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Un’ inedita e convincente spiegazione del toponimo Cremano in un recente studio di Giuseppe Improta

  • Scritto da Redazione

1cop cambrianusTra le iniziative previste per ricordare il 20° anniversario della concessione del titolo di città al Comune di San Giorgio a Cremano è in programma, per il 18 giugno alle ore 18, la presentazione, in villa Bruno, di una interessante pubblicazione su San Giorgio a Cremano curata dal prof. Giuseppe Improta, già vicesindaco ed assessore alla cultura con i sindaci Vella e Riccardi.

Il libro significativamente si intitola Da Cambrianvs a San Giorgio a Cremano. L'antica toponomastica di un casale divenuto città - Nuovi documenti (X – IVX secolo). È frutto di certosine ricerche basate su documenti nuovi che vanno dal X al XIV secolo. Grazie a questo studio del prof. Improta, vengono approfondite e migliorate le conoscenze che abbiamo sulla storia di San Giorgio a Cremano ed in particolare sulla toponomastica antica. Si conoscono ignote località del vasto territorio di Cambrane (già citato in vari atti del X secolo), famiglie di contadini, nomi di chiese e vicende di casali (Capitignano, Casavaleria, Trasano, Sant'Aniello) da tempo scomparsi. O anche notizie di santi dimenticati, come l'altro antico protettore del territorio, Sant'Aniello, rappresentato su un'antica e poco conosciuta tavola del Trecento, che andrebbe adeguatamente conservata, restaurata e valorizzata insieme con la chiesa, pure trecentesca, dedicata al più noto "patrono" San Giorgio, detta di San Giorgio Vecchio. Vengono sfatate, inoltre, errate interpretazione sull'origine di Cremano (da cremato, bruciato dalla lava del Vesuvio, a crambre cioè cavoli...) attraverso una più plausibile ed inedita spiegazione basata sull'origine prediale dal cognomen del romano Q. Maecius
Cambrianvs . Improta avanza questa ipotesi sull'origine prediale del toponimo "Cremano" facendo riferimento, infatti, alla presenza su una epigrafe ercolanese del cognomen "Cambrianvs", che potrebbe appunto aver dato il nome alle proprietà fondiarie e/o alla villa possedute da questa famiglia sul nostro territorio, fin dal X secolo denominato Cambrane e divenuto, già nel XII secolo, San Giorgio ad Cambrane (o Cambrana o Crambana). Nel corso dell'esame dell' iscrizione latina, Improta ha individuato accanto a quello di Cambrianvs anche il cognomen
Ampliatus , appartenente alla famiglia di un altro liberto, Caius Olius Ampliatus , che possedeva con sicurezza la ormai nota omonima villa romana recuperata, dopo il terremoto del 1980, in zona Tufarelli, dove già anni prima erano stati trovati altri resti d'epoca romana. E tutti questi elementi, messi insieme, "possono autorizzarci – conclude lo studioso – ad ipotizzare attraverso il toponimo prediale Cambrane un collegamento, sia pure indiretto, della moderna città di San Giorgio a Cremano con il mondo romano antico". Nell'ultimo capitolo, infine, l'autore ha sintetizzato la storia dell'attività amministrativa del Comune: da quando era, nell'alto medioevo, un piccolo villaggio, poi trasformatosi in casale amministrato dall'Universitas, fino alla fine del Novecento, quando ha ricevuto il titolo di Città dall'allora Presidente della Repubblica On. Oscar Luigi Scalfaro.