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AIROLA: Inaugurazione della Biblioteca PRO LOCO mercoledì 13 gennaio

  • Scritto da Ettore Ruggiero

airola proloco

Mercoledì 13 gennaio alle ore 16:00, presso la centralissima sede dell'Associazione Culturale sita in via Giacomo Matteotti n. 10, sarà inaugurata la Biblioteca della Pro Loco.


La sede in questi ultimi anni è stata fornita di scaffalatura idonea ad accogliere dignitosamente le generose donazioni di libri fatte dai tanti cittadini.
Attualmente, nella Biblioteca della Pro Loco, sono stati censiti 2169 volumi successivamente divisi per settori disciplinari mediante la Classificazione Decimale Dewin.
Oggi dopo un lungo e attento lavoro di catalogazione, sistemazione, classificazione e informatizzazione del patrimonio librario, è possibile consultare e scaricare il file del Catalogo Generale, comodamente da casa, dalla sezione "Biblioteca" collegandosi al sito www.prolocoairola.org.
L'intento è quello di rafforzare l'identità e l'immagine della Pro Loco di Airola, fornendo un nuovo e qualificante servizio di interesse per tutti i cittadini. L'obiettivo della Pro Loco, superata questa emergenza sanitaria, sarà quello di avviare il servizio di prestito dei libri, libero e gratuito, per consentire alle giovani generazioni e non solo di consultare anche a domicilio testi relativi alla storia del nostro territorio.
La biblioteca è un luogo che tutti debbono incontrare nella strada che percorrono!


La Pro Loco ringrazia vivamente tutti i cittadini che hanno donato un libro e auspica che questa nobile iniziativa possa essere da monito a quanti abbiano la possibilità e la sensibilità di fare altrettanto per la crescita della Pro Loco.

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“Non avrò scampo” l’ultimo giallo di Vito Ferrone. Nel mirino il mondo della Fisica medica e della lotta ai tumori

  • Scritto da Anita Curci

cover fronte non avrò scampo vito ferrone copy

Giallo avvincente di 270 pagine (euro 14,50) con una trama che tiene col fiato sospeso fino all'ultimo rigo. Appassionante, dal ritmo serrato, il libro accompagna il lettore tra le vie di Napoli e lo pone di fronte a un difficile enigma da sciogliere.

Maria Camilla è tornata nel suo commissariato. Immediatamente si trova alle prese con un omicidio. Un fisico nucleare morto ammazzato nella sua auto. Non è il classico delitto di camorra: questa l'unica certezza della decisa e caparbia sbirra. Per il resto, amori, tradimenti, fisica medica e farmaci ad alta selettività.

Ma qual è il tema centrale del romanzo?

"L'amore, come sempre, direi", chiarisce Ferrone. "E con l'amore, il suo consanguineo, l'odio".

In un contesto che ha dolore e speranza, scienza e tecnologia, politica e ambizioni personali, gli elementi costitutivi più propri: quello della lotta ai tumori. La Fisica Medica e i "Livelli essenziali di Assistenza" (introdotti per decreto dal Ministero della salute non molto tempo fa) disegnano un mondo nuovo e affascinante che presenta tutte le caratteristiche per entrare a gamba tesa in un ambiente consolidato, quello degli interessi economici.

"Sono convinto che le terapie con gli acceleratori hanno un potenziale che i farmaci non hanno. Il futuro è, quindi, nelle particelle pesanti, gli adroni. Più efficaci e precisi, tant'è che hanno risolto uno dei problemi più angosciosi nella guerra al cancro: la distruzione di cellule sane oltre a quelle tumorali. Intorno a questi argomenti si dipana la trama del romanzo".

Gli acceleratori di particelle sono, allora, il futuro. Ma i sincrotroni costano veramente tanto. Sarà così difficile che entrino nel mercato di contrabbando, come accaduto per i farmaci? L'ispettrice de Asmundiis vuole arrivare fino in fondo alla faccenda, perché la vittima è un ricercatore proprio in questo settore.

Perché basare un giallo su tali argomenti?

"Non ho mai rinunciato nei miei libri alla divulgazione. Sono un docente, e mi piace la responsabilità di fare crescere contenuti e competenze. In fondo, nel mio piccolo, faccio da "levatrice" di cultura. Credo che la Fisica sia la madre di tutte le scienze. Anzi, penso sinceramente, sperando di non sembrare un integralista magari di quelli proprio stupidi, che la Fisica è la Scienza".

I personaggi che popolano le pagine sono trasfigurazioni sintetiche, in qualche caso sinottiche, di esperienze accumulate nel tempo dall'autore. Napoli come "motore primo" ha anche questo significato.

"Camilla è una personale sfida, vinta o persa non saprei, lo decideranno altri", continua Ferrone. "Dopo una serie di libri il cui personaggio principale è un commissario di polizia, secondo molti, alter ego di me stesso e, secondo altri, la strutturata occasione di risparmiare bei soldi dallo psicanalista, mi sono chiesto: perché non una protagonista femminile?". Non una ragazza qualunque, ma una che viene dalla più alta e facoltosa borghesia napoletana con evidenti quarti di nobiltà. Una per la quale la vita, e il lavoro che si è scelto, sono carne e sangue.

"Una decisione rischiosa la mia, certo. Ma anche intrigante. Camilla de Asmundiis è uno sbirro. Ha il coraggio, la determinazione e la cazzimma degli sbirri. E la sua sensibilità di donna è al servizio di chi è stato offeso, derubato, abusato, ammazzato".

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È in tutte le librerie e sui canali online l'ultimo libro di Giovanni Capurso "L'angelo della speranza"

  • Scritto da Anita Curci

primo piano giovanni capurso

È in tutte le librerie e sui canali online l'ultimo libro di Giovanni Capurso "L'angelo della speranza" edizioni Elledici.

Il testo, che si dipana attraverso una breve ma intensa intervista a padre Anselm Grün, affronta le ataviche questioni sul bene e il male, sul senso della vita, sui cambiamenti del mondo.

Il 2020 è l'anno in cui Anselm Grün, padre benedettino tedesco e autore di oltre 300 libri di spiritualità, festeggia il suo 75° compleanno. Giovanni Capurso, scrittore e docente di filosofia pugliese, lo ha intervistato in Baviera, nell'abbazia di Münsterschwarzach. La conversazione, come scrive l'autore, "sa di letizia, quella profonda" e colma di speranza il quotidiano.

Partendo dai valori etici in campo lavorativo fino alla capacità di guardare il bello presente intorno e dentro ognuno di noi, padre Anselm ragiona su un aspetto inalienabile: l'uomo, quando avrà soddisfatto tutti i bisogni materiali, si troverà fisiologicamente a fare i conti con la propria interiorità e col mistero che la anima. Questo lo spirito del volume che l'autore ha voluto condividere con tutti coloro che vogliono ritagliarsi uno spazio di riflessione in una società sempre più caotica.


La parola speranza a cosa si riferisce precisamente?

"La speranza - spiega Capurso - è una costante, non tanto nelle affermazioni di Grün, quanto nel suo modo di percepire e di tramettere quello che dice. Anche nelle pieghe più difficili dell'esistenza lui riesce a trovare sempre degli spazi di luce. E credo sia anche un eccellente messaggio in questo periodo di pandemia".

Perché intervistare proprio Grün?

"Pater Anselm - continua l'autore - tra le altre cose, è uno dei principali studiosi di psicologia e psicoanalisi del nostro tempo. Forse il più importante. La spiritualità dei Padri del deserto era sostanzialmente una forma di psicologia e lui cerca di riproporre questo modello nella società contemporanea. Questo vale anche per i benedettini, i quali hanno proposto un'etica del lavoro che andrebbe rivalutata. Per me, tutto ciò, da studioso di scienze umane, è molto interessante".

Perché un lettore dovrebbe acquistare questo libro?

"Dipende dalla finalità. Ci sono libri e libri, quelli che vengono acquistati per essere "consumati" e quelli che vengono acquistati per darsi l'opportunità di "coltivare" qualcosa di importante dentro se stessi".

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“Ritorno al 221B di Baker Street”. Di nuovo in libreria l’edizione speciale numerata del romanzo di Emanuele Pellecchia

  • Scritto da Anita Curci

copertina sfondo nuovo formato web

Torna in libreria e sui principali bookstore online l'edizione speciale numerata del romanzo di Emanuele Pellecchia "Ritorno al 221B di Baker Street" recentemente premiato con la Menzione Giuria al Premio Internazionale "Golden Holmes Awards" 2020. Con questa motivazione:

Ritornare al 221B di Baker Street è, per gli amanti del genere, un po' come ritornare a casa, un viaggio in cui l'autore ci accompagna parola dopo parola. In poche pagine ci ritroviamo in un'atmosfera familiare e, inevitabilmente, la curiosità della riscoperta si fa strada nel lettore che, con occhi nuovi, riscopre un vecchio mondo e ritrova vecchi amici attraverso i personaggi del tutto nuovi che l'autore introduce, tutti lì per onorare la memoria di qualcuno dei personaggi celebri di Arthur Conan Doyle. Attraverso gli occhi del protagonista, il cui nome strappa inevitabilmente un sorriso, ci ritroviamo quasi subito immersi nelle strade di Londra e in un mistero risolvibile soltanto attraverso la riscoperta di sé e delle proprie origini che il giovane svolge al massimo delle sue capacità. L'opera si presenta come un vivace, a tratti malinconico, omaggio all'opera originale da cui trae ispirazione, con un finale per nulla scontato ed un ritorno inaspettato che non può far altro che rendere in qualche modo felice il lettore che in fondo ad ogni pagina non ha aspettato altro. Una godibile lettura, ben strutturata e non dispersiva, resa ancora più piacevole dalle citazioni più celebri e i continui riferimenti passati.

In un mondo dove i riadattamenti cinematografici e letterari del meraviglioso Sherlock Holmes non mancano, l'opera dell'autore si distingue indubbiamente per la sua aria innovativa e leggera, per la scrittura scorrevole e per la capacità rievocativa di cui è capace. Un omaggio a Sherlock Holmes che diventa un omaggio al lettore.

Mycroft Holmes raggiunge Londra con un obiettivo piuttosto chiaro: tornare nella casa del suo celebre genitore, Sherlock Holmes, scomparso da diverso tempo senza lasciare traccia. Una volta giunto a destinazione, viene coinvolto in uno strano e inquietante caso, che mette a dura prova le proprie capacità deduttive e lo costringere a scendere a patti con il suo stesso sangue e la sua eredità. Attraverso gli appunti del dottor Watson e gli oggetti appartenuti ad Holmes padre, l'arguto protagonista Myc si ritrova a condurre un'indagine al fine di smascherare un misterioso antagonista il cui intento è provocarlo in memoria dei tempi che furono e che, forse, torneranno ad essere.

"Sherlock Holmes" spiega Pellecchia "ha esercitato su di me un forte fascino sin dall'infanzia. Ho sempre collezionato cimeli e materiale riguardante le storie del celebre investigatore. I numerosi viaggi a Londra, le letture e la mia passione per l'indagine deduttiva, mi hanno spinto, col tempo, a scrivere un'opera di fantasia su Holmes. Sono attualmente socio della Sherlock Holmes Society of Italy".

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Il 30% degli italiani legge ebook. Durante la pandemia primo download per 2,3 milioni di lettori

  • Scritto da key4biz

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Il Covid-19 ci ha chiusi in casa per lungo tempo e tra le quattro mura domestiche ci siamo dovuti inventare diversi modi di passare il tempo: dalla tv ai film e le serie online, dal gaming ai libri, compresi gli ebook.

L'indagine Mibact-Aie

Secondo una nuova indagine condotta a cura del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del Ministero dei Beni e le attività culturali e dell'Associazione italiana editori (Aie), il 61% degli italiani ha dichiarato di aver letto almeno un libro nel 2020 (era il 55% nel 2018), mentre coloro che leggono solo libri in versione digitale o ebook salgono al 30% sul totale dei lettori.

Un dato rilevante nel processo di trasformazione digitale del mondo dell'editoria e del nostro modo di rapportarci al libro come oggetto storico, confermato dal trend degli acquisti a livello nazionale.

Gli italiani scoprono gli ebook

In base allo studio, infatti, a partire da marzo 2020, 3,4 milioni di italiani hanno dichiarato di aver comprato per la prima volta in vita loro un libro online e 2,3 milioni direttamente un ebook, effettuando la prima esperienza di download di un libro in formato digitale.

Un trend che vede i lettori di ebook raggiungere il picco del 30% (erano il 26% a maggio e il 25% nel 2019), quelli di audiolibri del 12% (erano l'11% a maggio e il 10% nel 2019), mentre presi 100 lettori, in 40 utilizzano supporti perlopiù digitali (erano 32 nel 2019).

La crescita dei lettori su supporto digitali è evidenziata anche dall'aumento dei lettori forti di ebook (chi legge 4 o più libri in formato digitale passa dal 9% del 2019 al 14%) e di audiolibri (dal 2% al 3%).

Digitale e librerie

"Se consideriamo l'intero universo di chi a ottobre dice di aver letto un libro negli ultimi 12 mesi, il 40% di essi legge perlopiù in digitale, il 46% cartaceo, il 14% utilizza tutti i tipi di supporto. Solo un anno prima, i lettori "digitali" erano il 32%, 51% cartaceo e 17% utilizzava entrambi i supporti", si legge nell'indagine.

Nonostante la svolta digitale del momento, però, sembra resistere la libreria sotto casa e a ottobre hanno dichiarato di frequentarla il 67% dei lettori, un dato inferiore rispetto al 2019 (74%) ma in forte aumento su maggio (quando erano il 20%, anche a causa del lockdown e delle norme per il distanziamento sociale).

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