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CIPOMO DAY SECONDA EDIZIONE: ONCOLOGI E MEDICI DI FAMIGLIA INSIEME PER RISPONDERE ALLE DIVERSE ESIGENZE DEI PAZIENTI ONCOLOGICI

  • Scritto da Simonetta de Chiara Ruffo

FOTO LUIGI CAVANNA PRESIDENTE CIPOMO

Una forte interazione tra Oncologi e Medici di medicina generale da realizzare anche attraverso una cartella clinica informatizzata condivisa per flusso, dati e impostazione dei programmi terapeutico-assistenziali fra ospedale e territorio, a cui tutti gli "attori" dell'assistenza clinica ai pazienti possano avere accesso. Questa è una delle indicazioni-chiave arrivate da Oncologi e Medici di medicina generale di tutta Italia a conclusione della seconda edizione online del CIPOMO DAY dal titolo "Il tempo della transizione". Appuntamento annuale del CIPOMO - Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri, organizzato quest'anno in collaborazione con FNOMCEO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri.

Nel corso dell'incontro è stata sottolineata con forza l'importanza della realizzazione di un sistema informatizzato che: abbatta distanze e barriere fisiche e temporali per velocizzare l'interazione, l'integrazione e il teleconsulto tra oncologi e medici del territorio, e faciliti gli indiscutibili vantaggi della telemedicina per il monitoraggio a distanza del paziente. Solo così, suggeriscono gli esperti, si potrà consolidare un percorso condiviso che garantisca al paziente oncologico un'assistenza completa ed integrata in tutte le fasi della malattia, soprattutto nel delicato momento di transizione dall'ospedale al territorio.

Dalla giornata è emersa anche la necessità di: una corretta informazione ed educazione sanitaria del paziente e del caregiver per costruire un'alleanza terapeutica, aumentando così l'aderenza alle terapie domiciliari; l'urgenza di formare nuove figure sanitarie che possano gestire i pazienti al domicilio - come infermieri "dedicati" - rilevando, oltre ai dati clinici, anche le fragilità familiari per ottimizzare l'utilizzo delle risorse sanitarie per ciascun paziente; infine la necessità di coinvolgere e formare le associazioni di volontariato, oltre a tutto il personale sanitario.

La forte volontà di fare squadra è stata fortemente ribadita dal Presidente del CIPOMO, Luigi Cavanna: "Ogni giorno in Italia circa mille persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno e oltre 3 milioni e 700 mila hanno avuto una diagnosi di tumore maligno. Pazienti con esigenze molto diverse e che grazie ai progressi della ricerca hanno di gran lunga aumentato le loro aspettative di vita. Per cui non possono continuare ad avere come solo punto di riferimento l'ospedale. Bisogna curarli, quando è possibile, in strutture vicine al loro domicilio, facendo loro risparmiare tempo, evitando il peso dei viaggi della speranza e delle attese in ospedali affollati. La grande novità di questo incontro è stata che ogni regione d'Italia ha visto il confronto costruttivo fra oncologi e medici di famiglia. E tutti abbiamo concordato sul fatto che: 'Il tempo della transizione è arrivato, lavoriamoci'".

Le coordinate condivise con gli Ordini dei medici di tutta Italia sono scaturite da tre tavole rotonde che hanno coinvolto gli esperti delle tre macroaree territoriali: 1) le cure simultanee sul territorio durante la terapia oncologica attiva, con concomitanza di assistenza, coordinata dalla Dott.ssa Cinzia Ortega per il Nord, 2) le cure palliative come modello di transizione tra ospedale e territorio, coordinata dalla Dott.ssa Rosa Rita Silva per il Centro, 3) La transizione ospedale-territorio nella fase della guarigione, coordinato dal dott. Paolo Tralongo, per Isole e Sud. Inoltre, la dott.ssa Luisa Fioretto ha presentato una lettura magistrale sull'umanizzazione, tematica di estrema attualità.

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Napoli, Roma e Palermo tra le città del progetto, firmata a Rimini la carta italiana sull’Urban Diabetes

  • Scritto da Annalisa Tirrito

progetto carta italiana sullurban diabetesIl Presidente della Società Italiana di Diabetologia, Agostino Consoli, il Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi, Graziano di Cianni, e il Presidente dell'Health City Insitute, Andrea Lenzi, hanno siglato i 28 ottobre la Carta Italiana sull'Urban Diabetes, illustrata nel corso del simposio "Urban Diabetes" tenutosi oggi nell'ambito del 29. Convegno Nazionale della Società Italiana di Diabetologia in corso al Palacongressi di Rimini. Alla carta hanno aderito numerosi amministratori cittadini presenti al simposio, tra cui il Vice Sindaco di Pescara Giovanni Santilli.

Dal 2010, per la prima volta nella storia, oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, un dato destinato ad aumentare nei prossimi decenni fino ad arrivare al 75% di urbanizzati nel 2050. Studi internazionali hanno evidenziato il collegamento tra aumento di diabete di tipo 2, obesità e urbanizzazione. Se nel 2025 il 65% delle persone con diabete vivrà nelle aree urbane, questo numero è destinato a crescere fino al 74% nel 2040. Per l'International Diabetes Federation e l'OMS, pertanto, le città sono e saranno sempre di più un punto determinante per contrastare la crescita del diabete.

"Vivere in un'area urbana – ha dichiarato il Presidente Consoli nel corso del simposio - accompagna a cambiamenti sostanziali degli stili di vita rispetto al passato: cambiano le abitudini alimentari e il modo di vivere, i lavori diventano sempre più sedentari, l'attività fisica diminuisce. Ciò inevitabilmente comporta un drastico aumento della prevalenza del diabete di tipo 2 nelle città".

"Un architetto, un sindaco e un medico – ha detto invece il Presidente Lenzi- hanno molte cose in comune. Innanzitutto la città in cui vivono: l'architetto ne pensa gli spazi, il sindaco li riempie e il medico esperto si prende cura anche dell'ambiente urbano per il benessere dei cittadini. Il diabete urbano si sta sviluppando sempre di più, motivo per cui con il progetto Urban Diabetes ci mettiamo a disposizione di diverse città italiane, con 21 milioni di cittadini coinvolti di cui 1,5 milioni con diabete, con l'obiettivo di mappare le città, conoscere i numeri della patologia e condividerli con le amministrazioni per creare azioni comuni per ridurre la prevalenza del diabete".

La Carta Italiana sull'Urban Diabetes, sulla scia del Manifesto della Salute nelle città promosso da ANCI, Ministero della Salute, ISS, Health City Institute e C14+, delinea i punti chiave che possono guidare Regioni e città, insieme a istituzioni scientifiche e accademiche, nello studiare l'impatto del diabete di tipo 2 nei contesti urbani per promuovere strategie di informazione, assistenza, prevenzione, cura e trattamenti precoci capaci di migliorare la qualità della vita della persona con diabete di tipo 2 ed evitare i costi sociali dovuti dalle complicanze e dalla mortalità.

1. Inserire il diabete come priorità sanitaria;
2. Creare una rete di alleanza fra competenze diverse per contrastare l'aumento in ambito urbano di persone con diabete di tipo 2 e obesità;
3. Assicurare una rete assistenziale specialistica e territoriale integrata e diffusa;
4. Rafforzare l'integrazione tra ospedali, centri di diabetologia e territorio per assicurare continuità terapeutica in tutto il contesto urbano;
5. Promuovere una corretta informazione ai cittadini sulla prevenzione del diabete di tipo 2 e dell'obesità;
6. Attuare programmi diffusi su tutto il territorio urbano di screening della popolazione per una diagnosi precoce del diabete di tipo 2;
7. Incoraggiare l'adozione di stili di vita sani da parte dei cittadini;
8. Rendere il contesto urbano meno obesogeno attraverso la promozione di buone pratiche alimentari, piani di mobilità attiva e stili di vita salutari in ambito scolastico e lavorativo;
9. Studiare, condividere e raccogliere informazioni e dati a livello urbano sul diabete di tipo 2 per contrastare l'evoluzione pandemica della patologia attraverso azioni specifiche;
10. Considerare aspetti sociali e fragilità correlate al diabete di tipo 2.

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Società e diabete al centro del 29: Congresso della Società Italiana di Diabetologia, Rimini 26-29 ottobre

  • Scritto da Annalisa Tirrito

Congresso della Società Italiana di Diabetologia2022

Diabete, cultura e società sarà uno dei fili rossi del 29. Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia a Rimini dal 26 al 29 ottobre prossimi, con simposi e seminari che chiameranno a raccolta i maggiori esperti italiani di questa patologia indicata dai numeri come una vera e propria epidemia sociale, con circa 5 milioni di ammalati in Italia e 125.000 decessi annui, oltre 340 al giorno. La malattia verrà discussa nel contesto della civiltà industriale, dove gli individui vivono in un ambiente inquinato dal punto di vista ambientale, psichico e sociale. Al centro del dibattito saranno il diabete e il suo sviluppo nell'ambiente urbano, la malattia connessa a modelli culturali industriali e alle sue specifiche patologie insieme alla necessità di aderire a nuovi stili di vita con un maggiore esercizio fisico.

Tra gli incontri previsti al riguardo, da segnalare i seguenti simposi: "Urban diabetes", che si terrà venerdì 28 ottobre alle 10:30 con la moderazione dei professori Agostino Consoli e Livio Luzi e gli interventi dei professori Andrea Lenzi, Antonio Nicolucci, Carlo Masci, Francesco Dotta e Simona Frontoni; "Modelli culturali e diabete", che si terrà venerdì 28 ottobre alle 14:30 con la moderazione dei professori Dario Giugliano e Lorenzo Piemonti e gli interventi dei professori Stefano Erzegovesi, Alberto Siracusano e Maura Franchi; "L'esercizio fisico nel diabete tipo 2: il gioco vale la candela?", che si terrà venerdì 28 ottobre alle 17:30 con la moderazione dei professori Lucia Frittitta e Massimiliano Petrelli e gli interventi dei professori Paolo Moghetti, Giuseppe Pugliese e Giovanni Annuzzi; "Diabesità e ... diabemenza", che si terrà sabato 29 ottobre alle 8:30 con la moderazione dei professori Giuseppe Daniele e Giorgio Sesti e gli interventi dei professori Roberto Vettore e Alessandro Padovani.

L'approccio olistico al diabete è di grande attualità, come dimostrano i risultati di una ricerca olandese recentemente presentata all'EASD di Stoccolma, secondo la quale il diabete di tipo 2 è associato a un maggior rischio di disordini depressivi maggiori e di sintomi depressivi. L'incidenza di casi nel campione preso in esame – 78.000 individui censiti dalla UK Biobank di cui il 13,2% affetti da diabete di tipo 2 – è stata del 5,5% rispetto al 3,7% del campione di controllo.

"Occorre più attenzione alla salute mentale delle persone con diabete – dichiara il Prof Agostino Consoli, Presidente SID – I dati di questa ricerca dimostrano che le persone con diabete sono più facilmente soggette a depressione, e questo non può non avere, tra l'altro, importanti ripercussioni sulla gestione di questa malattia cronica".

"Questi dati – dichiara il Presidente eletto SID, Prof. Angelo Avogaro - sottolineano ancora di più lo stretto legame non solo tra diabete e disturbi depressivi ma come questi, influenzando lo stile di vita, possano aggravare soprattutto i fattori di rischio modificabili che pertanto, anche in questi pazienti, vanno trattati aggressivamente".

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All'Ospedale del Mare di Napoli: Day Surgery, incontro multidisciplinare sulle nuove frontiere della chirurgia a ciclo breve

  • Scritto da Angela Agnelli de Feo

Copertina Day Surgery a Napoli lincontro multidisciplinare sulle nuove frontiere della chirurgia a ciclo breve

L'Incontro voluto e coordinato dal dott. Paolo Falco, patrocinato dall'Asl Na1 - Ospedale del Mare e con la S.I.C.A.D.S., la Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery si pone come un'occasione di confronto e riflessione tra le diverse professionalità mediche e sanitarie sul futuro della Day Surgery, anche sotto l'aspetto di riorganizzazione sanitaria.

Articolato in tre sessioni, il programma prevede l'alternarsi di numerosi interventi sia da parte dei professionisti medici che sanitari coinvolti nel setting assistenziale della Day Surgery, mettendo in luce l'importanza di una metodologia organizzativa-gestionale e di un'esperienza professionale multidisciplinare dalla grande metropoli come la città di Napoli fino alle aree disagiate come le isole di Capri, Ischia e Procida.

L'incontro é aperto al pubblico con partecipazione gratuita il prossimo Mercoledì 26 Ottobre 2022 dalle ore 8:30 presso la sala convegni dell'Ospedale del Mare in Via Enrico Russo, 11, 80147 Napoli.

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CONGRESSO DEI REUMATOLOGI A NAPOLI: Tutte le novità sulle terapie

  • Scritto da Simonetta de Chiara Ruffo

Prof. Tirri

"La Reumatologia negli ultimi anni ha avuto un periodo di particolare evoluzione grazie alle importanti acquisizioni offerte dalla ricerca scientifica dal punto di vista della comprensione delle basi genetiche e dei meccanismi fisiopatologici delle malattie reumatiche. La più approfondita conoscenza della patogenesi ha permesso lo sviluppo e l'introduzione nella pratica clinica di farmaci biotecnologici e "small molecules", farmaci per uso orale, che hanno rivoluzionato l'approccio terapeutico alle malattie reumatiche, permettendo di raggiungere sempre di più la remissione di malattia, consentendo di proporre "una medicina di precisione".
Partendo da questi presupposti, il Congresso SIR Crei della Campania è stato pensato con l'intento di affrontare in maniera sempre più multidisciplinare i diversi aspetti delle malattie reumatiche coinvolgendo: dermatologi, gastroenterologi, oculisti, infettivologi, ortopedici ecc.". E' quanto afferma Enrico Tirri, organizzatore del Congresso, Direttore della UO di Reumatologia dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e Consigliere Nazionale della SIR (Società Italiana di Reumatologia) alla vigilia del Congresso SIR e Crei (Collegio Reumatologi Italiani) Campania 2022, che si svolgerà a Napoli dal 30 settembre al 1 ottobre all'Hotel Renaissance Mediterraneo.
Inoltre, Tirri aggiunge: "Sono in programma anche relazioni dedicate alle nuove linee di indirizzo, della Regione Campania, alla prescrizione dei farmaci biologici/biosimilari in artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante, che i reumatologi della Campania, per primi hanno prodotto a livello nazionale".

Al Congresso saranno presenti Roberto Gerli, Presidente della Società Italiana di Reumatologia e Daniela Marotto, Presidente del Collegio dei Reumatologi Italiani; l'appuntamento vedrà la partecipazione attiva di molti giovani reumatologi afferenti a strutture reumatologiche universitarie, ospedaliere e territoriali della Campania. Parteciperanno in qualità di Presidenti onorari del Congresso Raffaele Scarpa e Stefano Stisi. Saranno, inoltre, presenti figure di spicco della reumatologia italiana tra cui: Francesco Ciccia Professore Ordinario di Reumatologia Università della Campania "L. Vanvitelli", Roberto Caporali Professore Ordinario di Reumatologia dell'Università di Milano, Giandomenico Sebastiani Direttore UOC di Reumatologia Ospedale San Camillo di Roma e Presidente eletto della Società Italiana di Reumatologia, Antonio del Puente Professore Associato di Reumatologia Università di Napoli Federico II e tanti altri. Gli aspetti dermatologici delle malattie reumatiche saranno relazionati da Gabriella Fabbrocini Professore Ordinario di Dermatologia dell'Università di Napoli Federico II. Si parlerà anche di Covid e malattie reumatiche con Alessandro Perrella Direttore UOC Malattie Infettive Emergenti ad alta contagiosità Ospedale Cotugno di Napoli. Sarà presente con una relazione sui farmaci biosimilari anche Ugo Trama, Dirigente Responsabile Politiche del Farmaco della Regione Campania. I pazienti reumatologici saranno rappresentati al Congresso da diverse associazioni dei malati reumatici che parteciperanno ad una tavola rotonda a loro dedicata.

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