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Giovani da ogni parte d’Europa a Palermo per un progetto di Hryo sull’abuso di smartphone

  • Scritto da Antonella Folgheretti

using smart 3

In Italia, secondo le più recenti statistiche, sono presenti più smartphone che abitanti e ogni giorno risultano attivi sul web circa 50 milioni di utenti, di cui 35 milioni sui propri canali social. Un fenomeno di dimensioni talmente ampie da essere diventato una emergenza. Spesso, infatti, non ci rendiamo conto di quanto questi dispostivi influenzino le nostre vite, inchiodandoci ad un mondo virtuale che, seppure coinvolgente, favorisce l'individualismo e non l'individuo.

Da queste premesse, la palermitana H.R.Y.O. (Human Rights Youth Organization) e il suo partner Hellenic Youth Participation European Youth Centre Břeclavz.s. hanno promosso una Youth Mobility, inerente al Programma Erasmus+ e finanziata dall'ANG (Agenzia Nazionale per i Giovani), chiamata "Using (Smart)phone". Il progetto si è svolto in questi giorni a Palermo e ha coinvolto ragazze e ragazzi provenienti da diversi Paesi europei.

L'obiettivo di "Using Smart(phone)" è stato quello di analizzare l'uso e abuso dello smartphone tra i giovani attraverso una progressiva presa di consapevolezza delle proprie abitudini digitali e dei benefici ed effetti degli strumenti tecnologici.

La settimana di attività è stata molto intensa e i partecipanti, provenienti tra gli altri Stati da Grecia e Repubblica Ceca, hanno avuto modo di conoscere Palermo mentre esploravano le proprie abitudini col cellulare, prendendo coscienza di quanto tempo passano con lo sguardo rivolto verso lo schermo.

"Ognuno ovviamente aveva abitudini, o meglio vizi, diversi ma tutti hanno pienamente compreso l'uso eccessivo che viene fatto del telefonino, con particolare riguardo ai social media e social network", dice Mariano, uno dei tutor del progetto di Hryo.

"Ogni attività si è rivelata davvero produttiva, i ragazzi erano pienamente coinvolti, consapevoli che questo grave problema coinvolge principalmente i giovani della loro stessa età", aggiunge Giorgia, che ha condotto coi ragazzi ospiti varie attività di brainstorming.

Le riflessioni e la condivisione di idee e dubbi hanno permesso di instaurare un rapporto di reciproco apprendimento tra i partecipanti. Ogni gruppo nazionale ha analizzato le statistiche relative al proprio Paese d'origine, facendo emergere numerosi spunti di riflessione e permettendo di far comprendere a tutti che il problema dell'uso indiscriminato degli smartphone supera tutti i confini politicamente creati.

Molto interattiva è stata l'attività di rilevazione dati attraverso interviste. Le ragazze e i ragazzi partecipanti, divisi in gruppi, hanno sottoposto domande relative all'utilizzo del cellulare a passanti incontrati per strada. L'attività è piaciuta molto e, oltre a essere divertente, ha fatto comprendere quanto diffusa sia la dipendenza da smartphone a prescindere dall'età degli intervistati. "I partecipanti hanno anche realizzato un video di sensibilizzazione e comunicazione, in cui spronano ad abbandonare gli smartphone e incoraggiano a vivere la vera vita", dice Abril, un'altra dei tutor.

H.R.Y.O. è una organizzazione giovanile siciliana nata nel 2009 a Palermo ed è impegnata nella promozione e nello sviluppo di iniziative culturali volte ad una migliore divulgazione della cultura dei diritti civili.

 

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Inaugurato stamattina nel polo universitario di San Giovanni il QTIH - Quantum Technologies Innovation Hub

  • Scritto da Maria Esposito

San Giovanni il QTIH  Quantum Technologies Innovation Hub

È stato inaugurato stamattina presso il Polo universitario di San Giovanni a Teduccio l'Hub QTIH - Quantum Technologies Innovation Hub, nuova iniziativa della Federico II per promuovere innovazione e trasferimento tecnologico a beneficio del tessuto industriale, economico e sociale del Paese.

Il nuovo Hub, che nasce nell'ambito del Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA), punta a sostenere le attività di ricerca strategiche sulle Tecnologie Quantistiche (QT) presenti nell'Ateneo federiciano e a promuoverne la loro integrazione per meglio raccogliere l'incredibile scommessa di portare le QT dai laboratori al mondo dell'impresa. La collocazione nel Complesso di San Giovanni rafforza la vocazione del sito verso i temi dell'innovazione e un'interazione fruttuosa dell'Accademia con le imprese.

'La nascita di questo hub - ha sottolineato Matteo Lorito, rettore dell'Università Federico II, nel corso dell'evento inaugurale - è un segnale importante. Il più grande Ateneo del Sud che entra in maniera concreta in un percorso, una rivoluzione tecnologica, che si basa su una nuova tecnologia della quale ancora oggi non sappiamo pienamente le implicazioni. Ed è fondamentale che viene collocato a San Giovanni. Con questo hub ci candidiamo a partecipare a una delle iniziative dei centri nazionali delle tecnologie abilitanti dedicati alle Quantum Technologies. Lavoreremo con le grandi università, Milano e Bologna in particolare, per prendere parte a questa iniziativa che verrà messa a bando nei prossimi mesi.
È la fase di un percorso iniziato qualche anno fa. La Federico II, infatti, ha già un dottorato dedicato alle Quantum Technologies. Con questo hub mettiamo un punto fermo. Le prossime fasi prevedono un investimento importante per il laboratorio di nanotecnologie, perché le attività e la ricerca sulle Quantum Technologies, naturalmente, fanno parte del piano strategico della ricerca della Federico II'.

Le QT sono un settore R&D fortemente innovativo con un incredibile potenziale d'impatto: la trasformazione che si prefigura è rivoluzionaria e dirompente, avendo le QT ricadute dirette su tutti i campi della scienza, dall'informatica alla biologia, dalle telecomunicazioni all'ingegneria, alla medicina ed all'ambiente. Le proiezioni macroeconomiche prevedono per le QT un impatto significativo sia sul PIL sia sui livelli occupazionali dei Paesi sviluppati: l'accesso diretto alle QT consentirà di evitare seri problemi potenziali alle infrastrutture strategiche e di sicurezza nazionale.

'Con l'Hub QTIH il CeSMA aggiunge un nuovo tassello alle sue iniziative – ha dichiarato Leopoldo Angrisani, Direttore del Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA) -. Il fatto che oggi venga inaugurato il nuovo hub sulle tecnologie Quantum mette in evidenza come queste tecnologie stianno lasciando i laboratori di ricerca per approdare nel mondo industriale. Una tale iniziative è nelle corde del CeSMA che è sempre più centro di innovazione e sperimentazione di nuove tecnologie a servizio non solo dell'Ateneo, ma del mondo esterno e delle imprese'.

'Ci sono numerose competenze fondamentali localizzate presso i Dipartimenti di Fisica e Ingegneria - ha spiegato il professore Francesco Tafuri, coordinatore dell'Hub e docente del Dipartimento di Fisica "E.Pancini" della Federico II-. L'obiettivo alla base dell'idea di questo hub è quello di essere un riferimento nazionale, internazionale e locale, anche come servizio alle imprese'.

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La Federico II firma accordo quadro col Centro Alti Studi per la Difesa e col Comando per le Operazioni in Rete -COR

  • Scritto da Maria Esposito

firma accordo Lorito - Giancotti

Siglato ieri mattina presso la sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, l'accordo quadro tra l'Ateneo partenopeo, il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) e il Comando per le Operazioni in Rete (COR).

Il documento è stato siglato dal Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Presidente del CASD, dal professore Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e dall'Ammiraglio di Squadra Ruggiero Di Biase, alla guida del Comando per le Operazioni in Rete.

La stipula dell'accordo impegna le parti ad adottare forme di collaborazione reciproca per la programmazione, progettazione, realizzazione, svolgimento e condivisione di attività formative da svolgere attraverso lezioni, seminari, conferenze, workshop ed altre attività, riguardanti l'analisi e l'approfondimento di problematiche complesse tra cui:

- dinamiche delle strutture organizzative (strutture, processi, gestione delle risorse umane, i sistemi e la trasformazione della P.A., etc.)

- leadership e gestione dell'innovazione, anche attraverso la didattica integrata ed esperienziale;

- global governance;

- cyber defence, cyber security e le cyber operations;

- difesa e sicurezza nazionale e internazionale.

L'intesa porterà avanti la realizzazione di numerose iniziative che, regolate da specifici accordi attuativi, prevedono anche la compartecipazione a progetti di ricerca, analisi, sviluppo e realizzazione nel settore delle attività cyber (malware analysis, penetration test, forensic analysis, IoT/SCADA systems, etc.), così come la messa a concorso di dottorati triennali nello specifico settore.

'Firmiamo un accordo con i rappresentanti, anche della formazione, di tutte le forze armate. Mettiamo a disposizione le nostre competenze per la formazione avanzata, specialmente nel campo della cybersecuruty, e per collaborare su progetti importanti. Il fatto che i rappresentanti delle forze armate abbiano voluto interagire con noi per sottoscrivere - spiega il rettore Lorito -. Questo accordo ci fa capire come oggi il ruolo della Federico II, specialmente nell'alta formazione, sia riconosciuto, sul piano nazionale e internazionale, da tutti gli attori più importanti della nostra comunità'.

'Questo accordo sancisce una prospettiva di collaborazione concreta tra il Comando delle Operazioni in Rete, che si occupa della dimensione cibernetica della Difesa, Il Centro Alti Studi della Difesa e la Federico II per lo sviluppo di capacità avanzate nel settore della formazione a i temi della dimensione digitale - sottolinea il Generale Giancotti -. La Federico II ha realtà di assoluta eccellenza, come il Polo di San Giovanni a Teduccio, caratterizzati da innovazione e metodologie avanzate, la Difesa sta investendo in questo settore e, quindi, ci piace collaborare'.

È un accordo quadro, quindi abilita a molteplici possibilità di collaborazione. Le prime iniziative saranno nel settore della digital education, quindi la capacità di far leva sul grande potenziale della dimensione digitale per formare in maniera adeguata la nostra gente, mitigare i rischi e cogliere le opportunità di questa dimensione.

Tutto ciò si somma ai bandi per i corsi di dottorato che lo stesso Centro Alti Studi per la Difesa potrà emanare, a seguito del recente riconoscimento quale Scuola Superiore a Ordinamento Speciale della Difesa per l'alta qualificazione e la ricerca nel campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Un polo di riferimento in un settore di importanza strategica come quello della formazione della classe dirigente, non solo militare, rivolto a sviluppare percorsi formativi che favoriscano l'integrazione interdisciplinare fra mondo accademico nazionale e ricerca nel settore della Difesa nonchè a integrare il sistema della formazione universitaria, post universitaria e della ricerca a sostegno del rilancio e di un più armonico sviluppo dei settori produttivi e strategici dell'industria nazionale.

La giornata si è conclusa con la visita ad una realtà d'eccellenza nel panorama della formazione universitaria italiana e della collaborazione col mondo imprenditoriale. Il Polo universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio, Hub ad alta intensità di conoscenza, che ospita il campus universitario, le academy, centri di ricerca e laboratori, aziende e programmi di formazione avanzata in collaborazione con aziende multinazionali. L'Hub rappresenta un'esperienza europea unica di integrazione dei fondi strutturali dell'UE con un partenariato pubblico-privato, caratterizzata dalla realizzazione di un'opera infrastrutturale dal concept innovativo, con formazione all'avanguardia per la rigenerazione urbana. È un centro di interazione tra insegnamento, ricerca e gruppi imprenditoriali, offre opportunità di formazione e lavoro molto significative e rappresenta un esempio di successo apprezzato dalla Commissione europea come buona pratica nell'uso dei fondi comunitari.

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L’AZIENDA CAMPANA NETCOM GROUP SBARCA IN GERMANIA - APERTA SEDE A MONACO DI BAVIERA

  • Scritto da NetCom Group

netcom monaco

NetCom Group, l'azienda napoletana specializzata in servizi di sviluppo software per l'ingegneria dell'automazione, approda in Germania aprendo una propria sede a Monaco di Baviera. Il gruppo guidato da Domenico Lanzo che ha quartier generale a Napoli, dopo aver aperto prima numerose sedi in tutta Italia, una di rappresentanza a Bruxelles lo scorso anno in piena pandemia, ha deciso di implementare ancora di più la propria strategia di internazionalizzazione dell'azienda con l'apertura della sede tedesca che si occuperà prevalentemente di automotive e che attualmente si avvale della competenza e dell'esperienza di centinaia di ingegneri, che operano spezsso direttamente presso i Clienti o sono dislocati nei laboratori di alta tecnologia di Napoli, Modena, Torino e Milano, dedicati allo svolgimento di attività di sviluppo, progettazione, testing e validazione.

«Il nostro sviluppo competitivo – commenta Domenico Lanzo, CEO di NetCom Group – si è avvalso sempre di consulenti e professionisti di eccellente qualità selezionati dagli atenei migliori o provenienti da grandi aziende prestigiose. Questo ci ha permesso di essere riconosciuti tra i partner più affidabili in Italia.

Il confine geografico del nostro Paese ha rimarcato una necessità prioritaria: espandersi e riconoscersi come realtà d'impresa che è già apprezzata indirettamente sui mercati internazionali». «Ora è il momento – prosegue Lanzo – di essere presenti direttamente in quei Paesi strategici che ci hanno sempre visto come fornitori di soluzioni concrete e innovative».

NetCom Group S.p.A. è una realtà in forte espansione, grazie anche all' acquisizione strategica di altre aziende, dalla Core Informatica, società piemontese ad alta specializzazione nel supporto tecnico alle infrastrutture, fino ad arrivare alla neo-acquisita KNC (Kangaroo Net Company) importante azienda romana che da oltre 20 anni opera nel settore della cybersecurity, delle soluzioni entreprise, storage e cloud. Ad oggi la NetCom Group S.p.A. conta oltre 700 professionisti dislocati nelle sedi di Napoli, Roma, Torino, Modena, Milano, Ivrea, Pont Saint Martin, Padova, Trieste, e vanta una sede di rappresentanza europea a Bruxelles e da oggi anche in Baviera.

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Federica goes Coursera - i MOOC del Web Learning della Federico II sulla piattaforma mondiale di apprendimento online

  • Scritto da Maria Esposito

Federica Web Learning

Ora Federica Web Learning, il Centro per l'innovazione, la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell'Università di Napoli Federico II, leader in Europa per produzione di MOOC (Massive Open Online Courses), estende la sua offerta su Coursera, il principale provider a livello globale.

La partnership sarà presentata oggi da Jeff Maggioncalda, CEO di Coursera, nell'ambito della Coursera Conference - Building a More Just World Together, una due giorni dedicata alla presentazione dei nuovi progetti Coursera e ad uno sguardo sulle opportunità educative online, arricchito dai punti di vista di numerosi e autorevoli speaker.

Coursera guida il mercato dei MOOC con oltre 77 milioni di learners nel mondo. Fondata nel 2012 dai docenti della Stanford University, Daphne Koller e Andrew Ng, propone percorsi educativi realizzati in collaborazione con le più prestigiose università e organizzazioni professionali internazionali: più di 200 le istituzioni e le aziende coinvolte di cui oltre 100 compaiono nella lista Fortune Global 500.

I primi corsi di Federica Web Learning su Coursera saranno rilasciati in lingua italiana e saranno tutti dedicati a temi di grande attualità e utilità, per affinare specifiche competenze chiave per le future realtà professionali.

È possibile iscriversi già da oggi a Smart Working: Lavoro agile e Business English e alla Specialization Data Visualization: Analisi dei dati con Tableau (3 corsi).

A partire dal prossimo mese sarà inoltre lanciata la Specialization Data Science con Python e R (3 corsi).

La nuova partnership internazionale di Federica Web Learning, oggi piattaforma leader in Europa per la didattica multimediale open access, già nella top ten mondiale per produzione di MOOC, con 350mila iscritti in Italia e nel mondo e oltre 2,5 milioni di sessioni di studio, consentirà di diffondere la didattica italiana più innovativa a una community internazionale.

Federica Web Learning

Federica Web Learning nasce nel 2007 come progetto pionieristico di alta formazione online e oggi è il Centro di Ateneo per l'innovazione, la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell'Università di Napoli Federico II.

Con la sua multipiattaforma federica.eu, offre libero accesso alla formazione e alla cultura, grazie ai 350 MOOC (Massive Open Online Course) multidisciplinari già disponibili nel catalogo in continuo aggiornamento, tutti ideati e realizzati con docenti dell'Università di Napoli Federico II e con la faculty di prestigiosi Atenei nazionali e internazionali.

federica.eu, con 350mila iscritti in Italia e nel mondo e oltre 2,5 milioni di sessioni di studio, è la piattaforma leader in Europa per la didattica multimediale open access, e nella top ten mondiale per produzione di MOOC. Una risposta alle esigenze formative di segmenti diversi di utenti: il pubblico studentesco, il mondo professionale legato alla galassia del Lifelong learning, fino alla Pubblica Amministrazione e alle imprese 4.0.

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