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"Ma tutto è Zero - Il trionfo dei Trionfi" di Luciano Pennino, Oèdipus Edizioni. Nelle principali librerie e in tutti gli store online di settore

  • Scritto da Anita Curci

cover ma tutto è zero

Nelle principali librerie e in tutti gli store online di settore Ma tutto è Zero - Il trionfo dei Trionfi di Luciano Pennino, Oèdipus Edizioni, 60 pag corredate di immagini a colori dei Tarocchi marsigliesi, € 13,50.

Un'originale raccolta poetica, in cui l'autore si lascia guidare da suggestioni liriche, filosofiche ed eclettiche sulla valenza degli Arcani Maggiori. Operazione dal sapore surrealista che attraverso improvvisi flussi di coscienza regala versi di rara bellezza.

Una rapsodia metaletteraria, densa di perturbanti figure retoriche. Monito affettuoso contro l'eccessivo timore reverenziale con cui, troppo spesso, il neofita si avvicina al mondo dei Tarocchi.

Da questa considerazione deriva la potenza del sottotitolo Il trionfo dei Trionfi. Un parossismo che, sfatando i cliché legati al simbolismo delle carte, ne evidenzia il valore archetipico già messo in luce, molti decenni fa, dallo psicanalista Carl Gustav Jung.

Da secoli, i Trionfi (gli Arcani Maggiori), stuzzicano la fantasia in un gioco senza tempo e senza spazio, che è a sua volta metafora della vita e bisogno di trascendenza. Le strofe viaggiano attraverso i Trionfi, quindi, alla scoperta dell'Io più profondo, nel segno della tarologia che, lontano da ogni pretesa di veggenza, indaga sui sogni, sui dubbi e sulle nostre paure più profonde.

Il volume non ha alcuno scopo esoterico, dunque, ma vuol fornire un punto di vista personale sulla valenza che gli Arcani Maggiori dei Tarocchi possono avere per ognuno di noi. La raccolta è un divertissement, un inno alla Poesia in tutte le sue sfumature.

Il Matto, ossia lo Zero, la carta dell'eterno pellegrino è l'inizio di tutto, e ben rappresenta nei suoi aspetti positivi, e persino in quelli negativi, l'energia primordiale che ci anima e ci sostiene, il caos indispensabile e vitale, perché da quel magma che fonde estasi e dolore, tutto nasce e tutto ritorna.

Perché il Matto siamo noi.

Uno stralcio del libro

dodici [l'appeso]

prova a pensare diverso
nello specchio dei segni
restando immobile per aria
antipode del mondoverso
da qui rinascerai e il falso
annegherà per sempre
dentro al vero espiato
della luce colante a stille

L'AUTORE

Luciano Pennino, napoletano, negli anni Settanta si forma artisticamente negli ambienti della musica e del teatro sperimentale. Fonda alcune compagnie teatrali e inizia una produzione di scrittura creativa i cui testi vengono pubblicati su varie riviste libere.

Negli anni Ottanta crea la società per i servizi editoriali Pegaso. Nel 1992 edita il primo free press italiano di arte, cultura ed ecologia Metrò|Treno cittadino. Due anni dopo edita il catalogo dell'editoria campana \ e altre pubblicazioni locali.

Dal 1996 ad oggi svolge un'intensa attività di grafico editoriale.
Nel '97 esce per le edizioni Intra Moenia la raccolta di poesie Segno in versi; nel 2001 per i tipi di Araba Felice è presente nella raccolta collettiva multimediale di poesia Guerra; negli stessi anni per la casa editrice Dedalus del poeta Emilio Piccolo esce il poemetto Di contrasti e piccoli disastri.

LA CASA EDITRICE

Oèdipus nasce nel 1997 per farsi testimone dei percorsi nuovi e, non di rado, sperimentali sui quali si sono incamminati nel nostro Paese i linguaggi della poesia e della prosa. Vocazione accompagnata allo speciale interesse per testi rari e (ancora) nascosti e alla ricerca storico-culturale.

Aderisce a temi e motivi espressi dalla cultura latinoamericana, insieme alla (più audace) decisione di mantenere viva l'attenzione sulla drammaturgia, non solo nazionale.

Oèdipus pubblica 22-25 titoli all'anno e i periodici Lo Stato delle Cose, pensiero critico e scritture; Trivio, poesia, prosa, critica e i Quaderni dell'Agro, documenti e studi (sull'area sarnese-nocerina e sul territorio campano).

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Torna in libreria Silvana Campese con il romanzo fantapolitico “Memorie dal futuro”

  • Scritto da Anita Curci

piatto memorie dal futuro

Nel romanzo fantapolitico "Memorie dal futuro", Phoenix Publishing pag 250, 18,50 €, Silvana Campese racconta, in maniera fantastica e metaforica, esperienze e passaggi della propria esistenza: il cammino, il transito nel tempo e nello spazio, innanzitutto intellettuale. Lo fa in maniera immaginifica, e persino visionaria per molti aspetti, con l'ambizione di lanciare un ammonimento a coloro i quali desidera destinare questo lavoro, i giovani.

La narrazione da subito fa intravedere un percorso collettivo di ricerca, scoperta e rivelazione. Il desiderio di conoscenza, soprattutto nell'eroe odisseano Cisarò, è l'irrefrenabile motore di tutta la vicenda, una forza interiore cui nessuna guardia può opporsi, perché nessuna censura, nessun limite o repressione possono tenere carcerato il pensiero.

Cisarò sfida la Legge dei Saggi che regola la vita di ogni abitante della terra e parte alla ricerca della conoscenza per poi formare il fatidico gruppo degli Inseparabili. Galassia Clio, antenata del villaggio nella quale Silvana Campese si identifica, dà vita e voce al suo personaggio a cui consegna il testimone nella speranza che passi di mano in mano. Il percorso si svolge in vari luoghi, tra cui Napoli e quel che resta della non ben identificata catastrofica fine del mondo.

"La struttura narrativa che ho scelto", spiega l'autrice "mi ha consentito di esprimere le mie opinioni sul futuro del pianeta in relazione agli sconvolgimenti climatici e pandemici o di altro genere che quel degrado stava già provocando quando, nel 2001, ho cominciato a scrivere il romanzo. A motivarmi furono, e sono, proprio la rivolta dolorosa nel profondo del mio animo contro quei fattori pericolosi e devastanti che andrebbero combattuti tutti, collettivamente e senza sosta. Fattori che continuano a generare conseguenze allarmanti, non ultimo l'inquinamento ambientale e climatico, il surriscaldamento globale e loro apocalittiche prospettive, a cominciare dagli stravolgimenti ambientali e la nascita di nuovi virus, come il Covid19 attualmente in corso".

Dall'ultimo capitolo del romanzo, Silvana Campese elabora un passaggio che risulta efficacemente introduttivo e funzionale allo scopo di presentare la sua opera: "Avevamo ricominciato daccapo. Dal Punto Zero. Quelli del Dopo di noi sapranno se la gestione del Potere diventerà migliore di quella del Passato Proibito. Sopravvissuti e pesti, contaminati e malati, ancora avevamo la Moria, l'Archeologia devastante del Passato Proibito con le scheletriche testimonianze di Paesi e città bombardate e terre ancora piagate e cieli plumbei e freddo gelido e caldo atroce. Ed eravamo esposti alle ire del Pianeta vigliaccamente ferito, che ancora reagiva con i suoi violenti, inarrestabili uragani e le grandi, incontrollabili alluvioni e i suoi terremoti di incommensurabile forza. E i venti sterminatori che diffondevano morbi non curabili".

Il "punto zero" rappresenta il luogo regolatore e governatore della dimensione semi-primitiva illustrata nel modo in cui deve apparire agli occhi dei suoi abitanti, per volontà di chi comanda nel villaggio alle falde della montagna (il Taburno) da cui si dipana il lungo e avventuroso racconto.

L'AUTRICE

Silvana Campese, napoletana, scrittrice, attivista, col nome di Medea, nel gruppo femminista delle Nemesiache di Lina Mangiacapre/Nemesi. Ha collaborato con la rivista "Mani-Festa" ed ha pubblicato il romanzo Prisma, la raccolta di racconti Strada facendo, l'epistolario tenuto con l'amico poeta Lello Agretti Contrappunto per soli timpani ed oboe, La Nemesi di Medea (con L'Inedito Edizioni di Fabio Martini) e Parthenope Inferno Celeste con la casa editrice Phoenix Publishing.

LA CASA EDITRICE

Phoenix Publishing è il ramo editoriale della Phoenix Film Production. Pubblica fumetti, saggistica, narrativa. L'obiettivo è quello di divulgare contenuti di alta qualità selezionando scrittori sia emergenti che affermati, con un'attenzione alle opere nuove, originali e dal sapore cinematografico.

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Museo Frac: presentazione del libro di MASSIMO BIGNARDI "Salvatore Lovaglio. La terra, il paesaggio, l’universo"

  • Scritto da Barbara Landi

lautore a chi legge libro di massimo bignardi

Venerdì 26 marzo, ore 19.00, sarà presentato on line sui canali digitali del Museo-FRaC Baronissi, in diretta streaming, il libro di Massimo Bignardi "Salvatore Lovaglio. La terra, il paesaggio, l'universo", pubblicato da Nomos Edizioni.

È il quarto appuntamento della rassegna "L'autore a chi legge", promossa dall'Associazione Culturale "Tutti Suonati" nell'ambito degli eventi e delle attività didattiche del Museo-FRaC,Baronissi, da quest'anno patrocinata dalla sezione Campania dell'Associazione Italiana Biblioteche.

La monografia, dedicata alle opere realizzate da Salvatore Lovaglio, documenta l'impegno artistico svolto dall'artista pugliese nell'arco di quasi cinquant'anni. Una narrazione che attraversa le esperienze di un artista che è stato tra i protagonisti di quella stagione di rinnovamento che la cultura artistica del Mezzogiorno d'Italia ha fatto registrare negli anni Ottanta.

"Mezzo secolo di pittura – scrive Bignardi in apertura del lungo saggio introduttivo – misura di un esercizio costante e quotidiano da parte dell'artista, di approcciare l'inesprimibile, dando conto del suo sporgersi oltre il precario confine che lo separa dalla superficie della tela o del foglio. Non è un confine di chiusura, bensì un limen che apre e accoglie le incursioni del processo di astrazione che, dagli anni settanta dopo un periodo di attenzione al confronto con il referente, connota la sua pittura, conservando, al contempo, la capacità di suggerire larvali tracce di un pensiero figurale.

Dimensione che l'artista rende esplicita nelle grandi composizioni, nelle quali ad una calibrata sintassi del colore associa il vitalismo di un segno carico di gestualità. È quanto si riscontra nelle grandi incisioni, realizzate e stampate come unica prova nel corso della trascorsa estate: su lastre di ferro fuori formato, Salvatore propone la visione di un paesaggio-universo che muta la sua configurazione, assecondando l'inclinarsi della luce che scivola sul foglio di carta".

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L’APERILIBRO IN TV PARTE CON ‘UN TRENO PER SHANGHAI’ DELLO SCRITTORE MARIO VOLPE

  • Scritto da Davide Guida

libri in tv mario volpe

I libri in TV, negli ultimi tempi, sembrano essere l'ingrediente principe di ogni buona trasmissione culturale degna di nota, ma nell'affollato mondo delle pubblicazioni mettere insieme argomenti interessanti e format televisivi nuovi è una bella impresa. Un'impresa che diventa un successo quando competenze e professionalità diverse si legano insieme, come hanno fatto le fervide menti di tre combattive donne pomiglianesi.

Grazie all'impegno di Annamaria Pianese (presidente e cofondatrice dell'associazione 'I colori della poesia'), Viviana Cianciulli (giornalista e conduttrice) e Roberta D'Ovidio (docente e curatrice del laboratorio di scrittura 'Le Penne di Matilde' del liceo Matilde Serao), ha preso vita un nuovo format televisivo: 'L'APERILIBRO' arricchito dall'intervento delle brillanti allieve della Matilde Serao.

Il format si pone il riuscito obbiettivo di amalgamare sensazioni, sapori e riflessioni che scaturiscono dai romanzi affidati alla lettura e agli esercizi di rielaborazione delle giovani studentesse. Ma l'assoluta novità della trasmissione è la preparazione, di volta in volta, di un cocktail –elaborato in diretta dal barman Luigi Incarnato- i cui ingredienti sono ispirati ai libri presentati negli studi televisivi della PQuadro TV.

La prima puntata ha visto ospite lo scrittore e imprenditore Mario Volpe con il suo ultimo romanzo "Un treno per Shanghai" (Diogene Edizione). L'autore, rispondendo alle domante della conduttrice, ha catturato l'attenzione di un vasto pubblico per la sua capacità di trattare argomenti di respiro internazionale che invitano il lettore a riflettere sui grandi temi mondiali e su come tali temi impattano sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Il romanzo, che continua a registrare un grande consenso di pubblico, narra la storia di due amici in pensione che avranno il compito di consegnare un plico di documenti nelle mani di un imprenditore cinese. I colpi di scena e gli eventi inaspettati –nonché intrighi tra i personaggi- disseminati nel percorso della storia renderanno il compito complesso, trasformandolo in un viaggio avventuroso lungo le ferrovie dell'Europa Orientale e dell'Asia. "Il libro - come lo stesso autore Mario Volpe, ha chiarito alla conduttrice Viviana Cianciulli - oltre a voler presentare una storia piacevole, intende focalizzare l'attenzione su argomenti importanti e spesso trascurati che condizionano la vita e il futuro di noi tutti come; l'educazione finanziaria, la violenza dei regimi totalitari, la distribuzione della ricchezza e il rispetto per le culture straniere, traghettando l'autore ben oltre gli sterili stereotipi territoriali e sociali fin troppo abusati".


"L'Aperilibro - come ha dichiarato Annamaria Pianese - mira ad essere un grande e moderno laboratorio culturale in continua evoluzione, che mosso dalla sinergia con l'associazione 'I colori della poesia', darà ampio spazio ai prossimi autori di rilievo nazionale per i successivi appuntamenti su PQuadro TV".

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Dal 29 marzo Goethe Institut Neapel e Lalineascritta presentano "Ti dico un libro": 10 video racconti per conoscere i nuovi autori della letteratura tedesca contemporanea e per riscoprire qualche classico tedesco

  • Scritto da Brunella Bianchi

ti dico un libro

Dal 29 marzo al 31 maggio 2021 ogni lunedì sulla pagina Facebook del Goethe-Institut Neapel il progetto di critica letteraria digitale "Ti dico un libro", promosso dal Goethe-Institut Neapel con Lalineascritta Laboratori di Scrittura

Dieci libri, per dieci lettori, allievi de Lalineascritta Laboratori di Scrittura cui il Goethe-Institut di Napoli ha affidato dieci video recensioni per far conoscere dieci autori della letteratura tedesca, otto contemporanei e due classici, Mann e Brecht.

Il progetto di critica letteraria, dedicato all'amicizia tra i nostri Paesi, nasce in occasione del 60° anniversario del Goethe-Institut di Napoli: tutto il meglio della narrativa tedesca contemporanea selezionato dal Goethe- Institut, diretto da Maria Carmen Morese, e recensito in video dagli allievi di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, una delle più antiche scuole di scrittura d'Italia, nata a Napoli nel 1993 e diretto dalla scrittrice Antonella Cilento. Non è un caso che la rinnovata passione per il libro veda Lalineascritta impegnata, in collaborazione con l'Università Suor Orsola Benincasa, nel primo master del Sud Italia dedicato ai mestieri della scrittura e dell'editoria.

Scopriremo insieme come è cambiata la Germania raccontata dagli autori di lingua tedesca negli ultimi due anni. Ci immergeremo in avvincenti storie familiari – in città o in campagna – in destini di migrazione, in ambienti perturbanti, collocati in un futuro lontano, eppure molto vicino a noi.

Ma quindi è vero che i giovani leggono di meno? Da una ricerca condotta a Napoli abbiamo rilevato che molti giovani – e anche meno giovani – affollano le aule (in questo momento virtuali) dei corsi di scrittura.

Nonostante la pandemia il numero di lettori forti non è calato. Perché la letteratura ci affascina come, anzi più di prima? Come descrivono gli autori la società del presente? Quali sono i temi che si intersecano nella letteratura in un confronto tra il Nord e il Sud Europa? Lo scopriremo con "Ti dico un libro".

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