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Luca Giordano, a Capodimonte una mostra sul noto pittore napoletano

  • Scritto da Giancarlo Piccolo

220px-LucaGiordano1692c-Self-portrait-NaplesIl Museo di Capodimonte ha inaugurato virtualmente la mostra "Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura".


L' esposizione, rinviata a causa dell'emergenza sanitaria in atto nel nostro Paese, vede come protagonista il più grande pittore del Seicento napoletano, uno dei più stimati artisti del Barocco in Europa.

Dopo il successo di critica e pubblico a Parigi, la mostra è approdata a Napoli e il suo vernissage è durato ben tre giorni con interventi dei più grandi cultori della materia.
Domenica 5 Aprile, Stefano Cursa, docente di Storia dell'arte Moderna e Contemporanea presso l'Università "Suor Orsola Benincasa" ha avviato l'evento presentando un testo dal titolo: "Luca Giordano, il più grande pittore napoletano del Seicento".
Lunedì 6 Aprile, il direttore del Museo Sylvain Bellenger ha discusso delle opere esposte più significative.
Ieri, Martedì 7 Aprile, la co-curatrice della mostra, Patrizia Piscitello, assieme alla storica dell'arte Alessandra Rullo, ha percorso il viaggio storico delle tele di Luca Giordano, dalle Chiese di Napoli al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Il pittore, noto anche come "Luca Fapresto" per le sue abilità pittoriche grazie alle quali riusciva velocemente a realizzare grandi capolavori, nacque a Napoli nel 1634 ed ebbe modo di osservare a Roma le opere dei più illustri maestri. Fu anche a Firenze, Padova, Venezia e Genova ma l'enorme successo portò il suo nome in tutta Europa, soprattutto in Spagna. Il suo stile eclettico, versatile, delicato ma complesso fu ammirato da tutti.
Pochi sanno, però , che il pittore ebbe numerose proprietà, alcune delle quali a San Giorgio a Cremano e a Cercola, in provincia di Napoli, dove sopravvive il suo Palazzo e l'antica cappella ad esso adiacente. A San Giorgio a Cremano, l'antica cappella è divenuta, oggi, la Parrocchia di Santa Maria del Carmine al Pittore.
Precursore dell'Illuminismo settecentesco, fu molto attivo anche presso la periferia della sua città natale dove, proprio a Cercola, nell'antico edificio nobiliare noto come "Palazzo de Campora", era custodita un'opera di altissimo valore artistico, purtroppo preda di furto.
Il suo stile e la sua personalità influenzarono ampiamente gli artisti dell'epoca tanto che, presso la Cappella dei Principi Filangieri di Napoli, sono custodite alcune opere riconducibili proprio alla sua Scuola.