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Dal lager a casa. Un diario inedito che si intreccia col racconto di Primo Levi

  • Scritto da Redazione

73221964 2105284656448053 7537584423848378368 nA prima vista potrebbero sembrare piccole storie. Micostorie. Certamente sono tragiche e significative. In ogni caso meritano di essere segnalate, perché illuminano ed integrano le grandi storie. Quelle raccontate sia da scrittori, come Primo Levi, sia da tanti illustri storici di professione.
L'autore, Giuseppe Improta, qualche anno fa si era occupato di "Cartoline e lettere di soldati, prigionieri di guerra italiani ed internati militari campani" (Napoli, 2011). Ora pubblica un diario inedito - "Dal lager a casa" – scritto da un soldato napoletano di Soccavo, Michele Arcopinto. Sono annotazioni, piene di speranza, delusioni, tribolazioni, scritte giorno per giorno. E per sei interminabili mesi, il tempo del lungo viaggio di ritorno a Napoli dalla prigionia in un campo vicino Auschwitz.


La lettura del diario diventa ancor più interessante, perché Improta vi ha trovato diversi elementi e notizie comuni alla descrizione del medesimo travagliato viaggio, compresa la sosta durata diversi mesi presso Mosca, fatto nel romanzo (storico) "La tregua" da Primo Levi, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita. Non a caso lo scrittore ebreo, che fu rinchiuso nel lager di Auschwitz, lo definisce una vera e propria "odissea".
Il breve saggio, pubblicato sulla rivista "il tetto" (332-333) – visibile sul sito web www.iltettorivista.it – documenta questo viaggio e accenna, inoltre, a storie poco note di civili e militari internati dai nazisti, dopo l'8 settembre 1943, nei campi di prigionia. Alcuni di essi erano genitori o fratelli di suoi parenti o amici, residenti a Napoli (Vincenzo Ambrasi), a Ponticelli (Ciro Riccardi, Aldo Alone), a Portici (Massimo Fraissinet).
Insomma un prezioso contributo "a non dimenticare". Da far leggere a giovani ed adulti. Specialmente in tempi di revisionismo o di rigurgiti nazisti.