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Attenzione ai sintomi precoci dell'Alzheimer

  • Scritto da Redazione

ospedale3I sintomi precoci.
L'ansia in un anziano senza problemi mentali potrebbe essere un campanello di allarme per l'Alzheimer. Pare infatti sia correlata allo sviluppo di una particolare sostanza con un ruolo determinante sulla neurodegenerazione.

 

A rivelarlo è stata un'analisi condotta dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston, su un campione di 270 anziani, senza difficoltà cognitive al momento in cui l'indagine è cominciata, aventi tra i 62 e i 90 anni. Il campione è stato monitorato per anni, attraverso esami specifici e tomografie del cervello (anche dette PET). Il risultato della ricerca, pubblicato su The American Journal of Psychiatry, mette in luce come l'ansia, producendo beta-amiloide, una sostanza considerata determinante per lo sviluppo di malattie neurodegenerative, possa essere una prima avvisaglia di quelli che con il passare del tempo si trasformeranno in disturbi tipici dell'Alzheimer come la perdita di memoria e disturbi cognitivi.

L'ansia potrebbe manifestarsi anni prima dello sviluppo della demenza e con il passare del tempo l'accumularsi di placche di beta-amiloide nel cervello dell'anziano ansioso, si rivelerebbe fatale nell'innescare il processo di neurodegenerazione.

I numeri relativi a questa malattia, capace di rubare i ricordi alle persone che ne sono affette, sono davvero preoccupanti: studi recenti hanno evidenziato che in Italia soffrono di Alzheimer e malattie simili un milione e duecentomila persone. Le forme di demenza senile sono state indicate dall'Organizzazione mondiale della sanità come l'emergenza socio-sanitaria del ventunesimo secolo. Nel 2030 si calcola che i malati saliranno a un milione e seicentomila, per arrivare a due milioni nel 2050. In un breve lasso di tempo, circa vent'anni, una famiglia su quattro avrà un malato di Alzheimer.

Dilei.it