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CONFESERCENTI NAPOLI-FIEPET: «BARETTI DI CHIAIA, PEDONALIZZAZIONE OPPORTUNITA’ DI RILANCIO ECONOMICO».

  • Scritto da DGS

Fiepet-Confesercenti

La Fiepet-Confesercenti di Napoli valuta molto positivamente la decisione presa dal Comune di Napoli, attraverso un'ordinanza, di pedonalizzare via Bisignano. Secondo la Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici legata a Confesercenti Campania, l'istituzione di quest'area pedonale urbana produrrà un effetto di decongestionamento indispensabile per ridurre gli assembramenti in una delle vie più frequentate nel cuore della zona dei cosiddetti Baretti di Chiaia. L'Apu di via Bisignano resterà in vigore fino al 30 settembre prossimo dalle ore 14:00 alle ore 6:00 del giorno successivo.

«Confesercenti sottolinea – afferma Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania – il grande lavoro portato avanti dalla Fiepet per la tutela e lo sviluppo dei territori cittadini e delle attività che ivi hanno investito. La pedonalizzazione di via Bisignano è un atto di civiltà nei confronti di residenti e delle aziende: quell'area, già naturalmente un "salotto", aveva bisogno anche di questo atto per acquisire ancora maggiore valore e aumentarne l'accoglienza. Per le attività commerciali che hanno investito in quella zona si tratta di una grande opportunità per rilanciare la propria economia e quella del territorio. La pedonalizzazione è l'ulteriore dimostrazione che a Napoli se le istituzioni lavorano di concerto come le associazioni di categoria si trovano sempre le soluzioni migliori per la città e i suoi abitanti».

Anche il vicepresidente di Fiepet-Confesercenti Napoli, Roberto Biscardi, non nasconde la propria soddisfazione: «Siamo molto contenti perché riteniamo che rendere pedonale una strada frequentatissima dai più giovani come via Bisignano, potrà essere di grande aiuto per le attività commerciali in genere e in particolare per le attività di somministrazione. Anche per i residenti della zona siamo certi che rappresenti un passo avanti dal momento che le attività serali, bar, vinerie, birrerie, etc., hanno accettato di buon grado di anticipare l'orario di chiusura di un'ora (alle ore 01:00 dalla domenica al mercoledì e alle ore 02:00 dal giovedì al sabato) così come previsto nell'ordinanza sindacale. Il nostro augurio è che la sperimentazione di questa Apu funzioni e che si trovi il giusto equilibrio tra le tutte le parti in causa. Siamo francamente stupiti dal fatto che la municipalità abbia dichiarato di voler valutare un ricorso al Tar. Noi restiamo convinti che questa ordinanza possa rilanciare l'economia del quartiere e aiutare gli esercenti a far rispettare le misure anti-Covid al punto che ci auguriamo che si possa allargare anche ad altre strade del quartiere Chiaia».

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SRA: “Ricorreremo al Tar per far valere le nostre ragioni e la validità del nostro operato”

  • Scritto da SRA srl

Conferenza SRA

I vertici dell'azienda con sede e stabilimento a Polla (SA) portano alla luce le evidenti contraddizioni dell'operato sia delle istituzioni tunisine che di quelle italiane, ree di aver prima dato assenso alla spedizione di rifiuti dalla Campania alla Tunisia e poi intimato il ritiro del carico, in deperimento da 6 mesi sulle banchine del porto di Sousse, senza motivo.

"Combatteremo i nostri detrattori presso tutte le sedi legali, nazionali ed internazionali". I vertici della Sviluppo Risorse Ambientali Srl di Polla, provincia di Salerno, sono chiari. È stata necessaria una conferenza stampa ieri mattina, presso il Family Center di Polla, nella quale si è voluto assolutamente ribadire l'estraneità ai fatti, riportati per lo più da fonti stampa e fortemente pregiudicanti l'immagine dell'azienda, senza un minimo di prova. Al tavolo l'amministratore unico della Sra Srl, Antonio Cancro, i membri del Cda, Federico e Alfonso Palmieri e i due legali dell'azienda, Giorgio e Francesco Avagliano.

"In tali notizie si parla di tratta dei rifiuti tra Italia e Tunisia e si dipinge la Sra come la solita organizzazione criminale del Sud Italia che cerca di sbarcare il lunario inviando rifiuti di ogni genere in Africa. Una storia però che non corrisponde alla realtà ma soltanto alla pura fantasia, dettata tra l'altro dall'assenza di ogni minima prova che testi la veridicità di tali asserzioni" ha affermato l'amministratore Cancro.

"Gravissimo che la Regione Campania, senza nessuna, ribadiamo, nessuna motivazione, né documento ufficiale, né comunicazione anche informale, abbia intimato alla Sra di riportare in Italia ben 12000 tonnellate di rifiuti, destinate all'azienda tunisina Soreplast per il trattamento e il recupero dei materiali – ha precisato Alfonso Palmieri che prosegue - Il tutto a seguito di una imbarazzante mail (inviata tramite Gmail e allegata al comunicato stampa) di un sedicente referente del ministero tunisino, mai effettivamente posta al vaglio delle autorità competenti per una identificazione. E a nulla sono servite le richieste di spiegazioni (non tramite gmail ma tramite PEC) dell'azienda SRA all'indirizzo delle autorità tunisine, dell'Anged, della Regione Campania e di tutti i ministeri, tunisini e italiani, coinvolti".

Serve però fare ordine con i fatti. Tutti certificati da documenti, PEC, analisi e quanto occorra per definire questa situazione surreale.

Chi è SRA Srl e qual è il suo settore

Sviluppo Risorse Ambientali Srl (SRA) è una società società autorizzata allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti con sede a Napoli e Polla (SA). Nell'area industriale del piccolo comune del Salernitano vi sono anche gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti di cui la società, impiegante ben 150 operatori, si occupa.

L'impianto, è bene ricordarlo, è soggetto a periodici controlli ispettivi ed ha con sé tutte le autorizzazioni rilasciate dall'autorità competente in materia, in questo caso la Regione Campania (vedi allegato per gli approfondimenti tecnici).

LA CRONOLOGIA DEI FATTI

10 gennaio 2020

La SRA Srl, in forza di un contratto con la ditta Soreplast Suarl di Sousse, Tunisia, ha inoltrato alla Regione Campania formale istanza per il rilascio di un decreto autorizzativo per notifica transfrontaliera rifiuti, secondo il regolamente CE 1013/2006. Il carico, previsto dal contratto regolarmente sottoscritto tra le due aziende, prevede il trasporto, presso il porto di Sousse, di 12mila tonnellate di rifiuti, identificati nel CER (Catalogo Europeo Rifiuti) col codice identificativo 19.12.12. Tale codice si riferisce alla categoria di "Altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli alla voce 19.12.11 (contenenti sostanze pericolose).

13 gennaio 2020

La Regione Campania ha trasmesso la comunicazione di avvio del procedimento.

23 gennaio 2020

La Regione Campania ha inoltrato plico documentale all'API-SOUSSE, quale autorità di destino in attesa di risposta. In seguito, come vedremo, si scoprirà che l'Autorità competente è l'ANGED).

12 marzo 2020

La Regione Campania ha comunicato alla Sra Srl di aver ricevuto il plico dalle Autorità tunisine che, in risposta, comunicavano di "aver intrapreso una fase di interlocuzione col Consolato tunisino di Napoli per chiarire le problematiche connesse all'individuazione dell'autorità di destinazione in Tunisia.

14 aprile 2020

La Regione Campania ha trasmesso alla scrivente e per conoscenza a tutte le Autorità (compresa l'Anged), il decreto autorizzativo n.76 col quale si autorizzava, per l'appunto, la spedizione transfrontaliera della prima quota di rifiuti, per un totale di 6000 tonnellate, pari alla metà dell'intero carico.

8 luglio 2020

La Regione Campania ha rilasciato il decreto n.153 col quale si autorizzava la seconda spedizione transfrontaliera, comprendente le restanti 6000 tonnellate di rifiuti, codice CER 19.12.12, previste dal contratto con la Soreplast.

Il primo carico, composto da 70 containers imbarcati presso il porto di Salerno, è stato regolarmente sbarcato quindi nel porto di Sousse dove le autorità tunisine hanno provveduto ad accettare la consegna e permettere alla società Soreplast di recuperare i materiali. Fondamentale rimarcare come delle 1976 tonnellate circa di rifiuto recuperate dalla società tunisina, ben 1841 siano state lavorate per essere reinserite nel processo industriale, a dimostrazione dell'elevata qualità del rifiuto pari al 95% del carico, ben oltre quindi le previsioni.

16 settembre 2020

Con una nota, la Regione Campania ha richiesto alla SRA Srl le motivazioni che, secondo il SISPED (Sistema informatico di raccolta dati per le ispezioni sulle spedizioni) avevano portato al completamento della movimentazione di sole 70 unità (containers) rispetto alle previste 212.

Con una PEC inviata dalla SRA Srl alla Regione Campania lo stesso 16 settembre 2020, sono state messe in evidenza e a disposizione dell'Ente regionale i dettagli dell'accordo stipulato anche tra la Soreplast e l'Anged (l'Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti che lavora per il Ministero degli Affari Locali e dell'Ambiente tunisino) per la ricezione dei rifiuti suddetti. In tale documento sono stati inclusi anche il "Registro di monitoraggio dei rifiuti non pericolosi", timbrato e vidimato dalle autorità locali tunisine, insieme all'elenco completo di tutte e 70 le movimentazioni completamente provviste di documentazione.

Si riporta, inoltre, come le rimanenti 142 unità fossero rimaste bloccate nel porto di Sousse a causa dell'emergenza Covid-19 e degli allagamenti che hanno colpito in quel periodo la città portuale tunisina, nonché alla riduzione lavorativa dei mesi estivi. Nella stessa risposta, l'azienda ha comunicato all'ente regionale la volontà di inviare, il 21 settembre successivo, un delegato per capire la reale condizione del carico, a Sousse.

22 ottobre 2020

Arriva dalla Regione Campania la notizia della sospensione dell'autorizzazione n.153 dell'8 luglio, a seguito della notizia della mancata movimentazione delle restanti 142 unità.

28 ottobre 2020

La Sra, a seguito della nota della Regione Campania, evidenzia con forza come il fermo delle spedizioni, avvenuto in Tunisia senza motivazioni di sorta, né provvedimenti di diniego dalle autorità tunisine. Nella stessa mail si richiedeva all'Ente regionale di provvedere all'attivazione di un canale con le autorità nordafricane per sbloccare quanto prima l'anomala situazione.

3 e 15 dicembre 2020

Nemmeno l'invio, per ben due volte, di un delegato della SRA Srl nella città di Sousse è riuscito a comprendere le motivazioni di tale fermo, nonostante si accompagnasse ad un legale. Una "momentanea interruzione", è stato specificato dalle autorità competenti tunisine, ma nessuna svolta nel corso degli eventi.

Dopo "soli" due mesi, il 3 ed il 15 dicembre, le autorità competenti sono tornate a farsi vive tramite due mail nelle quali si richiedeva, tramite un presunto funzionario governativo, il "Sig. Abderrazak Marzouku" il rientro tassativo dei rifiuti in Italia. Le motivazioni addotte e contestate fortemente dalla SRA sono quelle previste dall'articolo 9 della Convenzione di Basilea riguardante il divieto di introduzione transfrontaliera di RIFIUTI URBANI Y46.

17 dicembre 2020

Con ampio stupore, la Regione Campania, pur evidenziando e ribadendo quanto i propri atti amministrativi legati al trasporto in Tunisia del carico siano stati leggittimi e quindi non revocando le autorizzazioni, ha intimato, solo due giorni dopo, il 17 dicembre, il rientro dei rifiuti dalla Tunisia in Campania. In più, tale mossa prevedrebbe, in quota solidale tra azienda e Regione, il pagamento della sosta dei containers nel porto di Sousse, di proprietà della ditta Arkas, per un totale di circa 6 milioni d'euro, pari a 26mila dollari al giorno.

La situazione attuale

La Sra Srl non ha, al momento, alcuna intenzione di procedere col recupero del carico di rifiuti. A meno che non si apra una procedura in contraddittorio nella quale vi siano ampie garanzie sia dell'incolumità dei propri delegati in territorio tunisino, da parte delle autorità tunisine quanto di quelle italiane, sia della presenza di un giusto procedimento che tenda ad accertare cosa sia successo e cosa abbia portato a tali scelte. La Sra in tutti i punti salienti della vicenda, ha presentato costantemente documentazioni e fotografie certificate. Sono state, ad esempio, più di 2500 le foto fatte al contenuto di tutti i containers in oggetto, prima dell'imbarco per la Tunisia. Report fotografico effettuato in presenza di funzionari doganali e altro personale esterno all'azienda.

La difesa dell'azienda. Via libera al ricorso al Tar mentre si prepara battaglia sul fronte internazionale.

"Siamo in piena caccia alle streghe – hanno dichiarato i legali della Sra Srl, Francesco e Giorgio Avagliano – Ad oggi ci accusano delle peggiori nefandezze, di traffici di rifiuti tra Italia e Tunisia. Abbiamo letto notizie infanganti il nome di un'azienda che, nel suo piccolo, è un fiore all'occhiello per quanto riesce a fare in un territorio già martoriato dall'emergenza rifiuti. E che ha continuato a lavorare anche durante l'emergenza Covid, senza sosta. Le notizie che ci pervengono dalla Tunisia, in un clima politico rovente infine, ci fanno temere per un invio di nostri delegati. Il ministero degli Esteri italiano non si è palesato, nonostante sia stato interpellato. La Regione non ha sconfessato le sue azioni ma allo stesso tempo ha intimato il rientro dei rifiuti, senza motivo, accettando addirittura di pagare milioni senza offrire una risposta adeguata né resistenza. In più, teniamo a precisare, l'azienda dovrebbe riportare in Italia rifiuti che sono presumibilmente stati irrimediabilmente compromessi dall'apertura dei sigilli dei containers senza la presenza di nessun delegato della Sra. Tali affermazione derivanti dalle mail di un personaggio mai identificato e spacciatosi per referente del Governo tunisino, sono tutte da dimostrare, dato che nessun delegato Sra è stato presente alla presunta (e mai comunicata) apertura dei containers, con tanto di rottura illegale dei sigilli. Fatto gravissimo, in quanto non è stata possibile nessuna forma di contraddittorio. La domanda è: chi assicura che il rifiuto non sia stato contaminato lì in Tunisia? Dovremmo infine riportarlo in Italia nonostante non si sappia cosa contenga ora? La paura di Sra è che chiunque potrebbe aver contaminato di proposito i rifiuti contenuti all'interno del carico, per tanto l'azienda si batterà per difendere la sua innocenza in tutte le sedi, constatando che servono prove serie e non unilaterali per infangarne il nome. Poiché il provvedimento di ritiro del carico è partito dalla Regione Campania, a giorni presenteremo il ricorso al Tar di Napoli. Ma non escludiamo di intraprendere anche altre vie, tra cui quella relativa alle controversie internazionali".

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Draghi: “Risposte all’altezza della situazione”. E il suo “whatever it takes” funziona anche per l’Italia digitale?

  • Scritto da key4biz

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Mario Draghi è il premier incaricato per la formazione del nuovo governo. Ha accettato l'incarico dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e "scioglierò la riserva al termine delle consultazioni", ha detto l'ex presidente della BCE.


Le sfide di Draghi: "Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rilanciare il Paese"

Di seguito l'intervento di Mario Draghi al termine del colloquio con il capo dello Stato.

"È un momento difficile. Il Presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria, con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull'economia, sulla società.

La consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all'appello del Presidente della Repubblica.

Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide che ci confrontano.

Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Unione Europea, abbiamo l'opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale.

Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e, con essa, la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all'appello del Presidente della Repubblica".

Dopo aver salvato l'euro, Super Mario userà al meglio i fondi del NextGenerationEU?

Draghi, dopo aver salvato l'euro, riuscirà anche ad affrontare e sconfiggere la pandemia e a mettere a punto un formidabile Recovery plan per ricevere tutti i fondi, oltre 200 miliardi, previsti dalla Commissione europea all'Italia attraverso il Next Generation EU per rendere il nostro Paese più resiliente alle pandemie e più digitale, più green e più innovativo?

Questa è la domanda che si fanno ora gli italiani.

Come affrontare le emergenze: sanitaria, sociale, economica, finanziaria?

Se l'ex presidente della Banca Centrale Europea dovesse riuscire a formare un nuovo governo, di "di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica", ha indicato ieri sera Sergio Mattarella, con la fiducia del Parlamento e quindi con il vento in poppa, in che modo andrebbe a fronteggiare le gravi emergenze che il Paese sta affrontando: sanitaria, sociale, economica, finanziaria?


Il "whatever it takes" funziona anche in politica?

Il riferimento è alla celebra frase del discorso tenuto a Londra, a luglio 2012, da Mario Draghi, allora presidente della BCE, per dire, a tutti – mercati compresi – durante la crisi dell'eurozona, che durante il suo mandato "la Bce preserverà l'euro, costi quel che costi" (whatever it takes), che può essere inteso anche "farà tutto ciò che è necessario". E poi ha aggiunto: "E, credetemi, sarà abbastanza".


Il metodo Draghi del "tutto ciò che è necessario" anche per digitalizzare l'Italia?

Il metodo Draghi del "tutto ciò che è necessario" verrebbe applicato, qualora dovesse diventare premier, per esempio, per accelerare la trasformazione digitale dell'Italia puntando sulla Sanità davvero digitale, la telemedicina, la fibra ottica, il 5G, il cloud computing, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, l'istruzione e la ricerca? Questi sono i settori chiave in cui sarà possibile investire i fondi inseriti dal Governo Conte bis nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il 12 gennaio scorso.

Il discorso di Draghi nel 2020 sulla digitalizzazione: "È divenuta necessità"

Alcuni indizi sulle eventuali politiche di un governo Draghi su digitale, istruzione e ricerca li troviamo nel discorso di Mario Draghi al Meeting di Rimini 2020, dedicato alla ripartenza economica e sociale dell'Italia e dell'Europa. Draghi in quell'occasione tra le leve fondamentali per costruire il futuro ha indicato: l'istruzione e la formazione delle nuove competenze per i giovani, innovazione, ricerca e digitalizzazione.

"La digitalizzazione, imposta dal cambiamento delle nostre abitudini di lavoro, accelerata dalla pandemia, è destinata a rimanere una caratteristica permanente delle nostre società. È divenuta necessità", ha detto l'anno scorso l'ex presidente della Banca centrale europea.

"Il debito 'buono' sarà sostenibile se investito nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione e nella ricerca"

In quell'occasione Mario Draghi ha introdotto il termine di debito "buono" per indicare la sostenibilità degli investimenti per fini produttivi, come nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca e altri impieghi.

Testualmente l'ex presidente della Bce ha detto: "La ricostruzione di questo quadro in cui gli obiettivi di lungo periodo sono intimamente connessi con quelli di breve è essenziale per ridare certezza a famiglie e imprese, ma sarà inevitabilmente accompagnata da stock di debito destinati a rimanere elevati a lungo. Questo debito, sottoscritto, comprato, da Paesi, istituzioni, mercati e risparmiatori. E questo debito sarà sostenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi. Ad esempio investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca e altri impieghi. Sarà considerato 'debito buono'.

Qualificazione professionale per i giovani, non solo sussidi

È fondamentale "dare di più ai giovani". Questo è il vero messaggio lanciato all'allora dall'ex governatore di Bankitalia.

Ma in che modo? Draghi boccia i sussidi a pioggia, "perché finiranno" e ha indicato nella qualificazione professionale la scelta politica migliore per garantire un futuro all'Italia. Con lui finiranno reddito di cittadinanza e gli altri bonus e ristori erogati dallo Stato?

Come dare di più ai giovani?

"Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri", ha detto Mario Draghi durante il convegno.


"Investire nella preparazione dei giovani per disegnare il futuro"

"Dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro", ha concluso Mario Draghi al Meeting di Rimini 2020.
Oggi, febbraio 2021, tocca a lui.

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Codice Comunicazioni Elettroniche, Italia messa in mora dalla Ue per mancato recepimento

  • Scritto da key4biz

bandiera ue

La Commissione Ue ha avviato la procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per il mancato recepimento del nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Il termine di recepimento scadeva il 21 dicembre 2020. Non siamo soli, visto che ci sono altri 23 Stati membri che non hanno recepito le nuove norme Ue sulle Tlc. Ma quello che è più grave per il nostro paese è soprattutto la mancata trasposizione nella nostra normativa del modello di operatore "wholesale only" (quello adottato in Italia da Open Fiber), che sancisce a livello giuridico la separazione in Europa dei fornitori di servizi di rete fissa all'ingrosso dai fornitori di servizi retail.

Una mancanza grave, dal momento che il modello wholesale only e le agevolazioni in capo agli operatori che adottano questo modello sono fra le principali novità del nuovo Codice.

"Il codice – si legge nel comunicato della Commissione – garantisce inoltre standard più elevati per i servizi di comunicazione, comprese comunicazioni di emergenza più efficienti e accessibili, e consente inoltre agli operatori di beneficiare delle norme che incentivano gli investimenti nelle reti ad altissima capacità e di una migliore prevedibilità normativa, con il risultato di servizi e infrastrutture digitali più innovativi".


Non siamo soli

A oggi solo la Grecia, l'Ungheria e la Finlandia hanno notificato alla Commissione di aver adottato tutte le misure necessarie per il recepimento della direttiva, dichiarando così di aver completato il recepimento.

La Commissione ha pertanto inviato lettere di costituzione in mora a Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Svezia chiedendo loro di adottare e notificare le misure pertinenti. Gli Stati membri dispongono di 2 mesi per rispondere.


Wholesale only quali benefici?

In primo luogo, il nuovo Codice delle comunicazione elettroniche ha riconosciuto che i rischi della competizione possono essere minori in presenza di operatori wholesale only rispetto agli operatori verticalmente integrati. Il nuovo codice prevede una regolamentazione di favore per gli operatori wholesale only che hanno un significativo potere di mercato. E' stato riscontrato che la presenza di una rete passiva wholesale only ha l'effetto di ampliare l'offerta di servizi e di promuovere la concorrenza sul fronte del mercato retail.

Il nuovo codice è entrato in vigore ufficialmente il 20 dicembre 2018. Da allora, a più riprese, se ne è chiesta la trasposizione in Italia.


Stimolare investimenti in reti ultraveloci

Le nuove norme, scrive l'Ansa, aggiornano il quadro europeo delle tlc per migliorare le scelte e i diritti dei consumatori, garantire standard più elevati dei servizi e stimolare gli investimenti nella realizzazione di reti ad altissima capacità (Vhcn, Very high capacity network) fisse, mobili e wireless (con la fibra ottica indicata come benchmark), promuovendo la concorrenza nella fornitura delle reti.

Fra le novità regolamentari introdotte per centrare questi obiettivi, figurano il regime preferenziale accordato agli operatori wholesale-only attivi solo all'ingrosso e quindi privi di conflitti di interesse sul mercato retail, in virtù dei benefici che tale modello di business può apportare per la creazione di un mercato wholesale dinamico, con effetti positivi per la concorrenza nel mercato retail. Per le imprese designate come detentrici di un significativo potere di mercato (incumbent) la direttiva apre invece alla possibilità del "co-investimento" per la realizzazione delle nuove reti in fibra, prevedendo però una lunga serie di condizioni molto stringenti il cui rispetto deve essere valutato dalle autorità nazionali.

Il codice garantisce inoltre standard più elevati per i servizi di comunicazione, comprese comunicazioni di emergenza più efficienti e accessibili, nonché maggiori tutele per i consumatori, tra cui un modello standard per il riepilogo del contratto che gli operatori delle tlc dovrebbero fornire ai clienti europei.


Aggiornamento raccomandazione sui mercati rilevanti

La Commissione ha anche aggiornato la raccomandazione relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche, che devono ancora essere soggetti a regolamentazione a livello dell'UE. La raccomandazione, scrive la Commissione Ue, è un importante strumento normativo e di armonizzazione che consente alle autorità nazionali di regolamentazione (ANR) di incentrare il loro intervento normativo sui mercati dove la concorrenza non funziona ancora in modo efficace e persistono gravi carenze di mercato. Il suo obiettivo è pertanto salvaguardare la concorrenza, incentivare gli investimenti nelle reti e massimizzare i benefici per i consumatori. Mediante la regolamentazione dei mercati all'ingrosso tra i fornitori di servizi di comunicazione, i consumatori potranno beneficiare di prezzi migliori, di una maggiore disponibilità dei servizi e di nuove offerte.

Questo quarto riesame della raccomandazione mantiene nell'elenco due mercati all'ingrosso, ossia il mercato dell'accesso locale all'ingrosso per i servizi a banda larga destinati al grande pubblico, e il mercato dell'accesso all'ingrosso a una connettività dedicata, per gli usi commerciali che richiedono una connettività di qualità superiore.


Coinvestimento

La Commissione è netta nel dire che il coinvestimento è tale se i coinvestitori codeterminano le strutture di rete su cui investire, così da poter competere efficacemente in modo sostenibile.

Il considerando 198 della Direttiva 2018/1972 specifica che "[...] Tali coinvestimenti possono assumere varie forme, tra cui la contitolarità di strutture di rete o la condivisione del rischio a lungo termine tramite il cofinanziamento o accordi di acquisto. In tale contesto, gli accordi di acquisto che costituiscono coinvestimenti implicano l'acquisizione di diritti specifici relativi a capacità di carattere strutturale, che coinvolgono un grado di codeterminazione e consentono ai coinvestitori di competere efficacemente e in modo sostenibile a lungo termine nei mercati a valle in cui l'impresa designata come detentrice di un significativo potere di mercato è attivo. Al contrario, accordi di accesso commerciale limitati all'affitto di capacità non danno origine a tali diritti e pertanto non dovrebbero essere considerati coinvestimenti".

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STUDIO CONFERSERCENTI CAMPANIA: BRUCIATI 35 MILIARDI DI EURO IN UN ANNO, 20MILA AZIENDE FALLITE

  • Scritto da DGS

VINCENZO SCHIAVO FOTO 3

Un grido d'allarme potente e fragoroso arriva da Confesercenti Campania e dal suo presidente Vincenzo Schiavo: «La crisi politica attuale è inaccettabile, lo Stato faccia presto o avrà sulla coscienza altre imprese fallite e ulteriori migliaia di disoccupati».

Il momento è molto difficile e delicato, come evidenziano i dati raccolti dal "Centro Studi di Confesercenti". Le imprese in Italia attive sono oltre cinque milioni (5.149.000), delle quali il 30% sono del Sud Italia (1.712.000) e 495mila della Campania. Dopo un anno di lockdown e di crisi legata alla pandemia le imprese in default, perché hanno contratto debiti insanabili con banche, erario e che quindi stanno per fallire, sono 165mila. Di esse 20mila sono della Campania.

«Il dramma – spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania ma anche responsabile delle politiche per il Sud di Confesercenti - si amplifica se si pensa al fatturato "bruciato" in un anno. Nel 2020, solo nella nostra regione, sono stati persi 35 miliardi di euro, dei quali 16 miliardi nella città Metropolitana di Napoli che diventano 120 miliardi al Sud».


Le tipologie di imprese che perdono di più nel 2020 in Campania sono quelle legate a fiere e convegni (85-90% in meno in 12 mesi), seguite da cinema e teatri (80%), da alberghi e strutture ricettive extra alberghiere (tra il 60 e il 70%), agenzie di viaggio e tour operator (forbice 58-63%), informazione e comunicazione (60%), ristorazione (50-60%), eventi e filiera del wedding (50-60%), autonoleggio (50-55%) e moda (48-55%).
Al dramma delle aziende si aggiunge quello dei lavoratori: secondo lo studio di Confesercenti in Campania ci sono 2,6 milioni di persone che non lavorano, non hanno reddito e che non lo stanno cercando, tra cui 380mila disoccupati che hanno perso lavoro e che sono alla ricerca di un impiego.

«Con la prossima chiusura di 20mila aziende - dichiara Vincenzo Schiavo - nella nostra regione sono 60mila i lavoratori che perderanno il lavoro e che dunque si aggiungeranno alla quota già alta di disoccupati. Per questo il nostro grido d'allarme è: fate presto! L'attuale crisi politica è inaccettabile, in questo momento non avere un governo è una violenza ulteriore sulle attività d'impresa. Al Sud c'è bisogno di interventi mirati immediati, le aziende sono ancora in attesa dei ristori per sopravvivere e che dovevano arrivare già da tempo. Accade invece che gli imprenditori sono ancora in attesa che la politica si muova nella giusta direzione cogliendo l'urlo di dolore che arriva dal Paese. La responsabilità è di tutte le forze politiche, maggioranza o opposizione che siano. Urge il ristoro immediato per tutte le aziende». Per frenare l'emorragia economica il presidente Schiavo rilancia anche un'ulteriore proposta: «Gli imprenditori hanno bisogno di incassare, di fatturare per potersi rimettere in pista, per sostenere la forza lavoro e per tentare di recuperare il debito che hanno con le banche e con l'erario. Per farlo c'è bisogno di un "anno bianco", senza tasse, indispensabile per rimettere in moto l'economia, specialmente al Sud».

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