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La radioterapia in due minuti, rivoluzione al Centro Aktis con Halcyon e Truebeam la cura per i tumori diventa lampo

  • Scritto da Valeria Viscione

Radioterapia

Radioterapia 4.0 al centro Aktis di Marano: Tecnologie, competenze e innovazioni in grado di tirare il freno alla migrazione sanitaria. Sono entrati in funzione, al centro Aktis di Marano, due innovativi acceleratori lineari. Il primo è Varian Halcyon, sistema di ultimissima generazione che garantisce qualità e velocità senza precedenti per eseguire trattamenti radioterapici personalizzati, di altissima precisione e con tempi di erogazione notevolmente ridotti (terzo macchinario di questo tipo installato in Italia che riesce a garantire prestazioni 2 volte più veloci rispetto ai trattamenti standard, garantendo così un'importante riduzione delle liste d'attesa).
Il secondo è Varian TrueBeam, piattaforma evoluta per il trattamento radioterapico di pazienti oncologici con precisione sub-millimetrica. Il posizionamento ottimale del paziente è garantito da un lettino robotizzato in grado di muoversi con sei gradi di libertà sincronizzando l'irradiazione con l'andamento respiratorio del paziente per garantire massima precisione anche in quei distretti soggetti al movimento (polmonari e addominali). TrueBeam permette di erogare radiazioni in dosi molto elevate e mirate in pochi secondi, grazie alla tecnologia definita "Flattening Filter Free" cosentendo di erogare la medesima quantità di radiazioni ionizzanti in un numero inferiore di sedute con minori disagi per il paziente.
Sicurezza del paziente, precisione del trattamento e monitoraggio del movimento del paziente durante il trattamento con sistemi basati su tre telecamere per ricostruzioni 3D e un'alta automazione del lettino.
Sono questi i connotati di Identify, un innovativo e avanzato sistema di radioterapia cerebrale veramente chirurgica e di precisione ultramillimetrica rispetto alla sede della lesione con l'opportunità di fornire tecniche di trattamento radioterapiche più efficaci e complesse di quelle finora ottenibili. 

Grazie all'innovativo sistema per radiochirurgia "HyperArc", il nuovo acceleratore può trattare contemporaneamente più metastasi cerebrali multiple in una sola seduta di pochi minuti. E' possibile colpire con un'elevata dose di radiazioni solo le parti 'malate' dell'encefalo, preservando quelle sane, andando ad incidere positivamente non solo sulla sopravvivenza del paziente ma anche sulla qualità di vita dello stesso.

Il nuovo acceleratore è dotato del sistema Identify, per Surface IGRT (Surface Image Guided Radiation Therapy) che consente il monitoraggio continuo sub-millimetrico non invasivo del paziente durante le diverse fasi del trattamento: dal posizionamento del paziente fino al monitoraggio continuo nel corso della seduta preservando i tessuti sani circostanti. L'utilizzo di sistemi di Surface IGRT consente proprio di monitorare con precisione sub-millimetrica del posizionamento del paziente ad ogni seduta di trattamento e di minimizzare l'irradiazione dei tessuti sani, con benefici per il paziente sia nel breve periodo che a lungo termine.

"Grazie a queste innovazioni, - avverte Salvatore Tecame direttore sanitario del Centro Aktis- i pazienti oncologici campani potranno contare su una dotazione tecnologica di altissimo livello presso il centro Aktis, che da quando è stato fondato ha prestato grandissima attenzione all'evoluzione tecnologica per garantire ai propri pazienti la possibilità di essere curati al meglio delle potenzialità offerte dalla moderna radioterapia. Aktis rappresenta una realtà importante e ormai consolidata nel panorama sanitario della Regione Campania". Fondato dalla compianto Gianfranco Scoppa, medico radioterapista proveniente dal Pascale che intuì già negli anni '80 la necessità della sinergia necessaria tra le strutture ospedaliere e le strutture private accreditate.

"Il reparto di radioterapia oncologica del centro Aktis - aggiunge Nicola De Rosa direttore Tecnico della radioterapia Oncologica - mette a disposizione dei malati oncologici le più alte tecnologie nel settore della radioterapia oggi disponibili nel mondo oncologico. Abbiamo installato tre acceleratori più un macchinario di brachiterapia di ultimissima generazione, le macchine si chiamano Truebeam, ne sono due, più un acceleratore Halcyon e una macchinario per la brachiterapia che serve per curare le neoplasie ginecologiche che necessitano di un trattamento locale".

Attualmente Aktis dispone di vari moduli specialistici che si compongono di una parte diagnostica, dotati di risonanze magnetiche, radiologia ed ecografia con l'ultima arrivata in ordine di tempo un'apparecchiatura di risonanza magnetica dal 3 Tesla che rappresenta attualmente quello che è più tecnologicamente avanzato nel panorama della diagnostica per immagini. C'è poi il modulo di radioterapia che si compone di 3 apparecchiature dalle grandi prestazione e all'avanguardia. In questi ultimi giorni stiamo ultimando le installazioni e saranno presto operativi.

"Per i pazienti - conclude Tecame - c'è un vantaggio enorme in termini di confort della prestazione, in termini di velocità e di è efficacia stessa. I pazienti a possono essere trattati in maniera assolutamente confortevole e rapida ottenendo dei risultati in termini di efficacia enormemente più vantaggiosi rispetto alle apparecchiature precedenti".

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ROSA Knee: la “San Michele” prima nel Sud Italia a utilizzare il nuovo sistema robotico nella chirurgia protesica di ginocchio

  • Scritto da Mary Attento

dr Virgilio Barletta durante un intervento di protesi del ginocchio robotizzata

L'innovazione tecnologia è sempre più a fianco dell'ortopedico, favorendo il posizionamento ottimale della protesi di ginocchio. La nuova piattaforma robotica si chiama "ROSA Knee" e la Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni (CE) è la prima struttura sanitaria del Sud Italia a utilizzarla nell'eseguire, riducendo il margine di errore, le resezioni ossee e il bilanciamento dei tessuti molli. Il sistema ROSA Knee assiste il chirurgo nell'identificazione degli assi di allineamento, che sono di fondamentale importanza per il corretto posizionamento e orientamento delle componenti protesiche.

Avere in dotazione uno strumento così all'avanguardia e performante rende la Clinica "San Michele" un centro di riferimento, perché a livello europeo sono poche le strutture sanitarie specializzate in chirurgia ortopedica che possono contare su un sistema di intelligenza artificiale così avanzato.

L'acquisizione del robot ROSA Knee è stata possibile grazie alla lungimiranza del presidente del Consiglio di Amministrazione, dr. Crescenzo Barletta, e di tutto il Consiglio direttivo. Doppia è stata la soddisfazione del dr. Crescenzo Barletta sia come amministratore sia come ortopedico.

Per poter utilizzare il sistema robotico ROSA il dr. Virgilio Barletta, responsabile del reparto di Ortopedia della struttura sanitaria maddalonese, unitamente ai suoi collaboratori – dr. Mariano Borrelli, dr. Giovanni Di Vico, dr. Rosario Francesco Frasso, dr. Andrea Merola, dr. Arrigo Narducci, dr. Antonio Pagnano e dr. Salvatore Santagata e al personale infermieristico di sala operatoria – hanno dovuto praticare un approfondito training formativo, al fine di usufruire di uno strumento di alta precisione per la pianificazione chirurgica prima dell'intervento e per la costruzione di un modello anatomico tridimensionale (ricostruzione 3D) del ginocchio, utile al posizionamento e alla misura dell'impianto.

«Con l'applicazione di alcuni sensori sul ginocchio del paziente – spiega il dr. Virgilio Barletta – è possibile acquisire tutta una serie di informazioni dettagliate sulla morfologia, sull'asse di carico, sul range articolare e sulla stabilità dei legamenti del ginocchio. I dati acquisiti dai sensori vengono elaborati dal software del ROSA Knee così da riprodurre fedelmente in forma tridimensionale l'anatomia del paziente. Sul modello riprodotto il chirurgo può correttamente pianificare l'intervento apportando i necessari correttivi. Una volta pianificato l'intervento e stabilite le taglie dell'impianto protesico le informazioni vengono trasferite al braccio robotico che posizionerà le maschere di taglio che permetteranno il preciso posizionamento delle componenti protesiche riducendo i margini di errore».

Con l'impiego di questa tecnologia i vantaggi per il paziente sono numerosi: vi sarà una maggiore accuratezza nel posizionamento delle protesi, una riduzione del dolore post operatorio e quindi una riduzione di assunzione di farmaci analgesici, una riduzione dei tempi di ospedalizzazione, un più rapido e completo recupero del movimento del ginocchio con una migliore propriocettività.

«La robotica è utilizzabile per tutti i pazienti con indicazione alla protesica di ginocchio – chiarisce il dr. Barletta – ed è particolarmente rivolta per il trattamento dei casi di maggior complessità ove bisogna ripristinare i parametri biomeccanici del tutto sovvertiti. Il robot ovviamente non sostituisce il chirurgo, ma lo assiste nella preparazione all'intervento e in sala operatoria, potenziando la precisione dell'esecuzione del gesto chirurgico nel rispetto dell'anatomia del singolo paziente».

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A Salerno il 12 e il 13 novembre i migliori medici specialisti a confronto durante il XVI Corso di Neuroradiologia Interventistica

  • Scritto da Leader srl

intervento ictus

Un'occasione di confronto e di dibattito nell'ambito delle specialità coinvolte nelle Scienze Neurologiche, che permetterà di tracciare linee guida ottimali per offrire al paziente un ventaglio di terapie, ognuna specifica per il proprio caso clinico.

Si terrà venerdì 12 e sabato 13 novembre 2021, presso il Lloyd's Baia Hotel di Salerno, il XVI Corso di Neuroradiologia Interventistica denominato "Le nuove frontiere nel trattamento dell'ictus cerebrale".

L'iniziativa biennale, che riprende dopo uno slittamento causato dall'emergenza pandemica, è organizzata dalla UO di Neuroradiologia dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna "Ospedale Bellaria" Azienda USL di Bologna con il patrocinio del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna e in collaborazione con la SC di Neuroradiologia dell'Ospedale del Mare dell'ASL Napoli 1 Centro e la SC di Neuroradiologia della A.O.U. "San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona" di Salerno.

Il XVI Corso di Neuroradiologia Interventistica si avvale del patrocinio morale dell'AINR Associazione Italiana di Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica, della SINch Società Italiana Neurochirurgia, della SIN Società Italiana di Neurologia e della SIRM Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica.

L'appuntamento, che si tiene con cadenza biennale dal 2012, rientra nei più importanti e utili incontri nazionali per l'aggiornamento in ambito Neuroradialogico Interventistico, con ampio spazio alla discussione multidisciplinare ed è diretto principalmente a medici specialisti Neuroradiologi, ma anche a Radiologi, Neurologi, Neurochirurghi e Chirurghi vascolari.

La XVI edizione del Corso di Neuroradiologia Interventistica verterà sul nuovo approccio nella gestione e nel trattamento dell'ictus cerebrale, alla luce delle recenti indicazioni della letteratura medica.

La Neuroradiologia Interventistica è una disciplina, che esegue attività complesse trasversali a quelle Neurologiche e Neurochirurgiche, in particolare nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti con ictus ischemico ed emorragico.
Attualmente in Italia risultano più di 50 Neuroradiologie Interventistiche con progressivo incremento dell'attività in elezione e in urgenza; nel corso degli anni il loro ruolo assistenziale si è imposto in molte città con la necessità di gestione diretta dei ricoveri in degenza ordinaria e inoltre con l'attivazione di un servizio di pronta disponibilità angiografica e interventistica 24h/7gg.

Si intende per ictus o stroke (colpo) un attacco acuto caratterizzato dalla comparsa di deficit neurologici. L'80% degli ictus è di natura ischemica, mentre il 15% è causa di emorragia cerebrale ed il 5% di emorragia subaracnoidea.
In Italia, si stima che l'ictus cerebrale sia la terza causa di morte e la prima di invalidità, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, colpendo ogni anno circa 200mila persone.

Dai dati del Registro Endovascolare Ictus, ad oggi vengono registrati circa 3500-4000 trattamenti all'anno, con una tendenza costante alla crescita di questo numero grazie alla sempre più precoce e precisa diagnosi ed al rapido ed efficace trattamento che passa proprio dall'attività Neuroradiologica Diagnostica ed Interventistica. L'evidente impatto positivo che ha il trattamento endovascolare nei pazienti con stoke ischemico, che presenta un Ntt (Number to treat) di 1/4 (si consideri che il trattamento per infarto del miocardio ha un Ntt 1/14), necessita di un altrettanto importante intervento politico/organizzativo per rendere l'organizzazione territoriale e del 118 efficiente, adeguandosi alla necessità di ogni singola regione.

A partire dal 2018, attraverso l'attivazione del servizio di reperibilità h24 per la gestione dello stroke ischemico acuto, la UO Neuroradiologia diretta dal Dott. Saponiero, già nota in ambito nazionale per l'esperienza nel trattamento dell'ictus emorragico, vanta, nell'ambito della Neurorinterventistica (responsabile Dott. D. G. Romano), un notevole incremento della patologie ischemiche-emorragiche trattate in regime di urgenza, con più di 200 procedure annuali, ed in elezione, con circa 100 procedure annuali nel trattamento di aneurismi cerebrali, stenosi dei vasi epiaortici ed intracranici, malformazioni artero-venose del distretto encefalico e midollare. Tutto ciò si è reso possibile anche grazie alla lungimiranza della direzione strategica del P.O. AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, diretta dal DG dott. Vincenzo D'Amato, che ha permesso l'attivazione dei lavori proprio in questo periodo dell'anno per l'installazione del nuovo angiografo Biplano e della nuova TC 256MS dual source nel reparto di Neuroradiologia, rendendolo quindi un fiore all'occhiello sanitario per la provincia di Salerno e per la Regione Campania.

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Tumore pediatrico: nuova opportunità per i guariti in Campania

  • Scritto da Silvia De Cesare

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Ogni anno in Italia circa 1.500 bambini si ammalano di un tumore maligno. Con i trattamenti attuali, i margini di "guarigione" (essere vivo senza segni di malattia dopo 5 anni dalla diagnosi) sono molto migliorati rispetto a 30 anni fa, e oggi ogni anno circa 1100 bambini (oltre il 75% dei casi che si ammalano ogni anno) entrano nel gruppo dei cosiddetti guariti, chiamati internazionalmente Lungo-Sopravviventi da Tumore Pediatrico (LSTP). Peraltro, dati nazionali ed internazionali indicano chiaramente che questi importanti successi, ottenuti nella curabilità dei tumori pediatrici, hanno un "costo" in termini di possibili effetti tardivi che possono comparire anche dopo molti anni in conseguenza dei trattamenti ricevuti in età pediatrica. Le terapie oncologiche sono infatti potenzialmente tossiche per organi e apparati, specialmente se somministrate a soggetti in fase di crescita.

Gli effetti a distanza possono essere sia di tipo clinico (cardiopatie, problemi ortopedici, endocrinologici, renali, di fertilità, insorgenza di nuovi tumori), che psico-sociale (ritardi scolastici, problemi di reinserimento nel gruppo dei coetanei, psicomotori, di inserimento nel mondo del lavoro, di spiritualità, di sessualità, ecc). In conseguenza di ciò rispetto ai loro pari di sesso ed età molti LSTP hanno un rischio aumentato di patologie croniche che possono influire in maniera importante sulla loro qualità di vita. Il rischio è individuale, variando da soggetto a soggetto in base al tipo e sede del tumore, l'età al trattamento, le dosi cumulative di chemioterapia e/o di radioterapia ed il tipo di interventi chirurgici subiti, oltre che in base alla suscettibilità genetica e alle abitudini di vita di ogni individuo.

Bisogna inoltre considerare che molti dei cosiddetti "lungo sopravviventi", man mano che entrano nell'età adulta, potrebbero perdere contatto con il centro pediatrico curante. Tale processo di transizione potrebbe incontrare difficoltà dovute ad una scarsa documentazione rilasciata al lungo-sopravvivente, o a una scarsa sensibilità o competenza da parte dei medici dell'adulto sulle problematiche cliniche che possono insorgere in soggetti che hanno ricevuto terapia antiblastica in età pediatrica. È importante quindi poter accompagnare queste persone verso il processo di transizione nel mondo degli adulti assicurandoci che sia a loro disposizione.

Un documento, il Passaporto del guarito – SurPass, traducibile in diverse lingue e rilasciato sia in formato cartaceo che digitale, contenente in maniera chiara ed esaustiva tutte le informazioni riguardanti la storia di malattia, così come consigli sui programmi di follow-up o screening, ritenuti necessari per monitorare per tempo, ed eventualmente trattare tempestivamente, complicanze su "organi a rischio" individuati in base ai dati di letteratura e i trattamenti ricevuti.

Un ambulatorio, denominato DOPO (Diagnosi, Osservazione, Prevenzione dopo terapia Oncologica), che fornisca il Passaporto del guarito (SurPass) assieme a un monitoraggio periodico con programmi di screening secondo le più moderne indicazioni di esperti nazionali ed internazionali.

Da ottobre 2018 l'Associazione OPEN sostiene il progetto SurPass-DOPO.

Il progetto è iniziato come "Progetto pilota" presso l'Istituto Gaslini di Genova e l'AORN Santobono-Pausilipon di Napoli; mentre a Genova lo studio è proseguito ininterrottamente fino ad oggi, ottenendo ottimi risultati ed ampliando il suo raggio di azione a una popolazione di guariti sempre più numerosa, a Napoli per motivi diversi, e vicissitudini varie, il progetto si è arenato in maniera definitiva.

Per dare ai ragazzi guariti campani le stesse opportunità dei loro coetanei di altre regioni, abbiamo intrapreso una collaborazione con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. In tal modo diamo a tutti i nostri guariti la possibilità di ottenere il Passaporto del Guarito e di usufruire dell'ambulatorio DOPO per un monitoraggio continuo e tempestivo per tutta la vita, in un centro prestigioso e di eccellenza, non troppo lontano dalle sedi di residenza.

Tutti gli interessati della regione Campania possono rivolgersi all'Associazione OPEN: per avere informazioni dettagliate in merito al Passaporto e all'ambulatorio DOPO attraverso un incontro programmato; per avere delucidazioni in merito alle diverse linee guida da seguire che possono scaturire dalla generazione automatica del Passaporto; per assisterli da un punto di vista socio-emotivo con l'intervento di un counselor; per fissare l'appuntamento con l'Ospedale Bambino Gesù di Roma e/o con l'Istituto Gaslini di Genova.

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Covid: Novabee dona 7 mila tamponi rapidi “Antigen” all’ong di Castel Volturno “Operatori Sanitari del Mondo”

  • Scritto da Novavision group

Novabee tamponi rapidi

Settemila kit per il test rapido dell'antigene Covid 19 sono stati donati da Novabee l'azienda partecipata di Novavision Group con quartier generale a Napoli, all'ong "Operatori Sanitari nel Mondo" che offre assistenza sia in Italia, a Castelvolturno, che nel continente africano ed in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e in Kenya, Senegal, Sierra Leone e Burkina Faso.

Il kit "Antigen" donato all'associazione di volontariato è un test immunocromatografico a flusso laterale con sistema a doppio colore per la rilevazione qualitativa dell'antigene SARS-CoV-2. Si effettua su un campione biologico da tampone nasale ed i risultati sono pronti in soli 15 minuti. I tamponi donati da Novabee saranno adoperati dai volontari di "Operatori Sanitari nel Mondo" proprio nei Paesi africani a partire dal Congo e dal Burkina Faso. La consegna dei kit si è svolta nella sede di Novabee alla presenza dell'amministratore unico della società, Antonio Vitiello e del presidente di "Operatori Sanitari nel Mondo", Claudio Scatola.

«Siamo davvero grati a Novabee di averci donato, in un momento così critico ed ancora in piena pandemia – sottolinea Claudio Scatola – una quantità così ingente di tamponi rapidi che saranno utilissimi nelle zone più disagiate in cui operiamo in Africa. Il nostro impegno è quello di contribuire al miglioramento delle cure somministrate alla popolazione invisibile ed all'educazione sanitaria di questi cosiddetti "ultimi". Con questi kit, in attesa che anche nei paesi africani le campagne di vaccinazione siano maggiormente diffuse, possiamo dare un prezioso aiuto ai nostri volontari e alle popolazioni di cui ci prendiamo cura in quei territori».

Novabee, azienda che ha come core business la distribuzione dei prodotti di Novavision Group sul territorio italiano, ha da quest'ultima ereditato una sensibilità sulla responsabilità sociale. «Siamo da sempre molto attenti ai temi della solidarietà e sostenibilità - dichiara Antonio Vitiello, ceo di Novabee – che per la nostra azienda rappresentano un principio ineludibile».

«Abbiamo ereditato da Novavision Group l'attenzione verso l'ambiente e le tematiche sociali, pertanto oltre a partecipare con entusiasmo a tutti i progetti a cui l'azienda dà vita, abbiamo voluto fare la nostra parte. Crediamo concretamente nella rilevanza che le aziende possano ricoprire nel sociale e nell'ecosostenibilità e con Novabee lo stiamo dimostrando con i fatti».

Con una partecipazione importante di Novavision Group, azienda italiana di riferimento nel settore delle apparecchiature biomedicali con sede a Misinto, nasce ed ha sede a Napoli Novabee srl, la nuova società con competenze in ambito commerciale che ha come obiettivo primario l'ampliamento e lo sviluppo proprio dei prodotti di Novavision Group sul territorio nazionale.

«Novavision Group ha sempre creduto molto nelle potenzialità del mercato italiano – commenta Danilo Crapelli CEO di Novavision Group S.p.a. – per cui ci siamo resi conto che era necessaria un'azione più dedicata alla cura del cliente, che fosse rispettosa delle nostre strategie ma più attenta a porre il cliente sempre al centro. La possibilità di condividere il nostro punto di vista con partner nuovi, provenienti da altre esperienze, ci ha convinti a dare vita ad una nuova realtà nella quale siamo presenti come partner commerciale e come azionisti».

E con Novabee viene così messo in atto un modello di business innovativo per il settore dei prodotti elettromedicali: Novavision proseguirà la propria attività alla progettazione e produzione di macchinari all'avanguardia, mentre Novabee si dedicherà al loro posizionamento e ad adottare le migliori strategie di vendita anche per valorizzare l'alta innovazione tecnologica, principio cardine dei prodotti realizzati dal gruppo.

«Siamo estremamente felici della scelta di Novavision Group - sottolinea Antonio Vitiello, CEO di Novabee S.r.l. - e della fiducia che ha riposto in Novabee. La nostra idea è quella di introdurre significative novità nella distribuzione sul mercato italiano, dando spazio a nuove modalità di offerta che riflettano meglio l'evoluzione dei nostri clienti e dei tempi che viviamo. Parallelamente, siamo certi di poter aumentare la nostra presenza nell'ambito dell'offerta clinico-medicale, estetica e del wellness. Siamo convinti dell'incredibile potenziale di questi mercati per i prossimi mesi e, grazie alla tecnologia totalmente made in Italy della Novavision di poter acquisire rapidamente una posizione di riferimento per la clientela». La neonata società Novabee si avvale di professionisti provenienti dal mondo farmaceutico e para-farmaceutico, dal marketing, dall'e-commerce con esperienze nella gestione di reti commerciali, che si pongono l'obiettivo di mettere a fattor comune le conoscenze sviluppate nei rispettivi ambiti di competenza per ampliare il mercato attraverso un potenziamento della gamma e dei servizi.

Il progetto prevede un potenziamento dell'offerta attuale attraverso servizi più completi e articolati sui prodotti, partendo dall'analisi di un'esigenza della clientela, interessata sicuramente alla qualità dei dispositivi Novavision, ma anche alla ricerca di un partner che garantisca assistenza a più livelli, sia per la miglior fruizione dei prodotti che per lo sviluppo delle potenzialità che questi offrono alle loro attività.

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