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Una strega tutta napoletana: la JANARA

  • Scritto da Gualtiero Rispai

JANARAEd eccoci con una nuova storia da raccontare , come vi avevo promesso i miei studi continuano e sono felice di condividerli con voi.
Dopo l'articolo , che spero abbiate letto, sulla Bella 'Mbriana, mi sono imbattuto in un'altra protagonista femminile: la "Janara".
La Janara, nella credenza della tradizione napoletana, soprattutto in quella contadina, è una delle tante specie di streghe che riempivano i racconti popolari. La Janara usciva di notte e, spesso, si intrufolava nelle stalle dove si trovavano dei cavalli per prenderne uno e cavalcarlo tutta la notte.

Completamente nuda , vecchia e dall'aspetto mostruoso che ricordava quello di un'arpia, se scoperta, aggrediva e addirittura sbranava le sue vittime, aggredendoli con artigli da fare invidia ad un'aquila.
Aveva l'abitudine di intrecciare la criniera del cavalli , lasciando così un segno della sua presenza. Molte volte il cavallo costretto dalla Janara a cavalcare tutta la notte, non reggeva lo sforzo immane a cui era sottoposto e rischiava,addirittura, di moriva di fatica.
Contrariamente ad altre streghe, la Janara era solita vivere in maniera solitaria e non temeva affatto di mostrare il suo carattere normalmente aggressivo e acido. Per poterla catturare bisognava afferrarla per i capelli, e recitare una certa formula , una volta presa si poteva godere dei favori della stessa con la promessa di liberarla.
L'etimologia proposta per il termine popolare Janara metteva in connessione tale nome con il latino IANUA = PORTA, in quanto essa è insidiatrice delle porte, per introdursi nelle case.
Per allontanarla, si è solito mettere, davanti alla porta di casa, una scopa di saggina, la Janara era costretta a contare i rametti sottili almeno tre volte se il risultato ere uguale, allora aveva libero accesso all'abitazione del malcapitato. Comunque vuoi perché contare i fili di saggina in maniera precisa è difficile, vuoi perché occorreva molto tempo passava la notte e con essa, anche il pericolo.
Ancora oggi, dalle nostre parti, una piccola scopa appesa alla porta o al muro di casa è ritenuta uno "scaccia – guai".
Anche quando qualcuno a letto ha quella fastidiosa sensazione di un peso addosso che non lascia respirare bene, si credeva che fosse provocato dalla Janara che si stendeva sul corpo della vittima ossessionandola.
C'è qualcosa di vero in queste storie o sono solo leggende , favole raccontate ai bambini davanti ad un fuoco per tenerli buoni ? Il mondo delle streghe esiste davvero? E se fosse così come fare a difenderci da questi esseri diabolici?
Bene , io non posso dirvi se certe cose sono vere oppure no, però , pensandoci bene senza voler stravolgere l'arredamento di casa nostra, una piccola scopa appesa ad un muro, magari in un angolo o dietro una porta, sicuramente non farebbe male e chissa.................................

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