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Pozzuoli, le scoperte nella necropoli di Villa Elvira

  • Scritto da Giancarlo Piccolo

FB IMG 1585642712110Tra i gioielli della nostra amata Campania Felix spicca, in tutta la sua affascinante bellezza, l'antica necropoli paleocristiana di Villa Elvira a Pozzuoli.

Il sito archeologico è stato riportato alla luce grazie all'intervento della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei e lo scavo ha consentito di individuare un'area sepolcrale utilizzata sin dal II sec. d.C.

 

Tra le sepolture a fossa terragna con copertura alla cappuccina e mausolei con tombe a cassa ricavate nel pavimento, molto interessanti sono le tombe ad arcosolio, tipiche del periodo paleocristiano: se ne ritrovano esempi nelle catacombe napoletane di San Gennaro e San Gaudioso.
Degne di nota sono una deposizione a enchytrismos, di solito utilizzata per gli infanti, e quella di un cane in una tomba alla cappuccina.
Solo un defunto presenta corredo funebre ma si rileva la presenza di una moneta dell'epoca di Marco Aurelio (161 - 176 d.C.) nella tomba di un bambino di circa dodici anni.

Il visitatore può scorgere, ancora oggi, parte delle pitture parietali che denunciano sepolture di epoca paleocristiana. Tra gli affreschi, oltre alle immagini di un delfino, di un uccello, di un kantharos e di un melograno, di notevole interesse sono la presenza di un pastore e di un fungo: il primo é affiancato da due pecore.

Il motivo del pastore crioforo in ambiente rupestre, meglio noto come "Buon pastore", è spesso presente all'interno delle rappresentazioni paleocristiane: già nell'arte pagana il tema evocava la speranza di un aldilà di pace e felicità ma, sin dai primi anni del III sec., dilagherà un'interpretazione cristologica del soggetto.

Il motivo del fungo è, invece, molto più complesso.
In alcune rappresentazioni potrebbe trattarsi dell'Albero della Vita ma, dal confronto di questa con altre pitture sembra si tratti, forse, del cosiddetto Ovolo malefico (Amanita muscaria), un fungo utilizzato dagli antichi sciamani euro-asiatici per indurre stati alterati di coscienza. Secondo alcuni studiosi, la tradizione dell'uso di questo fungo dalle proprietà magiche è stata tramandata nell'arte e in altre forme simboliche rituali anche nella religione cristiana, seppur in forma esoterica. Restano, ovviamente, solo pure teorie.

Al momento, infatti, non esiste alcuna pubblicazione ufficiale riguardo l'antica necropoli, ma queste meraviglie del passato meriterebbero di essere analizzate con criterio e costanza. Attualmente è possibile visitare il sito solo durante eventi specifici perché esso si trova, oggi, sotto il pavimento vitreo della splendida Villa Elvira, un lussuoso ristorante di Pozzuoli.

Per maggiori informazioni www.archeoflegrei.it