Pensione a rischio, la mossa del Governo spiazza tutti: situazione molto complicata

Stralcio delle cartelle e pensioni sono correlati? Purtroppo sì. Milioni di persone rischiano di non poter andare in pensione.

Situazione complicata e confusa. Moltissimi italiani rischiano di non poter più andare in pensione a causa dello stralcio delle cartelle esattoriali. Vediamo insieme cosa accadrà.

Pensione e stralcio delle cartelle
Pensione a rischio per milioni di italiani (Lastampadelmezzogiorno.it)

Il mondo delle pensioni in Italia è piuttosto complicato ed è continuamente oggetto di dibattiti. Al momento l’obiettivo comune del Governo Meloni e dei sindacati è quello di favorire le uscite agevolate superando una volta e per tutte la legge Fornero. Traguardo non facile da tagliare. Il tutto viene reso ancora più complicato dallo stralcio delle cartelle. Non tutti lo sanno ma stralcio delle cartelle e pensioni sono strettamente connessi e così milioni di italiani rischiano di posticipare di molto l’uscita dal lavoro.

Stralcio delle cartelle e pensione: ecco cosa cambia

Quasi nessuno ne è al corrente ma lo stralcio delle cartelle- che prevede la cancellazione dei debiti fino a 1.000 euro iscritti a ruolo tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015– è strettamente legato alle pensioni e può avere ripercussioni negative su alcune categorie di contribuenti.

Chi rischia la pensione
Ecco chi rischia di non andare in pensione (Lastampadelmezzogiorno.it)

Ritrovarsi con un debito cancellato ma non poter più andare in pensione. Sembra assurdo ma è ciò che potrebbe accadere a milioni di contribuenti. Infatti, in alcuni casi, lo stralcio del debito ha come effetto quello di allontanare il momento del pensionamento. Ad essere penalizzati, in particolare, possono essere le seguenti categorie di lavoratori: agricoltori, commercianti, artigiani, lavoratori autonomi o parasubordinati iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Ma in che modo lo stralcio delle cartelle può influire negativamente sulle pensioni? La questione è un po’ complessa. Nei debiti che vengono stralciati rientrano anche i debiti contributivi con l’Inps e l’Inail. Pertanto chi aveva debiti fino  a 1.000 euro per il mancato versamento dei contributi previdenziali tra il 2000 ed il 2015, ora non ha più alcun debito. Questo significa, però, che molti lavoratori autonomi e  parasubordinati potrebbero trovarsi con moltissimi contributi in meno e, quindi, vedranno allontanarsi il momento di andare in pensione. Tra l’altro per debiti fino a 1000 euro lo stralcio è automatico e, quindi, era impossibile anche scegliere di non aderire.

Quelli che rischiano di più sono i lavoratori agricoli: per questa categoria il mancato versamento di una rata di contributi porta al mancato accredito dell’intero anno di contributi, anche se tutti gli altri mesi sono stati versati.  Ne segue che anche lo stralcio di un solo mese di contributi non versati nel 2012 comporterà la perdita di tutti i contributi versati  nel 2012. Per evitare che milioni di contribuenti rischino di perdere preziosi anni di contributi è stata prevista  una sorta di sanatoria per salvare le pensioni. In pratica i lavoratori autonomi o parasubordinati che hanno perso dei contributi con lo stralcio dei debiti, possono recuperarli facendo i dovuti versamenti- a rate o in un’unica soluzione- entro il 31 dicembre 2023.

 

 

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