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FONDO SOCIALE EUROPEO PLUS: UN CORSO ON-LINE SULLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

  • Scritto da Progetto Sicilia FSE 2020

esfplusCos'è il Fondo sociale europeo plus? Quali saranno i contenuti della prossima programmazione europea 2021-2027 del Fondo sociale europeo? Saranno questi alcuni dei temi del percorso Mooc (Massive open online course, corso online aperto e di massa) sul tema "Verso la programmazione 2021-2027 del Fondo Sociale Europeo Plus".

Il corso, che si svolgerà on-line, è organizzato nell'ambito del progetto di supporto all'attuazione della strategia di comunicazione del PO-FSE della Regione Siciliana.

Il percorso si rivolge prioritariamente a partner economico-sociali, stakeholder, potenziali beneficiari dei fondi e figure professionali di supporto ad enti e beneficiari del FSE+, ma è aperto alla partecipazione di tutti coloro che sono interessati ad accrescere le proprie conoscenze della programmazione, dell'attuazione e della valutazione del Fondo sociale europeo plus nel periodo 2021-2027. Il corso intende fornire ai destinatari un quadro chiaro, accessibile e sufficientemente orientativo, anche in termini di scelte attuative, in base alla nuova regolamentazione dei fondi e ad alcune lezioni apprese dall'esperienza del periodo 2014-2020 con l'obiettivo di accrescerne le conoscenze per la presentazione di progetti di qualità. Sarà erogato nell'arco di 5 settimane: avrà inizio il 13 settembre per concludersi il 18 ottobre 2021, per un impegno complessivo di 9 ore.

E' possibile iscriversi fino a venerdì 10 settembre 2021 registrandosi al link: http://www.eventipa.formez.it/node/320183.

Il corso, completamente gratuito, sarà erogato in modalità asincrona attraverso videolezioni e materiali di approfondimento disponibili su piattaforma Moodle, e si struttura in 9 moduli della durata indicativa di 45 – 60 minuti ciascuno: i fondi 2021-2027 e il Piano nazionale di ripresa e resilienza: il quadro generale e le politiche per il lavoro, la formazione e l'inclusione sociale; Il regolamento del FSE+ nel 2021-2027; i campi di intervento del FSE+; le scelte nazionali dell'accordo di partenariato; attuazione e circuito finanziario; le regole generali dell'ammissibilità; le opzioni semplificate di costo e il finanziamento non collegato ai costi; orientamenti per i beneficiari: la fase di formulazione delle proposte; orientamenti per i beneficiari: l'attuazione e la sorveglianza.

Saranno inoltre disponibili, per fruizione facoltativa, sulla piattaforma e-learning del corso, materiali didattico-informativi di approfondimento. 

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DEPURATORE IN COSTIERA AMALFITANA - BILOTTI (M5S): IL MINISTERO DELLA CULTURA CONFERMA LE CRITICITA' DELL'IMPIANTO

  • Scritto da Nicola Arpaia

DEPURATORE IN COSTIERA AMALFITANA

"La natura dell'opera comporta la realizzazione di interventi di rilevante impatto nel particolare ambito paesaggistico caratterizzato da una notevole naturalità. Le soluzioni progettuali non sembrano affrontare in modo efficace l'inserimento di un impianto tecnologico in un contesto pregevole e vulnerabile."
E' questa la sintesi della risposta del Ministero della Cultura sollecitata dall'interrogazione parlamentare dell'onorevole Anna Bilotti in merito alla realizzazione di un depuratore comprensoriale a Maiori, in Costiera amalfitana, che coinvolge anche i comuni di Atrani, Minori, Ravello, Scala e Tramonti.

L'opera, a quanto risulta dall'atto di sindacato ispettivo, inoltre, non sarebbe al momento conforme agli strumenti urbanistici previsti dalla normativa del territorio, e la sua eventuale realizzazione non potrà prescindere da una variante al Piano urbanistico territoriale con valenza Paesaggistica.
"La risposta del Ministero della Cultura conferma tutte le criticità che sosteniamo da mesi circa l'impianto di depurazione della Costiera amalfitana. L'impatto ambientale e paesaggistico dell'opera non può essere oggetto di deroghe di alcun tipo, soprattutto alla luce della tutela che l'Unesco chiede alle comunità a fronte del riconoscimento di patrimonio mondiale. Dobbiamo entrare nell'ordine di idee - continua la deputata salernitana - che i nostri patrimoni mondiali devono essere soggetti a rigorosissime tutele sovracomunali proprio perché si tratta di interessi di conservazione che vanno oltre le esigenze delle singole amministrazioni locali".

L'iniziativa dell'onorevole Bilotti fa eco alle attività del comitato locale «Tuteliamo la Costiera amalfitana» che ha intrapreso da tempo una battaglia per opporsi al progetto la cui esecuzione provocherebbe, inoltre, consumo di suolo, inquinamento atmosferico, alti costi di gestione. "Continuiamo a tenere alta l'attenzione sul problema - conclude Bilotti - chiedendo la valutazione di una soluzione alternativa più sostenibile, partendo dall'ipotesi di una eventuale realizzazione di una condotta sottomarina da collegarsi al grande depuratore di Salerno, come già avviene per altri comuni della Costiera, che eviterebbe tutte le criticità riscontrate per la costruzione dell'impianto consortile".

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Assofiere e Camera di Commercio di Napoli insieme per sostenere la ripartenza delle aziende espositrici

  • Scritto da Fabrizio Kuhne

Lino Ferrara pres. Assofiere e Ciro Fiola pres. CC Napoli

Piena soddisfazione del presidente di Assofiere, Lino Ferrara, per la pubblicazione del bando della Camera di Commercio di Napoli per l'erogazione di voucher per la partecipazione alle fiere. Il sostegno economico dell'ente camerale partenopeo, in favore delle aziende di Napoli e provincia, si pone l'obiettivo di supportare la ripartenza sostenendo la partecipazione alle fiere.

"L'arduo lavoro svolto in questi mesi di pandemia, in favore del settore fieristico, trova finalmente riscontro in questi ultimi mesi – afferma Lino Ferrara, presidente del consorzio Assofiere -. Ci siamo battuti per far passare un principio importante ovvero quello dell'economia circolare prodotta dalle fiere, sia per il comparto sia per le ricadute economiche del territorio, che per indotto riceve introiti importanti dal movimento di ricettività fieristica di espositori e visitatori. Per questo motivo avevamo come Assofiere chiesto alla Camera di Commercio che eventuali supporti non fossero dati agli organizzatori delle esposizioni ma bensì a chi espone per aiutarlo a partecipare e quindi a rimettere in moto la macchina virtuosa".

Richiesta subito recepita dai vertici Camerali partenopei, ed in particolar modo dal presidente Ciro Fiola, che proprio il 5 luglio 2021, hanno pubblicato un bando a sostegno delle aziende per la partecipazione a fiere regionali, nazionali ed all'estero come si legge dalla stessa pubblicazione.

"In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in corso e con l'obiettivo di supportare le imprese del territorio, la Camera di Commercio di Napoli istituisce un ausilio a fondo perduto alle MPMI della provincia di Napoli, attraverso l'emissione di un bando, finalizzato a sostenere la promozione e la valorizzazione del sistema produttivo napoletano, favorendo una maggiore partecipazione delle imprese partenopee alle manifestazioni fieristiche che si terranno nel 2021, attraverso la concessione di voucher a parziale copertura delle spese di partecipazione".

Importi significativi che potranno certamente aiutare le aziende di Napoli e provincia, presentando la documentazione richiesta, a ripartire consentendo la ripresa anche delle fiere. L'azione, secondo Ferrara, aiuterà l'intero sistema:

"Le aziende devono essere aiutata dopo quasi due anni di blocco forzato e quindi di mancati incassi. Ovviamente l'incentivo può consentire di affrontare spese espositive con possibilità maggiori e allo stesso tempo gli organizzatori di fiere hanno un'adesione maggiore di partecipanti che altrimenti non avrebbero i mezzi economici per aderire. Non ultimo – conclude il presidente di Assofiere Lino Ferrara – il vantaggio è anche degli enti fieristici che non riceveranno disdette da fiere in difficoltà, ecco perché parliamo di economia circolare e non di contributi. Ora auspico un coinvolgimento anche delle altre Camere di Commercio attraverso UNIONCAMERE".

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CONFESERCENTI NAPOLI, CONFERMATO SCHIAVO PRESIDENTE: «MENO TASSE E RECOVERY FUND: ECCO LE NOSTRE NUOVE SFIDE»

  • Scritto da DGS

ASSEMBLEA TAVOLO conf

Si è tenuta lunedì 12 l'assemblea elettiva di Confesercenti Napoli. Confermato presidente Vincenzo Schiavo, eletta all'unanimità la nuova presidenza.

«Non abbiamo rinnovato solo la presidenza - esordisce Vincenzo Schiavo- ma anche l'impegno di Confesercenti di essere sempre al fianco delle imprese, specie in questa fase post-pandemica. Nel nostro territorio ci sono 92 comuni, 320.000 imprese, oltre 500.000 occupati. Un elogio va agli imprenditori che in questi lunghi mesi hanno sofferto con dignità e la nostra vicinanza va alle oltre 5.000 imprese che in Campania sono state costrette a chiudere le proprie attività a causa della crisi generata dalla pandemia. Confesercenti ha affrontato questi 18 mesi terribili di pandemia coadiuvando e supportando in toto gli imprenditori: con un numero verde dedicato, mettendo a disposizione consulenze di professionisti, favorendo sia le richieste di rimborsi economici ai nostri imprenditori che l'accesso al credito e la sospensione dei mutui. Siamo inoltre l'unica associazione di categoria che ha una struttura dedicata solo ed esclusivamente al racket e usura con lo sportello "Sos Impresa". La collaborazione con le Istituzioni, con il Prefetto e con le forze dell'ordine è fondamentale per tutelare a 360° le imprese, per questo li ringrazio per la presenza qui in assemblea, ma ancor di più per l'impegno profuso».

Schiavo ha parlato anche dei progetti per il futuro: «Il nostro mondo associativo dovrà dare ancor più supporto alle imprese, fornendo loro nuove opportunità soprattutto in campo tecnologico, realizzando accordi di sviluppo con sistemi di vendita on-Line per ogni tipo di prodotto, in modo da avere più armi per combattere. Confesercenti chiede alla politica di sgravare le imprese dall'enorme pressioni fiscale: le nostre attività non possono pagare 56% di tasse per competere o per sopravvivere, superando la media nazionale. Sarà fondamentale sfruttare a dovere le risorse del Pnrr: è una sfida che occorre vincere per dare spinta economica, sopperendo alle infrastrutture che non abbiamo. Gli imprenditori di Napoli anelano a essere imprenditori centrali in Italia e non periferici».

Alla riunione, tenutasi presso il Salone dei Principi dell'Hotel "Napolit'amo", sono intervenute importanti personalità e rappresentanti delle Istituzioni, quali Marco Valentini, Prefetto di Napoli, Giuseppe La Gala, Generale dell'Arma dei Carabinieri e comandante provinciale, Ciro Esposito, Comandante della Polizia Locale, Rosa Galiero, assessore del Comune di Napoli e il colonnello Luigi Pardi del comando provinciale della Guardia di Finanza.

«La cooperazione tra gli uffici di governo e le associazioni come Confesercenti è per noi molto importante – ha riferito nel suo intervento il Prefetto Marco Valentini-, e il dialogo tra di noi è stato sempre attivo, anche in pieno lockdown, quando abbiamo ricevuto in Prefettura 40 delegazioni di categoria associate a Confesercenti. E' stato un termometro importante per cogliere le angosce e i problemi di tanti che ci siamo premurati di trasferire in modo tempestivo a livello nazionale. In questa fase di rilancio sarà ancora più importante collaborare: uno dei temi significativi resta la lotta al racket e all'usura e in tal senso l'esistenza da 5 anni dello sportello "Sos Impresa" di Confesercenti è di rilievo. Senza denuncia è difficile sfidare questo reato sommerso. I casi però sono in calo e registriamo con fiducia il dato che la Campania è al primo posto in quanto a finanziamenti per supportare le vittime di questi reati. Gli altri due profili di legalità da combattere sono le infiltrazioni della criminalità, che prova ad approfittare della vulnerabilità degli imprenditori o del flusso di finanziamenti in arrivo, e l'abusivismo e il lavoro nero. Ecco perché la collaborazione tra le Istituzioni, le forze dell'ordine e le associazioni come Confesercenti è quantomai essenziali e per questo mi auguro che in futuro sia sempre più stretta».

«Il nostro obiettivo è fare in modo che tutti possono affidarsi e fidarsi della forze dell'ordine, siano essi cittadini o imprenditori. La nostra presenza qui oggi – ha riferito Giuseppe La Gala, Generale dell'Arma dei Carabinieri- serve proprio per rafforzare ulteriormente il legame che ci deve essere con le aziende, anche perchè sul territorio di Napoli in particolare abbiamo ben 100 stazioni dei carabinieri».

Infine l'assessore al Commercio e alle attività produttive del Comune di Napoli, Rosaria Galiero, ha detto: «È un grande orgoglio essere qui. Quando ho ricevuto l'incarico di assessore, la prima associazione di categoria con cui ho avuto contatti è stata Confesercenti. E quando è scoppiata la pandemia, una delle prime telefonate è stata quella del Presidente Schiavo che mi disse: "di cosa avete bisogno?". Quello che abbiamo dimostrato in questo periodo di sofferenza è che fare comunità, lavorare insieme, ci dà una forza incredibile. Costruire una rete tra istituzione e cittadini che credono nel territorio fa la differenza. Durante la pandemia Confesercenti ha svolto un lavoro fondamentale. Con il presidente Schiavo c'è sempre stato un confronto leale e schietto. Anche quando non siamo stati d'accordo, come amministratori abbiamo sempre riconosciuto a Confesercenti grande coerenza».

ALCUNI DATI DEL DOSSIER CONFERSERCENTI - Tra marzo 2020 e marzo 2021 sono stati 119 i giorni di chiusura- a causa della pandemia- delle imprese in Campania, peggio solo 8 regioni in Italia (provincia di Bolzano 154, Abruzzo 146, Toscana 143, Umbria 139, Valle d'Aosta 128, Lombardia e Puglia 123). I ristori assicurati dal Governo sono stati in media di 3mila euro alle aziende: in media 2773 dal Dl rilancio, 3792 da Dl Ristori, 2475 dal Dl Agosto (centri storici). Le imprese a rischio chiusura nel 2021 in Campania sono oltre 7mila: secondo il dossier di Confesercenti sono 5102 quelle a rischio nei pubblici esercizi e 2190 nei settore commercio-moda.

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AIUTI DI STATO E DICHIARAZIONI REDDITI, IMPOSTE 2021 E RINVIO: STOP AL CAOS, COMMERCIALISTI SALERNO INVOCANO LA SEMPLIFICAZIONE

  • Scritto da Gilda Camaggio

Salvatore Giordano o

Scadenze disallineate, circolari di 500 pagine e più da studiare e applicare in 5 giorni, rinvii 'last minute', obblighi farraginosi, ripetitivi e inutili per un fisco sempre più lontano dalla agognata semplificazione: è il quadro disarmante con cui in queste ore sono alle prese i contribuenti e, per loro, i professionisti, segnalato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperi Contabili di Salerno. A partire dal solito ultimo rinvio a scadenza imminente, comunicato solo nella serata di ieri, del versamento delle imposte 2021 (saldo e acconto di IRPEF, IRES, IRAP e imposte sostitutive) deferito dal 30 giugno al 20 luglio, e anche quest'anno teoricamente disallineato dall'invio delle dichiarazioni dei redditi fissata al 30 novembre, ma la cui compilazione è evidentemente propedeutica al calcolo delle imposte stesse.

"Nonostante fosse nell'aria da settimane, si è aspettato il giorno prima della scadenza per comunicare la proroga dei versamenti relativi alla dichiarazione dei redditi 2021 – sottolinea il presidente dell'ODCEC Salerno Salvatore Giordano – come al solito praticamente sul filo del rasoio e per concedere solo 20 giorni di tempo in più per pagare l'importo dovuto. Ancora una volta, comunque, ci troviamo a lavorare nella situazione paradossale di due adempimenti strettamente correlati ma tecnicamente sfalsati. E nel mentre che Il MEF decretasse tale proroga, i professionisti erano e restano alle prese con la guida dell'Agenzia delle Entrate, ben 539 pagine di istruzioni divulgate con una circolare solo il 25 giugno, e soprattutto con le problematiche inerenti all'applicazione degli obblighi dichiarativi per i c.d. "Aiuti di Stato" e altri adempimenti a carico dei contribuenti".

Sul tema aiuti di Stato, in particolare, Giordano evidenzia che "la misura è davvero colma". "Basandosi sulla normativa pre-covid vigente, quando dunque i sostegni erano per lo più 'eccezionali' rispetto alla platea contribuente – spiega il presidente dei commercialisti salernitani - viene richiesto a tutti i percettori di bonus, agevolazioni e sostegni causa pandemia di riportarli in ripetute sedi dichiarative: apposito prospetto nel quadro RS del Modello Redditi PF (persone fisiche), Modelli IRAP per Società di Capitali, delle Società di Persone e assimilate, quadro RU per i titolari di partita IVA. Solo per quest'ultimo quadro per ciascuna agevolazione va compilato un apposito modulo indicando il codice identificativo del bonus, l'ammontare del credito ricevuto e dell'eventuale credito residuo proveniente dalla dichiarazione dell'anno precedente nonché, infine, il credito spettante nel periodo di riferimento della dichiarazione. La compilazione dei quadri RS e RU si rende obbligatoria anche nel caso in cui i singoli aiuti siano i medesimi e siano già stati indicati dai contribuenti in altri quadri del modello Redditi, pena l'illegittimità della fruizione dell'aiuto individuale ricevuto. Tenuto conto che sono ben 45 gli aiuti di Stato ai quali sono stati attribuiti i relativi codici numerici con abbinato il riferimento della norma che li ha singolarmente istituiti, è facile intuire come tutto ciò è in stringente contrasto con la Legge n.212/2000, il c.d. Statuto del Contribuente, che prevede sia tempestività e facile comprensione degli obblighi dichiarativi sia la semplificazione anche quantitativa degli stessi specie quando documenti e informazioni richiesti sono già in possesso dell'amministrazione finanziaria. Che è proprio il caso dei bonus, sostegni, agevolazioni e contributi a fondo perduto, richiesti per istanze telematiche ed elargiti in questo anno e mezzo di pandemia, assolutamente già conosciuti dall'Agenzia delle Entrate che, nonostante ciò, chiede siano riportati in più quadri dei Modelli dichiarativi e senza alcun scopo di determinazione di imposte da versare, data la loro totale esenzione da qualsiasi tassazione".

Richiamando proprio due punti centrali dello Statuto del Contribuente, che prevede che "l'Amministrazione finanziaria assume iniziative volte a garantire che i modelli di dichiarazione, le istruzioni e, in generale, ogni altra propria comunicazione siano messi a disposizione del contribuente in tempi utili e siano comprensibili anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria e che il contribuente possa adempiere le obbligazioni tributarie con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli" e che "al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell'amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente", si è mosso anche il Sindacato italiano Commercialisti.

"Il Sindacato – conclude Giordano – ha già chiesto all'Agenzia e al Ministero delle Economia e delle Finanze di intervenire al fine di prendere gli opportuni e rispettivi provvedimenti a tutela ed in difesa dei contribuenti ed in particolare per ricevere indicazioni ufficiali circa le modalità di corretto adempimento degli obblighi tributari, nei limiti di quanto non in possesso dalla Pubblica Amministrazione così da poter, nello stesso tempo, evitare possibili implicazioni anche di carattere sanzionatorio per violazioni in materia. Ma la speranza di una risposta celere e tempestiva nel nostro Paese è sempre più una chimera ".

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