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Il ricatto della «chat hard»: come difendersi

  • Scritto da Rosalia Gigliano
CapriceCamGirlPart1 2011-11-13 005xxxxxlNon terminano i ricatti e gli scandali che possono consumarsi via internet. L’ultimo (e non in ordine di tempo) è ciò che può accadere via chat.
Più volte segnalato anche dalla Polizia Postale, il fenomeno comunque si ripropone: stiamo parlando dei ricatti hard che si consumano via webcam. Il procedimento è molto semplice: tramite piattaforma Skype (la maggior parte delle volte) o Facebook, si viene contattati da “anonime signorine avvenenti”, sia italiane che straniere che tentano un primo approccio col malcapitato. Alle attenzioni accettate, queste chiedono un incontro ravvicinato; in caso di rifiuto, invitano a spogliarsi. Iniziano loro e poi convincono la controparte in chat con loro.
Ed ecco che si innesca la truffa: dato che tutto è registrato via web, le “signorine avvenenti” di poco prima, iniziano a ricattare, chiedendo ingenti somme di denaro affinchè tali video non vengano divulgati in rete.
Si innesca così una vera e propria catena.
Come riconoscere la truffa? Prima di tutto conviene sempre andarci cauti. Le ragazze che danno inzio a questa catena, sono sempre ragazze procaci, dalla webcam sempre pronta. L’importante è non accettare mai file o video che vengono inviati da queste chat, e soprattutto non pagare alcuna somma in contanti.
Rivolgetevi e denunciate il tutto alla Polizia Postale.