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Il patto di Castel Volturno: la decisione definitiva di Conte che cambia il volto del Napoli a Verona

Napoli, Antonio Conte rompe gli indugi: clamoroso cambio tattico in vista di Verona per salvare la Champions. Tra il forfait di McTominay per un fastidio al tendine e il rilancio di Anguissa, ecco come il nuovo 4-3-3 trasformerà gli azzurri a Castel Volturno.

Verona-Napoli vedrà scendere in campo un undici partenopeo del tutto diverso rispetto agli ultimi mesi. Ad inizio stagione il modulo scelto da Antonio Conte era stato un 4-3-3 offensivo, che a novembre però è dovuto mutare per forza di cose in uno schieramento con la difesa a 3. Dinamiche e movimenti sono risultati del tutto diversi, eppure il Napoli si era adattato bene a questa nuova situazione, anche per via del fatto che era successa una cosa analoga nel corso della passata stagione.

Il patto di Castel Volturno: la decisione definitiva di Conte che cambia il volto del Napoli a Verona – lastampadelmezzogiorno.it Foto Ansa

L’anno dello scudetto era stato contraddistinto da tanti infortuni, capitati soprattutto nel girone di ritorno. Questo 2025/2026 ha invece visto il Napoli estremamente penalizzato già a partire da agosto, e gli incidenti in larga parte muscolare ma pure traumatici (fin troppi e sfortunatissimi, considerando la media generale) hanno decimato gli azzurri come mai sarà capitato a nessun altro. Vedere il Napoli terzo in classifica ed avere già messo in bacheca un trofeo in queste situazioni è un vero e proprio miracolo. Ma a Verona si cambierà ancora.

Verona-Napoli, perché gli azzurri cambiano schema?

Ormai la stagione è compromessa. Eventuali vittorie contro Roma ed Atalanta avrebbero potuto tenere il Napoli in scia all’Inter, seppur ancora da lontano. La distanza con i nerazzurri però – ai quali è andata sempre molto bene rispetto ai campioni d’Italia in carica – si è fatta ancora più ampia. E con i milanesi rovinosamente eliminati dalla Champions League per mano del modestissimo Bodo Glimt, i lombardi saranno più concentrati che mai sul rivincere lo scudetto.

Verona-Napoli, perché gli azzurri cambiano schema? – lastampadelmezzogiorno.it Foto Ansa

Quindi diciamolo ancora: questa annata ormai è andata, nonostante il Napoli sia più che giustificabile per larghi tratti in merito a quanto fatto dalla scorsa estate ad oggi. L’obiettivo adesso è tenere a distanza almeno una tra Roma e Juventus, che tra l’altro si scontreranno domenica in quello che sarà uno spareggio Champions. Contro il Verona ultimo in classifica occorre vincere. Perché però i partenopei si presenteranno al Bentegodi con un nuovo abito tattico?

Perché da qui fino ad almeno un altro mese e mezzo all’incirca saranno soltanto tre i centrali di difesa di ruolo a disposizione di Antonio Conte. Basterà un altro imprevisto per fare si che le difficoltà in termini di capitale umano aumentino ulteriormente. Per cui si passerà ad un modulo con due difensori nel mezzo, fermo restando che qualche uomo come Olivera può comunque essere adattato. È chiaro però che giocare con elementi che appartengono alle loro posizioni più congeniali sia ben altra cosa che farlo rispetto ad altre situazioni di ripiego.

Penuria in difesa, finalmente normalità in mediana

Contro l’Hellas dovrebbe rivedersi anche Frank Zambo Anguissa, fuori causa da metà novembre e che potrebbe trovare subito spazio, complice l’assenza di McTominay. Lo scozzese rientrerà probabilmente contro il Torino, e lì potrebbe rivedersi persino Kevin De Bruyne. Al più tardi, il belga dovrebbe essere convocato una settimana più tardi per Napoli-Lecce.

Penuria in difesa, finalmente normalità in mediana – lastampadelmezzogiorno.it Foto Ansa

Ci sono però anche delle situazioni ulteriori che riguardano il ritorno al 4-3-3. Conte ha capito che gli esterni non riescono a coprire come vorrebbe, e che i centrali sono portati fin troppo a soffrire gli uno contro uno. Non è un caso se proprio il Napoli è la squadra che ha subito più calci di rigore in questo campionato. Per quanto non tutti i penalties fischiati contro siano risultati netti.

In mediana, nonostante la defezione di McTominay, ci sono Lobotka, il tuttofare Elmas ed il recuperato – anche lui lungodegente – Gilmour. Ed anche Vergara potrebbe essere dirottato nella posizione di mezzala. La chiave di volta sarà l’equilibrio tra le linee, un concetto che nelle ultime uscite è svanito sotto i colpi di contropiedi letali. Ed Anguissa, che ha giocato nel test infrasettimanale contro il Giugliano, potrebbe trovare subito posto anche solo parzialmente, alla luce di tutte queste considerazioni.

Salvatore Lavino

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