Dopo Pescara-Palermo 2-1 è il momento di fare delle riflessioni dalle parti del Barbera, anche se si scende subito in campo contro il Mantova nel turno infrasettimanale. Vietato sbagliare.
Pescara-Palermo vede la brutta battuta d’arresto dei rosanero, ribaltati per 2-1 dopo l’iniziale vantaggio firmato dal solito Pohjanpalo al 47′. Il redivivo Lorenzo Insigne al decimo della ripresa e Meazzi allo scadere castigano gli isolani, rallentandone la corsa in ottica promozione diretta in Serie A. E l’indomani di Pescara-Palermo non è certo bello, con Filippo Inzaghi che ha ammesso che quella vista in campo all’Adriatico non è stata la squadra che lui esige sempre. La sconfitta ora scuote l’ambiente, per tanti motivi.
Anzitutto perché è giunta contro l’ultima in classifica della Serie B, ma anche per le modalità. Il ko in Abruzzo fa male e riporta il Palermo con i piedi per terra, dopo una serie di risultati utili consecutivi. Vincere avrebbe significato mostrare un segno di maturità e la capacità di esserci negli appuntamenti da non fallire. Così non è stato, ed ora c’è molto da riflettere. Anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Pescara, Daniele Sebastiani: “Noi abbiamo meritato, il Venezia capolista è molto più forte di questo Palermo”.
Filippo Inzaghi sembra spiazzato da questo risultato negativo, per certi versi inatteso. Vuoi perché si trattava di vedere la quarta contro l’ultima, vuoi perché i rosanero erano passati in vantaggio, alla fine l’allenatore ha parlato di giornata storta, “ma non siamo stati i soliti. Ed in questa categoria si può perdere contro chiunque, se non esprimiamo il meglio”. Parole che corrispondono al vero, dal momento che non si è visto un undici lucido come era stato invece nelle più recenti apparizioni.
Fatale poi è stato un errore tecnico di Joronen, purtroppo non nuovo a commettere delle papere. Da un suo sbaglio è arrivato il pareggio del Pescara, che a quel punto ha acquisito tanta fiducia. Al contempo il Palermo si è sgonfiato, cedendo alla carica degli avversari. Ora c’è da fare i conti con le conseguenze non solo sul piano dell’umore – la rabbia dei tifosi è comprensibilmente tanta – ma anche con il duro colpo per le ambizioni di promozione diretta che questo ko comporta.
In classifica il Palermo è quarto con 51 punti e Venezia, Monza e Frosinone che lo precedono ne hanno in qualche modo approfittato. Veneti e lombardi sono a +6, i ciociari a +3, con proprio il Monza ad avere allungato di più sui siciliani. Almeno alle spalle c’è ancora un vuoto importante di sei punti dal Catanzaro quinto, e nessuna altra squadra in zona playoff ha vinto. Solo questa è la buona notizia.
Restano undici partite ed anche se il Palermo ha fatto bene da tempo, è bastato questo passo falso per far cambiare la percezione generale. Niente è pregiudicato ovviamente, ma la sconfitta di Pescara è la dimostrazione che bisogna sbagliare il meno possibile per riuscire a coronare il sogno promozione. Che sia in modo diretto o meno. Di sicuro ci saranno altri rallentamenti, ma l’ultima partita dovrà fare da monito. E non solo negli scontri diretti.
Poi non bisogna dimenticare che comunque il Palermo veniva da quattordici partite di fila, con 9 vittorie e 5 pareggi. Forse c’è stato qualche pari di troppo, non bisogna dimenticare comunque che uno come Inzaghi è molto bravo nel sapere gestire la psicologia dei suoi ragazzi. E non tutte le sconfitte sono da dimenticare. Alcune possono essere salutari, e quella dell’Adriatico potrebbe esserlo. Ed ora c’è un’altra pericolante, il Mantova, che mercoledì arriva al Barbera.
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