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Genius Loci: eventi e concerti per raccontare il patrimonio storico e archeologico d'Italia

  • Scritto da MArte Press

camera fotoGenius Loci racconta il patrimonio storico ed archeologico d'Italia attraverso la lente inedita di eventi spettacolari e suggestivi, donando nuova vita ai luoghi ospiti grazie all'interazione con le arti.

Tesori nascosti, luoghi magici e segreti, vengono svelati sotto una nuova luce. Cittadini residenti e visitatori, appassionati di arte e cultura si incontrano per vivere un'esperienza unica in grado di emozionare, mentre riscoprono il territorio nella più genuina tra le forme di turismo culturale e di prossimità.

Luoghi straordinari per interpreti d'eccezione, con una programmazione che spazia dalla musica ambient, sperimentale, fino alla musica da camera e classica, per godere dello spettacolo dal vivo come fosse un rituale, un momento collettivo in grado di emozionare, suggestionare e di raccontare il passato ed il presente.

Genius Loci è un inedito format finalizzato alla valorizzazione dei territori con alte potenzialità culturali, che inizia il suo viaggio partendo dal Lazio, attraversando tesori nascosti come borghi disabitati e antiche vie sotterranee, resi ancor più suggestivi dalle sonorità sperimentate e prevede appuntamenti disseminati su tutto il territorio nazionale, per valorizzare ed aumentare la visibilità dei luoghi di interesse culturale.

I concerti e le visite dei siti culturali verranno ripresi e trasformati in video documentari trasmessi settimanalmente sui social di Scuderie MArteLive, al fine di far scoprire anche al pubblico più lontano le meraviglie nascoste d'Italia.

Dopo il grande successo dei primi tre appuntamenti, Genius Loci prosegue presentando il 10 ottobre il pluripremiato Ivan Segreto con il suo iconico pianoforte in un concerto da solista nella suggestiva location della Viterbo Sotterranea; seguono l'11 ottobre nel Borgo di Ostia Antica gli EST, in un concerto che spazia dal jazz alla bossanova, dal gipsy al valzer, un crescendo di sonorità delle musiche del passato rivisitate in chiave inedita. Chiude la manifestazione il concerto dei Camera, sonorizzazioni e musica da colonna sonora nella suggestiva cornice della riserva naturale di Monterano il 12 ottobre.

In programma inoltre laboratori, visite guidate, passeggiate naturalistiche e degustazioni di prodotti tipici locali per accompagnare gli spettatori in una riscoperta culturale del territorio a 360 gradi offrendo un'esperienza sensoriale e culturale stimolante .

Il 10 ottobre alle ore 16 è prevista la visita guidata nella città di Monterano, città fantasma che nasconde opere del Bernini, immersa nella riserva naturale, mentre alle ore 20.30 la visita al Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari. L'11 ottobre, nel Borgo di Ostia Antica, un laboratorio creativo per bambini.

L'iniziativa è organizzata dall'associazione ARTmosfera ed è parte del progetto Suggestiva, e s'inserisce in un percorso che terminerà con una straordinaria rassegna durante la Biennale MArteLive 2021. La direzione artistica è curata da Scuderie MArteLive che dal 2001 realizza e promuove eventi, spettacoli e festival in tutta Italia. Scuderie MArteLive, rappresentando gli artisti di sedici discipline (street artist, pittori, fotografi, fumettisti, grafici, ballerini, attori, scrittori, registi, videomaker, dj, vj, musicisti, artisti circensi, artigiani e stilisti), si attesta fra le più grandi agenzie di spettacolo italiane, distinguendosi per la varietà e il numero di progetti grazie al continuo scouting operato in maniera capillare su tutto il territorio nazionale con il concorso per artisti emergenti MArteLive.

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C'ERA UNA VOLTA IX: CON LE FAVOLE RIPARTE IL TEATRO DELLE ARTI

  • Scritto da Silvia De Cesare

comune di salerno

 

Salerno, 8 ottobre 2020 Sarà presentata lunedì 12 ottobre alle 10, presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la IX Stagione di C'era una Volta, gli appuntamenti con il family show ideati dalla Compagnia dell'Arte diretta da Antonello Ronga in collaborazione con il Teatro delle Arti.
Con il primo spettacolo della nuova stagione, in programma domenica 18, lo stabile salernitano torna ad alzare il sipario.
Insieme con Antonello Ronga, regista e direttore Compagnia dell'Arte interverranno gli Assessori Eva Avossa (Pubblica Istruzione) Dario Loffredo (Commercio) Antonia Willburger (Cultura).

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StraneCoppie 2020: riprendono gli incotri con Antonella Cilento

  • Scritto da Brunella Bianchi

Antonella Cilento foto USO WEB

La rassegna culturale Strane Coppie organizzata dal laboratorio di scrittura Lalineascritta di Antonella Cilento riprende giovedì 8 ottobre alle ore 18.30 la programmazione, dopo l'interruzione forzata stabilita dalle norme anti-Covid. Sospesa a marzo subito dopo il secondo appuntamento, la manifestazione quest'anno intitolata Shadows. L'ombra e la penna riparte da Napoli al Circolo Ufficiali nel Palazzo della Marina Militare, con un incontro dedicato alle scrittrici e poetesse del Novecento Ingeborg Bachmann e di Agota Kristof, raccontate dalla poetessa Anna Toscano e dalla scrittrice Valeria Viganò, con la conduzione di Antonella Cilento.

Letteratura e poesia, ma anche teatro, musica e cinema, per questa tappa napoletana con letture interpretate dall'attrice Gea Martire, intermezzi musicali del sassofonista Valerio Virzo e i contributi audiovisivi a cura di Marco Alfano: brevi estratti da materiali TV e dai film ispirati alle opere di Kristof e Bachmann (Brucio nel vento di Silvio Soldini, Il Grande quaderno di János Szász, Malina di Werner Schroeter).

In osservanza alle limitazioni imposte dalle attuali norme anti contagio nazionali e regionali, l'ingresso (gratuito) sarà limitato a 20 persone e solo su prenotazione. L'incontro sarà trasmesso in streaming sui canali Facebook e Youtube di Lalineascritta e tradotto simultaneamente in Lis – Lingua dei segni italiana, con il coordinamento di Stefania Cantelmo.

Ingeborg Bachmann e Agota Kristof sono autrici in Italia molto amate, di vero e proprio culto. Entrambe con vite drammatiche, sul ciglio di dolorose separazioni e svolte storiche, sono accomunate da un drammatico destino, nell'inquieta Europa del secolo breve, fra Austria e Ungheria. Bachmann ha vissuto una riscoperta sin dagli anni Ottanta, grazie a Pier Vittorio Tondelli, ma è intessuta a doppio filo alla cultura italiana, a Napoli e Capri che ben conobbe, e insieme al tragico destino del Novecento tedesco. La sua prosa intensa e filosofica come forse in Italia è accaduto solo con Anna Maria Ortese, narra di lacerazioni e distacchi, di nostalgia e melanconia. Agota Kristof, fuggita dall'Ungheria, sceglie di scrivere in francese e fra le sue due lingue letterarie sempre costruirà un doloroso dialogo: la sua Trilogia della città di K. resta uno dei romanzi più importanti dell'ultimo Novecento.

La rassegna proseguirà il suo viaggio nelle ombre e nelle inquietudini di grandi penne della letteratura mondiale con altri due appuntamenti a cui si potrà assistere esclusivamente tramite diretta streaming. Previsti nel programma come quarta e quinta tappa a Roma e a Milano, uno sarà dedicato a William Somerset Maugham e Muriel Spark (5 novembre) e l'altro a Akutagawa Ryunosuke e Dino Buzzati (19 novembre).

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LA SOPRINTENDENZA DI SALERNO E AVELLINO VINCITRICE DEL CONCORSO ART BONUS

  • Scritto da Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino

lubec

Domani, giovedi 8 ottobre, durante la XVI edizione del LuBec 2020, sarà premiata la Soprintendenza dii Salerno e Avellino vincitrice del concorso ART BONUS con il progetto di restauro "Le Monete di Elea/Velia".

Organizzata in collaborazione con il MiBACT, l'edizione quest'anno di LuBeC affronterà i seguenti temi, alla luce di più recenti evidenze dal dibattito nazionale ed europeo di settore, e sempre nel solco di quanto indicato dall'Agenda Europea della Cultura: il rapporto pubblico-privato; Agenda 2030 e cultura; Valorizzazione del patrimonio culturale per il rilancio del turismo; cultura e salute; musei e innovazione; la Riforma del codice dello spettacolo; volontariato e valorizzazione dei beni culturali; valorizzazione della cultura mediterranea.

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"Il fiore che ti mando l’ho baciato" vince il Premio della Stampa nella rassegna "Voci dell’Anima 2020"

  • Scritto da Claudia Bonasi

anna rita vitolo

"Uno scrigno antico che custodisce una luce. Un ricordo da far vivere. Un amore lontano nel tempo e nella distanza. Un'artista di raro talento, soprattutto, che possiede tutte le maschere del teatro. Un testo che porta in sè le storie italiane del secolo scorso". Con questa motivazione lo spettacolo "Il fiore che ti mando l'ho baciato", interpretato da Annarita Vitolo per la regia di Antonio Grimaldi di Teatro Grimaldello, produzione Centro Studi Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, ha vinto il Premio della Stampa nell'ambito della XVIII rassegna di teatro e danza "Voci dell'Anima 2020" al Teatro degli Atti di Rimini, che si è tenuta dal 29 settembre al 5 ottobre 2020. Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidentessa del Centro Studi Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, Antonia Lezza. "Lo spettacolo nasce da una serie di circostanze: dalla mia curiosità verso le storie, le storie familiari, soprattutto, ma anche dall'interesse verso un evento importantissimo come il Centenario della Grande Guerra, al quale ho dedicato nell'anno accademico 2014/15, il corso di Letteratura italiana all'Università di Salerno, intitolato appunto 'Storia, storie e testi. La Grande Guerra degli scrittori'. Attraverso diari, lettere, fotografie, volevo dimostrare come è possibile ricostruire la storia di persone, apparentemente comuni, che assumono poi un valore universale, diventando dei personaggi, come Stamura e Francesco, gli autori del carteggio da cui è nato lo spettacolo. Quando ho incominciato a leggere le lettere sono rimasta colpita dal loro valore, eleganti e sobrie, ricche di riferimenti letterari. Ho pensato di utilizzarle per una messinscena ma al reading ho preferito una vera e propria drammaturgia. Ne ho parlato con Anna Rita Vitolo, una mia ex allieva, studiosa appassionata di teatro, attrice ricca di talento, che a sua volta ha chiesto la collaborazione di un regista sensibile, capace e brillante come Antonio Grimaldi, con il quale aveva condiviso altre esperienze importanti, e di Elvira Buonocore". È nato così "Il Fiore che ti mando l'ho baciato", un raffinato, toccante monologo, in cui la protagonista ricostruisce attraverso le lettere il racconto della sua sfortunata battaglia d'amore. Stamura, in abito bianco, da sposa, si muove sulla scena con garbata femminilità. Racconta di sé, di Francesco e spesso guarda con amorevole sguardo materno Lorenzo, che non è in scena. La donna è una maestra elementare, originaria di Orvieto, Francesco, un ufficiale medico, nativo di Carano di Sessa Aurunca; i due si sono conosciuti durante il servizio di Francesco presso la caserma di Orvieto e si sono innamorati perdutamente. Ma sono due amanti infelici perché, causa la guerra, non hanno avuto la possibilità di vivere serenamente la loro meravigliosa storia d'amore.

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