici e i poteri privati all'interno di un universo che si preannuncia molto più simile a un enorme giardino privato che a un'agorà pubblica. Se mai perderemo tale sfida, il metaverso potrebbe essere il lago del canto del cigno delle nostre democrazie che verranno silenziosamente trasformate in dittature negoziali governate da società commerciali. Per questo motivo è fondamentale guidare e governare al meglio questo nuovo mondo digitale per indirizzarlo verso una direzione che gli permetta di massimizzare opportunità e benefici nella maniera quanto più condivisa possibile per i cittadini del mondo così da minimizzare i rischi che naturalmente sono presenti come ogni processo di innovazione». Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali e avvocato.

All'evento ANGI, inoltre, è stato presentato in anteprima esclusiva nazionale l'indagine demoscopica "Giovani e innovazione nello scenario del metaverso", a cura del Prof. Roberto Baldassari, Direttore Generale Lab21.01 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI.

Dopo il voto del 25 settembre 2022, infatti, l'istituto demoscopico Lab21.01 ha effettuato una ricerca intervistando un campione di italiani maggiorenni tramite l'effettuazione di 1.200 interviste (telefoniche e via web) per analizzare il rapporto che intercorre tra gli italiani e il metaverso con particolare attenzione al rapporto tra i giovani l'innovazione e il nuovo mutevole scenario del metaverso.

«Lo sguardo complessivo della ricerca evidenzia come ci siano forti differenze generazionali tra l'intervistati: under 35 e over 55 sembrano, nel metaverso ancora più distanti. Se da una parte cresce la curiosità per il "non luogo" virtuale 'dall'altra appare ancora uno spazio dove non ci sono regole certe e spesso l'utente finale potrebbe trovarsi in balia degli effetti socio – psicologici derivanti da una "immersione" ancora troppo fragile e poco strutturata. Bene il rapporto tra giovani, innovazione, strumenti tecnologici e rapporti interpersonali anche se all'orizzonte rimane, seppur sfumato il pericolo di un altro contenitore con un basso valore aggiunto a livello di contenuto. L'attenzione e gli investimenti di grandi aziende Italiane e internazionali potrebbe contribuire in maniera forte e positiva a far diventare uno scenario ancora sfocato sempre più propositivo, tecnologicamente avanzato e, paradossalmente, macchiato di realtà». Ha illustrato il Professor Baldassari.

Il capoluogo piemontese ha fatto, quindi, da palcoscenico ad un evento che ha visto gli interventi dei massimi attori dell'attuale ecosistema tecnologico che - mediante keynote speach, round table ispirazionali e momenti di networking - hanno potuto condividere le proprie esperienze personali ma soprattutto professionali al fine di trovare soluzioni efficaci in campo tecnologico e offrire nuove opportunità ai giovani talenti.

«L'innovazione e le persone sono i fattori abilitanti del Piano industriale decennale che il Gruppo FS Italiane sta portando avanti. Un piano che prevede l'assunzione, nel suo arco temporale, di 40 mila persone. Sarà quindi fondamentale nei prossimi anni investire in una formazione sempre più capillare e continua perché al cambiamento tecnologico che stiamo apportando, corrisponderà un nuovo modo di lavorare. Stiamo investendo nella creazione di un ecosistema digitale che ci possa consentire di creare un portale di apprendimento integrato, in grado di adattare i contenuti formativi in base anche agli obiettivi aziendali, agli interessi e ai comportamenti di ogni collega. In questo contesto il metaverso potrebbe portarci a ottenere risultati potenzialmente superiori rispetto a quanto già sperimentato fino a oggi, consentendoci di ridurre i tempi della formazione e ingaggiare sin da subito i nuovi assunti tramite esperienze uniche e coinvolgenti. Per valutarne le potenzialità, abbiamo deciso di partire dal percorso di Induction che coinvolge tutti i laureati che entrano all'interno del Gruppo FS con un progetto pilota partito recentemente che ha, come obiettivo, quello di trasformare l'esperienza fisica in un'esperienza immersiva». Ha dichiarato Anna Maria Morrone, Responsabile Organization&People Development di Ferrovie dello Stato Italiane.

«Il Metaverso costituisce senza dubbio una sfida importante con cui avremo a che fare nei prossimi anni e un nuovo canale che diventerà parte del modo in cui proporremo prodotti e servizi anche nel nostro settore. Come Compagnia di Assicurazione non possiamo sottrarci a questo fenomeno, che rappresenta un'opportunità ma anche una responsabilità, visto il ruolo chiave che il settore - soprattutto quello bancassicurativo - può giocare nel garantire non solo solidità e trasparenza, ma anche sicurezza e protezione da nuovi rischi emergenti». Alessia Truini, Head of Digital Transformation, Innovation and Advanced analytics, Divisione Insurance Intesa Sanpaolo.

«URBAN-X è una piattaforma per le startup che rende le città più sostenibili, vivibili e resilienti. Con l'aiuto di ANGI abbiamo selezionato la nostra prima startup italiana, Wiseair, così da accrescere la rete della nostra rete e aiutarci nella nostra missione: rendere i dati sulla qualità dell'aria urbana accessibili e utilizzabili». Ha spiegato Sarah Schappert, Director Europe Urban X.

«MINI ha sempre avuto a cuore la valorizzazione delle realtà emergenti ed è sempre stata attenta a rispondere alle esigenze del tempo, presentando progetti innovativi volti alla sostenibilità e al miglioramento delle le nostre città». Ha chiosato Stefano Ronzoni, Direttore MINI Italia.

«Sono stata la prima artista in Italia a fare un concerto live nel metaverso. L'esperienza è stata davvero stupenda e indimenticabile. La dimensione del live è in assoluto la mia preferita nel mondo della musica e sperimentare qualcosa di completamente nuovo mi ha reso tanto orgogliosa del mio lavoro. Mi rendo conto che per un artista possa sembrare davvero difficile adattarsi a questa nuova realtà ma rappresenta un vero e proprio passo avanti nella tecnologia musicale capace di abbattere le barriere spazio temporali». Ha raccontato la rapper Big Mama.

Main Partner del Festival del Metaverso: Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo Assicura, MINI.

Official partner: Consorzio per il Sistema Informativo - CSI Piemonte, Coderblock, Lab 21.01, Spencer & Lewis, Tier, Würth Italia, studio legale Zaccara & Associates.

Add a comment