Questo sito fa uso di cookie di terze parti per la memorizzazione di dati statistici e pubblicitari.

logo
Menu
Login RSS

borbonico

AL VIA IL TGTECH DI I-TALICOM CON UN OCCHIO ATTENTO SULLE TECNOLOGIE MADE IN SUD

  • Scritto da i-Talicom s.r.l.

tgtech italicom

 NAPOLI - Avrà inizio stasera, venerdì 12 febbraio, alle 21 su Ora Tv, canali 287 e 827 del digitale terrestre in Campania, in streaming sul web, il nuovo progetto televisivo della redazione di i-Talicom, la testata on line tecnologica con redazione centrale a Napoli ed una sede distaccata anche a Roma, con la prima puntata del TgTech, un magazine settimanale dedicato alle tecnologie ed all'innovazione con un occhio attento a ciò che si muove in Campania e nel resto del Sud. Il magazine televisivo andrà in onda ogni settimana il venerdì sera alle ore 21 e sarà disponibile anche sul canale web televisivo (www.italicom.net) della testata giornalistica.

In questa prima puntata si parlerà tra l'altro del primo compleanno di Aerotech Campus sorto nel sito di Leonardo a Pomigliano d'Arco, che s'inserisce nella rete dei Leonardo Labs, ovvero i laboratori di innovazione tecnologica di Leonardo, e costituisce il centro di innovazione su materiali e processi produttivi per l'intero Gruppo.

Campus che favorisce l'innovazione e l'apertura a nuove soluzioni tecnologiche in linea con i trend di mercato, avvalendosi del supporto dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Ma verrà dato risalto anche ad un colosso dell'innovazione tecnologica in campo ingegneristico, NetCom Group che ha sede a Napoli ed in pochi anni si è espansa in tutta Italia ed ha anche operato fondamentali acquisizioni di altre aziende sia nel Nord che nel Centro Italia. Ed ora mira ai mercati internazionali. Ma si parlerà anche di social e di nuove tecnologie. Il TgTech andrà in onda anche in versione radiofonica su i-Talicom Radio, la web radio che fa capo alla testata giornalistica.

Add a comment

Il FENOMENO CLUBHOUSE: la radio social e la voce, un dato prezioso tra condivisione e tutela - Talk online domani ore 12.00

  • Scritto da key4biz

Clubhouse locandina talk key4biz

Clubhouse è l'app del momento. È una radio social. Il numero di iscritti nel mondo cresce di giorno in giorno.

Quali le opportunità per utenti ed aziende e quali i rischi privacy?
La voce è il nuovo petrolio, il nuovo dato prezioso che fa gola al voice commerce, agli smart speaker e agli assistenti digitali di Amazon, Apple, Google, ecc...

Il Garante privacy ha inviato una lettera ai gestori del social per capire meglio alcuni aspetti non chiari sulla protezione dei dati degli utenti.

Key4biz domani dalle ore 12 trasmetterà il talk online "Il fenomeno Clubhouse: la radio social e la voce, un dato prezioso tra condivisione e tutela".

-L'app indica che il futuro dei social è solo voce?
-Si darà più spazio alla sostanza che alle apparenze?
-Qual è il valore delle room con un tema specifico?
-Come si potrà raccontare un brand con questo nuovo social?             -Quali diritti degli utenti, previsti dal GDPR, sono rispettati o violati?
-Perché il social registra l'audio dei partecipanti?
-E con quali tempi di cancellazione?
-Effettua analisi biometriche delle tracce audio?

A queste e ad altre domande risponderanno:

-Massimiliano Dona, avvocato e presidente di Consumatori.it.
-Marta Basso, co-founder Clubhouse Italia LinkedIn Top Voice 2020
co-founder Generation Warriors.
-Alessandro del Ninno, avvocato, esperto ICT & Data Protection.

Conduce: Luigi Garofalo, giornalista, Key4biz.

Come seguire il talk

Il talk sarà trasmesso in live streaming su:

-YouTube,
-Facebook,
-Sui profili Twitter di Key4biz e Privacy Italia.
-LinkedIn.

Add a comment

Roberto Viola (DG Connect): “Sperimentazione su ‘SPID’ europeo per accertare l’età sui social”

  • Scritto da key4biz

Roberto-Viola-1024x571

La Commissione europea è pronta a sperimentare nuovi metodi, anche con l'identificazione digitale europea, per l'age verification sui social e sul web in generale.

"La Commissione europea vuole iniziare un percorso, insieme a tutte le Autorità nazionali e alle aziende, per sperimentare nuovi metodi per la verifica dell'età di chi accede alla Rete. Abbiamo degli strumenti normativi e presenteremo quest'anno proposte normative sull'identità digitale europea", ha detto Roberto Viola, direttore della DG Connect della Commissione europea, nell'intervento tenuto oggi al convegno organizzato dal Telefono Azzurro per celebrare il Safer Internet Day, giornata internazionale che la Commissione europea ha istituito con l'obiettivo di promuovere strategie finalizzate a rendere il web un luogo più sicuro per i più giovani.


"La verifica dell'età sarà sicura, anonima e sotto il controllo dei genitori"

"La tecnologia ci permette di effettuare la verifica dell'età a chi accede sui social in maniera sicura ed anonima e sotto il controllo dei genitori. Questi strumenti non sono pronti oggi, ma potrebbero esserlo molto presto, per questo avvieremo la sperimentazione", ha aggiunto Viola.

Potrebbe essere lo "SPID" europeo, ossia l'Electronic identification (eID), lo strumento per accertare con sicurezza l'età degli iscritti ai social, come richiesto, per esempio dal Garante privacy a TikTok?


Il Pilot Project della Commissione Ue: l'uso dell'eID per verificare l'età dei minori

A maggio 2020, la Commissione europea ha lanciato in questo senso il Pilot Project con l'obiettivo di realizzare un'infrastruttura tecnica interoperabile dedicata all'implementazione di meccanismi di protezione dei minori online (come la verifica dell'età) e meccanismi di consenso dei genitori basati sulla legislazione dell'UE pertinente come Audio Visual Media Services Directive (AVMSD) e GDPR.


"Le misure tecniche si baseranno sull'uso di mezzi di identificazione elettronica (eID)", si legge nel progetto pilota, "in particolare, regimi di identificazione elettronica notificati dagli Stati membri ai sensi del regolamento sull'identificazione elettronica e sui servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (regolamento eIDAS).

Più nel dettaglio, è scritto, di "...progettare, attuare e testare un'infrastruttura interoperabile per la protezione online dei minori, compresi in particolare la verifica dell'età e l'ottenimento del consenso dei genitori degli utenti di piattaforme di condivisione di video o altri servizi online simili, utilizzando approcci diversi , incluso ad esempio eID".


L'eID per l'age verification?

Come si potrebbe concretizzare l'annuncio di oggi di Roberto Viola?

Nel progetto di maggio scorso della Commissione europea si prevede "un'infrastruttura di verifica dell'età che utilizzerà, tra gli altri meccanismi, i mezzi di identificazione elettronica (eID) utilizzati a livello nazionale negli Stati membri, basandosi sulla data di nascita contenuta nell'eID".
Inoltre, "l'infrastruttura consentirà lo scambio transfrontaliero di informazioni sulla verifica dell'età, in modo che un fornitore di contenuti online in uno Stato membro possa utilizzare le eID emesse in un altro Stato membro per verificare l'età degli utenti, integrando i nodi eIDAS distribuiti negli Stati membri basata sull'attuazione del regolamento eIDAS".


Che cos'è l'eID?

Staremo a vedere. Al momento, l'eID non offre l'anonimato, perché può garantire l'identificazione inequivocabile di una persona e consentire di ottenere il servizio fornito alla persona che ne ha realmente diritto.
SPID è stato notificato in UE ed è valido come eID in ambito eIDAS ed è utilizzabile in 19 Stati membri, ma non ancora in Germania e Francia.

Le 4 'C' per il futuro della Rete

Il direttore della DG Connect della Commissione europea ha indicato anche la sua strategia per delineare con più responsabilità ed etica il futuro della Rete e la tutela dei più piccoli su Internet.

Ecco cosa ha detto Roberto Viola:

Civiltà: un Paese civile non può non avere regole. Il Digital Service Act (DSA) cerca di regolare 2 princìpi: nessuna piattaforma può farsi giustizia da sola, (Twitter, Facebook, n.d.r.). Serve un controllo pubblico anche su piattaforme private. Il secondo paradigma da affermare è: "Ciò che vale offline vale online".

Collaborazione: i Big Tech devono collaborare con la società civile per risolvere i tanti problemi della Rete.

Cognizione: Aiutare i bambini in casa e a scuola sui vantaggi e rischi della Rete. Lo scherma aliena. È necessario insegnare l'uso dei social media ai più piccoli.

Colpire gli abusi: il DSA prevede sanzioni ancora più importanti se i reati sono reiterati.

Add a comment

Operazione “Teledark”: oscurati canali Telegram per droga e documenti contraffatti. Una platea di 20 mila utenti

  • Scritto da key4biz

droga-tipi5 copy

Non c'è più soltanto il famigerato dark web ad offrire qualsiasi tipo di merce contraffatta o di sostanza stupefacente, oggi anche le più diffuse piattaforme di messaggistica istantanea possono garantire al grande pubblico il medesimo servizio criminale.


Operazione "Teledark"

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza ha annunciato i primi risultati dell'operazione "Teledark", finalizzata a smantellare un vasto traffico di droga e documenti contraffatti sia sul mercato nero di internet, sia attraverso la piattaforma Telegram.

Sfruttando tecniche di open source intelligence, le Fiamme Gialle sono riuscite ad isolare un network di 6 canali Telegram, denominato "Teledark", a cui facevano riferimento circa 20 mila utenti iscritti e quindi, come spiegato dai finanzieri, potenziali clienti.

La vendita di merce illegale in rete avveniva su più canali e su divere sottorisorse a disposizione sia dei gruppi criminali, sia degli acquirenti.

I canali per gli acquisti di stupefacenti e documenti contraffatti

Il canale @Teledark_net, ad esempio, consentiva la navigazione verso ulteriori 5 risorse Telegram, tra cui: @Wwcandyshop, gruppo con foto, video, listino prezzi ed aggiornamenti relativi alla merce disponibile; @Teledark2020bot, bot (applicazione automatica di esecuzione comandi predefiniti) che restituisce i link di accesso alle risorse Telegram correlate e funzionali al network Teledark; @Teledark_adsbot, bot utilizzato per la pubblicazione degli annunci di vendita all'interno di @wwcandyshop.

Attraverso questi canali, si legge nel comunicato dei militari, avveniva la vendita di sostanze stupefacenti o psicotrope (cocaina, eroina, hashish, marijuana, ketamina, Mdma, ecstasy, Lsd, funghi allucinogeni) e documenti falsi (documenti di identità e patenti di guida europee).

Onde evitare che il traffico illecito continuasse, nonostante l'intervento della Guardia di Finanza, i canali in rete di approvvigionamento sono stati posti sotto sequestro ed oscurati su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma.

Teledark e la facilità del reato in chat

Tutto ciò che consente ai gruppi criminali di celare la propria attività e di operare in incognito favorisce decisamente il proliferare di attività illecite e i canali per messaggistica istantanea ne son un esempio: rapidi, facili da utilizzare e in grado di raggiungere una platea potenzialmente sterminata.

Il 2020, con l'emergenza sanitaria e i periodi di lockdown per il contrato alla pandemia di Coronavirus, sarà ricordato anche per l'aumento considerevole dell'utilizzo di tecnologie digitali e di internet da parte della popolazione, tra cui quelle necessarie per gli acquisti online.

Acquisti online di droga in aumento del +30%

Secondo la GdF, durante lo scorso anno, e anche in questi primi mesi del 2021, si è registrato un aumento rilevante di circa il +30% di acquisti online di sostanze stupefacenti illegali rispetto al 2019.

Per le attività illecite le reti sociali rappresentano ormai uno strumento insostituibile per moltiplicare i potenziali acquirenti e i guadagni finali. Non è mai stato troppo difficile immergersi nel dark web e i suoi mercati neri, ma i social network hanno resto queste operazioni molto più semplici e in grado di raggiungere chiunque, tramite una semplice app sul telefono.

Add a comment

Digital Divide in Italia: le 4 strade per superarlo

  • Scritto da Alessandro Voci

Digital divide infografica SOStariffe.it febbraio2021

Il termine Digital Divide viene utilizzato per indicare la spaccatura che caratterizza il Paese in merito all'accesso a Internet, ovvero alla tecnologia di rete disponibile nel luogo in cui si vive. Incentivi, copertura, abbonamenti e alternative alla fibra: l'ultimo osservatorio di SOStariffe.it ha analizzato il quadro attuale e individuato 4 suggerimenti che possono aiutare ad abbattere le differenze ancora oggi presenti.

Il Digital Divide consiste nell'esclusione di alcuni soggetti dai benefici di Internet. Da questo fenomeno derivano danni di tipo economico e sociale. La mancanza di un accesso alla rete crea, infatti, diseguaglianze tra la popolazione che può accedere a Internet senza difficoltà e in modo immediato – e può dunque informarsi costantemente, lavorare da remoto, accedere alle video lezioni senza alcuna limitazione – e i soggetti che sono esclusi da tutto questo.

In alcuni casi, il divario digitale si trasforma in un problema intergenerazionale, in quanto sono spesso le persone anziane a non disporre delle competenze per poter usufruire degli strumenti informatici, di genere, che colpisce le donne che non lavorano e si trovano in condizioni di difficoltà economica, o culturale, in quanto si abbatte su chi a livelli molto bassi di scolarizzazione.

Il Digital Divide si traduce nella violazione del diritto di accesso alla rete. SOStariffe.it ha studiato la forma di divario digitale che riguarda la copertura della connessione Internet casa, noto come Digital Divide infrastrutturale, al fine di individuare le strade da percorrere per colmare il gap esistente.

Verificare la copertura di rete per accedere a una connessione migliorativa

Secondo la Commissione europea, si può definire Digital Divide di primo livello l'assenza della banda larga fissa che permetta di navigare ad almeno 2 Megabit al secondo. AGCOM ha messo in evidenza che la percentuale di persone in Italia che vive questa forma di disagio tecnologico è pari al 5,6% del totale. Nella pratica, significa che circa il 6% degli italiani non ha accesso neanche a una rete di tipo ADSL con velocità soddisfacenti.


Tuttavia, questo dato potrebbe anche essere falsato dalla "pigrizia" degli utenti: sono tanti i casi in cui, infatti, si continua a navigare con un'offerta Internet casa attivata tempo addietro (e, di conseguenza, ormai obsoleta) perché non ci si ferma a valutare quali siano le soluzioni disponibili sul mercato.

Il primo passo per disporre di una tecnologia più avanzata dovrebbe, dunque, partire dai consumatori: oggi tutti gli operatori di telefonia fissa permettono di verificare la copertura di rete nel luogo in cui si vive. In aggiunta, esistono anche i comparatori per le tariffe Internet Casa con i quali si può andare alla ricerca di soluzioni non solo più vantaggiose in termini di velocità di rete, ma anche dal punto di vista economico.

Attivare connessioni di tipo flat

Il lockdown ha messo in evidenza il fatto che ancora oggi la connessione Internet di tipo fisso non è presente in tutte le case degli italiani: spesso si preferisce ricorrere a metodi quali l'hotspot del proprio cellulare o una chiavetta dotata di SIM dati per connettersi alla rete. L'assenza della banda ultralarga costituisce il Digital Divide di secondo livello.

Tutti questi strumenti, però, hanno dei limiti: sono infatti dotati di un numero di Giga limitato. Le offerte Internet casa, invece, si contraddistinguono per una connessione senza limiti, con la quale sarà possibile sfruttare tutta la potenza di Internet.


Si potranno dunque vedere film in streaming senza doversi preoccupare di non avere più dati, giocare online senza problemi di caricamento, si potrà fare shopping online e usufruire dell'home banking della propria banca in qualsiasi momento.

Sfruttare gli incentivi del Governo

Per le famiglie in difficoltà economica, l'accesso ad Internet può essere limitato dalla necessità di dover far fronte a un costo fisso mensile. Nonostante le offerte Internet casa, ad oggi, presentino un costo inferiore ai 30 euro al mese, un abbonamento di questo tipo scoraggia ancora diversi utenti meno abbienti.


Per favorire la diffusione degli accessi broadband o ultrabroadband, che hanno subito un (seppur lento) rialzo del 2,1% nell'ultimo anno (si tratta di 374.000 connessioni in più, ovvero 17,86 milioni di linee), il Governo ha introdotto degli incentivi economici.

Nello specifico, si tratta di un bonus con il quale si potrà attivare una nuova offerta Internet casa a un prezzo scontato e ottenere al contempo un PC o un tablet. Questa particolare agevolazione è stata creata per supportare le famiglie con un ISEE inferiore ai 20.000 euro nel processo di attivazione di una connessione che permetta di navigare alla velocità di almeno 30 Gigabit al secondo.

Optare per una connessione di tipo FWA

Ci sono alcune realtà nel nostro Paese nelle quali il Digital Divide è legato all'assenza di un'infrastruttura di rete con la quale si possa attivare un'offerta in fibra ottica o di tipo ADSL. A questo proposito, la soluzione è rappresentata dalle offerte di tipo FWA.


Il Fixed Wireless Access consiste nella cosiddetta fibra misto radio, una tecnologia che è in grado di raggiungere anche le zone più remote o isolate del Paese senza la necessità di dover installare i fili telefonici tradizionali.

A settembre 2020, secondo dati Agcom, gli accessi tramite DSL sono diminuiti del 19,5%, mentre quelli tramite FWA sono aumentati dell'11,4%, per un totale di 1,44 milioni di accessi. Il dato più positivo, comunque, è rappresentato dall'aumento del 41,7% della fibra FTTH, pari a 1,57 milioni di accessi. E questa è la dimostrazione che il percorso per eliminare il Digital Divide è ancora lungo, ma sono stati fatti diversi passi avanti.

Add a comment