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Nasce Typicum per la valorizzazione del patrimonio gastronomico regionale

  • Scritto da Ilaria Cuomo

Typicum

Lo shopping online è ormai un'attività entrata prepotentemente nel nostro quotidiano. Con gli anni, infatti, si è riscontrata una crescita considerevole del commercio elettronico in cui le persone, passando la maggior parte del proprio tempo in casa, hanno familiarizzato sempre di più con le piattaforme digitali.

Ed è proprio da questa fotografia che nasce Typicum (https://www.typicum.com/), l'e-commerce di prodotti tipici italiani tutti scelti meticolosamente tra le eccellenze certificate dei territori d'Italia.

La startup nasce a Salerno, ma con un'anima che va da Sud a Nord, grazie all'entusiasmo e all'intraprendenza di tre giovani ragazzi, Fabrizio Mancuso, Alessandro Napoli e Francesca Varese, grandi estimatori della ricca gastronomia del bel Paese che hanno deciso di mettersi in gioco attraverso un ruolo attivo volto nella valorizzazione delle eccellenze territoriali.

«Ad oggi esistono molti e-commerce di prodotti locali, ma solo in pochi riescono a dare una vera esperienza regionale selezionata e di qualità. Per tale motivo, il nostro scopo è quello di dare la possibilità ai produttori di farsi conoscere ed ai clienti, invece, di offrire la gustosa opportunità di provare il meglio del nostro territorio grazie ad una meticolosa selezione al fine di assicurare la miglior qualità possibile».

Il viaggio virtuale nell'Italia dei sapori può iniziare da Typicum, quindi, dove è possibile ordinare prodotti della gastronomia italiana, suddivisa per regioni, saltando tutti i passaggi della consueta distribuzione.

Il portale vanta consolidati rapporti commerciali con stimati produttori italiani fornendo, sulla propria piattaforma, un catalogo di prodotti gastronomici ricercati e un blog/magazine ricco di approfondimenti riproponendo, così, un "mercato di piazza" in versione virtuale capace di raccontare tutta la bellezza della cucina d'Italia.

La selezione dei produttori è condotta con passione e con rigore seguendo tre rigidi parametri: sostenibilità, affidabilità e qualità. L'obiettivo è quello di offrire il meglio della buona tavola attraverso un semplice click e di dare la possibilità ai piccoli produttori locali di arrivare nelle case di tutti, poiché, vista l'emergenza epidemiologica causata da Covid-19, molti di loro non dispongono di una piattaforma e-commerce e, in questo modo grazie a Typicum, possono proseguire la propria attività.

I prodotti scelti vengono riposti all'interno di una food box (scatola alimentare) per fornire una reale esperienza culinaria regionale in cui la qualità dei prodotti viene garantita da un packaging creato ad hoc per il trasporto alimentare che assicura la freschezza e l'integrità dei prodotti.

La forza e l'innovazione di Typicum, poi, si riscontra anche nel servizio di spedizione gratuita e garantita su tutto il territorio italiano ed europeo con i migliori corrieri e con la tracciabilità del pacco in tempo reale.

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Grande successo per IlluminiAMO Salerno. "Peccato il Comune non abbia aderito" dice l'ideatore Pippo Pelo

  • Scritto da Silvia De Cesare

Foto Illuminiamo2La pioggia non spegne l'entusiasmo di IlluminiAMO Salerno che nel tardo pomeriggio di ieri ha dato il via ad una staffetta di balconi accessi che ha travolto l'intera città e non solo.
Impossibile contenere la gioia di quanti al countdown delle 19, esattamente come fosse Capodanno, hanno fatto a gara a collegarsi sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/groups/424097825651092) che porta lo stesso nome dell'iniziativa ideata da Pippo Pelo, per presentare il proprio balcone ma anche il condominio o il quartiere. Una time line invasa di gente di tutte le età live da ogni zona di Salerno, nessuna esclusa, che ha trasformato quell'accensione comune in un unico grande abbraccio. Un momento molto commuovente e toccante, segnato da tanti video muti in cui ha parlato la luce, come la lunga diretta silenziosa della signora Carmelina dal COVID Center Da Procida ha acceso la ghirlanda che Pippo le aveva fatto consegnare qualche giorno fa, o i collegamenti dei salernitani all'estero. Nella memoria collettiva, l'appuntamento di ieri è stato un modo per esorcizzare il momento difficile, sorridere alla speranza o alla semplice ed incontrastata bellezza del Natale.

Fra i tanti collegati in diretta, ovviamente, Pippo Pelo.
«Grazie – dice commosso – per tutte le emozioni che mi avete regalato e per il passaparola che si è creato così velocemente che è stato difficile da contenere, un tam tam impressionante anche tra chi non è social. Grazie alle aziende che ci hanno sostenuto e dato la possibilità di rendere IlluminiAMO anche un'iniziativa solidale, grazie ad OPEN che ci ha aiutato a raccogliere fondi per l'Ospedale di Salerno, grazie alla squadra delle mie ambasciatrici che hanno coinvolto intere famiglie ad accendere i propri balconi».
Dopo un mese la pagina Facebook supera i 14 mila iscritti. Su quel muro non si è mai spezzato il filo della partecipazione comune (con idee, suggerimenti e consigli di ogni tipo) quella bacheca è diventata un luogo dove chi non parlava da tempo ha trovato la forza di farlo, una chiamata a raccolta di persone desiderose di tornare a sorridere alla vita come la mamma di quel ragazzo morto a 16 anni nel 2018, che ha deciso di riaddobbare il balcone dopo due anni di buio profondo grazie all'energia contagiosa di tutti. Quel gruppo oggi è una grande famiglia, una comunità in stend by fino alla messa in opera di una nuova edizione di IlluminiAMo Salerno.


«Per me è stato un esperimento – conclude Pippo Pelo – che mi ha letteralmente travolto e riempito di gioia. Mi ha fatto notare che nella mia città c'è grande voglia di partecipazione, cosa che probabilmente non avviene da tempo. L'unico rammarico è il silenzio totale dell'amministrazione comunale che, a differenza di tante città italiane, non ha minimamente addobbato Salerno, neppure davanti le chiese. Peccato non abbia aderito neppure ad IlluminiAMO Salerno accendendo anche solo la facciata di Palazzo Guerra, ma è ancora in tempo. Noi non ci spegniamo fino alla Befana».

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NATALE: UN PASTO SOSPESO PER SAN FRANCESCO

  • Scritto da Rino Ferrara

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Anche per le festività natalizie, continua la raccolta fondi "Un Pasto Sospeso" per il convento di San Francesco di Cava de' Tirreni, con il patrocinio dell'Amministrazione Servalli e con il supporto delle associazioni del territorio.

" Da sempre la nostra mensa fornisce un pasto caldo a pranzo e cena a chi ne ha bisogno – afferma fra' Pietro Isacco, Padre Guardiano del convento – soprattutto in questo particolare momento di paure, tristezze e anche di grandi difficoltà di tante persone. Con un piccolo gesto caritatevole da parte di tutti, con un contributo minimo di € 2,50, attraverso una donazione in maniera semplice e immediata utilizzando gli strumenti che la tecnologia ci offre, possiamo sostenere questo impegno rivolto a chi più ha bisogno di aiuto e donare un sorriso per Natale ".

A promuovere l'iniziativa, le associazioni: Ordine Francescano Secolare di Cava de' Tirreni, Gifra, Agesci Gruppo Cava de' Tirreni 4, Farma e Benessere, Pietre Vive, Mani Amiche, Alema, La Misericordia, Antico Borgo, Forum dei Giovani, Università della Terza Età, Centro Studi sulla storia della Città di Cava de' Tirreni, Rotary Cava, Innel Wheel Cava, Osservatorio cittadino sulla Condizione delle persone con disabilità, Agorà, Caritas Diocesana, Coop Città della luna Onlus, Fondazione Sinapsi.

La raccolta, iniziata lo scorso mese di aprile, finora ha superato i 6700 euro, ed ha permesso di garantire oltre 60 pasti giornalieri agli ospiti della mensa.

Per effettuare la donazione basta collegarsi alla piattaforma internet "gofundme":

http://gofundme.com/f/un-pasto-sospeso

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Salerno: Le proposte delle imprese a sostegno del settore

  • Scritto da Cinzia Ugatti

serrande abbassateA seguito della crisi economica in cui si è ritrovato il nostro Paese per le conseguenze del Coronavirus, le imprese dell'artigianato e della piccola media impresa hanno subito ripercussioni gravissime che, in molti casi, hanno portato alla chiusura delle attività. Più volte le Associazioni di categoria sono scese in campo per far sentire la loro voce, per cercare di ottenere provvedimenti a tutela dei propri iscritti, ma, come spesso accade, troppe voci disunite, sebbene dicano concettualmente la stessa cosa, non sempre fanno un coro intonato. Ed è per questo che Casartigiani con il presidente Mario Andresano, CLAAI con il presidente Gianfranco Ferrigno, Confartigianato con il presidente Franco Risi e Unimpresa con il presidente Demetrio Cuzzola, hanno deciso di unire le loro voci e, insieme, portare avanti le istanze dei tanti imprenditori che, in questo momento di totale confusione, si ritrovano disorientati.

Le quattro Associazioni di categoria, pur mantenendo la loro univocità, vogliono portare avanti insieme le istanze del territorio dinanzi a tutti gli organi istituzionali affinché la loro voce possa avere un suono più forte ed un peso più consistente.

Tante le proposte che le Associazioni intendono portare al tavolo della trattativa istituzionale, anche perché il particolare momento storico ha portato a molteplici riflessioni relativamente a quanto si sta facendo per sostenere le imprese; ma le misure adottate, senza una prospettiva di rilancio ed un approccio economico di più ampio respiro, sono come acqua che non toglie sete, un rimedio momentaneo ed apparente che, di fatto, non garantisce un futuro.

Il ricorso allo smartworking o lavoro agile, ad esempio, non può significare la sospensione delle attività; invece gli imprenditori, allo stato attuale, si ritrovano a scontrarsi quotidianamente con uffici pubblici che rallentano o, in alcuni casi, addirittura bloccano l'iter burocratico per la presentazione di una pratica per la nascita e/o l'ampliamento di impresa, ma anche semplicemente per attività ordinarie che ugualmente necessitano di autorizzazioni e, tutto ciò, a danno dell'economia e di quegli imprenditori che ancora credono nel sistema e decidono di investire. Da qui la richiesta che si intervenga in tempi rapidi con riforme concrete e prospettiche per sburocratizzare tanti percorsi e alleggerire gli oneri che i privati non possono più sostenere. Un aiuto concreto ed inequivocabile, che garantisca alle imprese ristoro vero, potrebbe essere l'annullamento, per l'anno 2020 e 2021, delle imposte locali IMU TARITASI TOSAP. In subordine si potrebbe andare incontro agli imprenditori con la riduzione delle aliquote del 50% e la sospensione di tutti i versamenti dovuti, fino al 31/12/2021.

Altro punto spinoso della crisi economica causata dalla pandemia Covid-19 è l'impossibilità per tantissime micro imprese di accedere agli aiuti previsti dai vari DPCM che si sono succeduti. In particolare si fa riferimento a tutte quelle attività che, seppure rientranti nelle categorie economiche previste dagli allegati riferiti ai Codici ATECO, non hanno i requisiti richiesti in quanto esercizi avviati dopo il mese di aprile 2019, periodo di riferimento previsto dal Governo. Ed ancora, sebbene siano già stati apportati dei correttivi nell'ultimo DL "Ristori", molte di queste attività continuano ad essere escluse in quanto l'apertura della relativa partita IVA è datata negli ultimi mesi del 2018 anche se l'attività è iniziata nel corso del 2019. E' questo, in particolare, il caso di tutte quelle imprese nate nelle regioni del Mezzogiorno e che hanno aderito a sostegni statali come "Resto al Sud" che, nel dettaglio, prevedono la costituzione di società o di ditte individuali all'atto dell'approvazione pur senza erogazione finanziamenti che saranno erogati successivamente mediante la presentazione di stato di avanzamento delle attività previste dai progetti approvati. Un classico esempio è dato da quell'attività che ha presentato il progetto nel secondo semestre 2018 e che, dopo verifica dello stesso, ha ottenuto l'approvazione nel mese di ottobre dello stesso anno, potendo costituire la società, con iscrizione alla Camera di Commercio e apertura partita iva nel mese successivo ed ottenendo la delibera di finanziamento nel mese di marzo 2019.

Tra inizio lavori ed acquisto attrezzature, l'attività con incasso di corrispettivi o fatture di questa PMI è iniziata non prima del mese di ottobre 2019, il che vuol dire che questa azienda è sistematicamente esclusa da ogni beneficio nonostante abbia dovuto interrompere la sua attività a causa della pandemia. L'imprenditore di questo caso emblematico come potrà sopravvivere essendo venuto meno l'incasso di produzione e non potendo accedere ad alcun sostegno economico? In questa vicenda paradossale ci si ritrova con un'azienda che, nonostante sia stata verificata dallo Stato tramite, magari, Invitalia, non potrà sopravvivere con tutti gli immaginabili danni professionali e con lo stesso Stato danneggiato dal veder venir meno lo scopo per cui ha erogato finanze. Per questo si chiede ancora una volta di operare per una revisione del DL Ristori inserendo in tempi rapidissimi la possibilità di accesso ai benefici a tutte le Aziende rientranti in questi casi.

Occorre, alla fine, prendere atto che la crisi che si sta affrontando è stata sempre letta in termini economici come una perdita momentanea di fatturato. Invece "questa" crisi sta gravando sull'economia " relazionale", incidendo in maniera più lunga rispetto ai semplici giorni di chiusura e modificando comportamenti di acquisto e di utilizzo di servizi. Oltre ai vari indennizzi, va valutata, quindi, l'ipotesi della riduzione dei costi di utenze e di locazioni. Si è consapevoli che la norma non consenta la riduzione unilaterale dei costi di locazione (se così fosse l'eventuale aumento di fatturato dovrebbe comportare un aumento della locazione con la conseguente partecipazione del locatario al rischio aziendale); sarebbe pertanto opportuno che gli enti locali si facciano promotori di "tavoli di accordi" tra le associazioni dei proprietari di immobili e le associazioni datoriali in modo da raggiungere intese atte alla conservazione dei contratti.

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IlluminiAMO Salerno sdoppia le dirette: martedì 1 dicembre un'asta on line a favore di OPEN

  • Scritto da Silvia De Cesare

Foto Illuminiamo

Le dirette diventano due. Mentre una città intera si prepara ad accendere i balconi aderendo a IlluminiAMO Salerno, l'iniziativa ideata da Pippo Pelo in programma nel giorno dell'Immacolata, un appuntamento benefico precede il click unanime che vedrà la partecipazione di oltre 12.000 persone.
A meno di un mese dalla nascita del gruppo Facebook omonimo che il conduttore radiofonico metteva in piedi lo scorso 8 novembre, tantissime sono le idee, i suggerimenti e i commenti che si sono susseguiti sulla pagina. Tra queste quella degli amici di Op2Gadget che di loro spontanea volontà hanno voluto realizzare una shirt con il logo dell'iniziativa. Cento magliette che saranno battute all'asta da Pippo Pelo in una diretta social in programma martedì 1 dicembre alle 18.

«IlluminiAMO Salerno strizza l'occhio alla solidarietà – spiega la voce di Radio Kiss Kiss – e si aggancia a tendiAmolaMano, l'asta on line realizzata con il supporto del team di Inspire - heart&communication, l'area comunicazione del Consorzio ISMESS».

La base per ogni shirt è di 15 euro. Il ricavato andrà a OPEN, la onlus che da anni si adopera nel supportare le famiglie di bambini con difficoltà sostenendo la ricerca sui tumori solidi infantili. L'obiettivo è quello di dotare il reparto di pediatria dell'Ospedale San Giovanni Di Dio e Ruggi D'Aragona di una lavatrice, un'asciugatrice e un set di scalda biberon da mettere a disposizione dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, impossibilitati a tornare a casa a causa del Covid-19.

Ma non è tutto. Tra migliaia di messaggi c'è anche quello di SARA Assicurazioni che ha deciso di aderire ad IlluminiAMO Salerno. «Voglio ringraziare le aziende, piccole o grandi che siano – conclude Pippo Pelo - che si sono appassionate a questa mia idea e che mi stanno aiutando ad abbellire quella che ormai è una grande macchina organizzativa, siamo oltre 12 mila. Per questo ho deciso di destinare la generosissima donazione di 500 euro di SARA Assicurazioni, fortemente voluta dal direttore Enrico Giudice e dall'amico - gancio Enni Furlani, ai bambini oncologici sostenuti dall'Associazione OPEN Onlus. Aggiungeremo la cifra al ricavato dell'asta solidale delle magliette».


Per acquistare le t-shirt, basterà partecipare alla diretta e scrivere nei commenti la quantità di magliette desiderata e l'importo che si intende devolvere. I benefattori saranno contattati dal team di Inspire per ricevere le informazioni in merito alle modalità di pagamento e di ritiro delle t-shirt.

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