Napoli, colpo in famiglia: nel mirino c’è l’altro Kvaratskhelia. Ecco chi è il nuovo talento georgiano

Dalla Georgia con furore: il Napoli punta Tornike Kvaratskhelia, classe 2010 e fratello dell’ex azzurro. Ma non è l’unico: il “metodo Georgia” di Manna scova un altro talento pronto a esplodere.

Il Napoli raddoppia, alla ricerca del nuovo craque dopo Kvicha Kvaratskhelia. E resta in famiglia: piace molto da Tornike, fratello minore dell’ex azzurro. Il club campione d’Italia in carica ha rafforzato la propria rete di scouting presente nella parte più lontana dell’Est Europa, lì al confine con l’Asia. In ambito di calciomercato potrebbe esserci un nuovo colpo in ottica futura? Gli osservatori del Napoli lavorano alacremente per individuare nuovi prospetti di talento da portare in Serie A.

Aurelio De Laurentiis ed Antonio Conte esultano insieme
Napoli, colpo in famiglia: nel mirino c’è l’altro Kvaratskhelia. Ecco chi è il nuovo talento georgiano – lastampadelmezzogiorno.it Foto Ansa

E Tornike Kvaratskhelia sembra avere tutto quello che il club presieduto da Aurelio De Laurentiis cerca. Qualità, un talento innato e doti tecniche che vanno sgrezzate ed adattate non solo allo scopo di dare spettacolo ma anche di essere funzionale a livello tattico. E poi c’è il valore aggiunto della giovanissima età. Tornike Kvaratskhelia infatti è nato nel 2010 e potenzialmente potrebbe legarsi al Napoli nel lunghissimo periodo.

L’eredità pesante e la nuova missione: Tornike e gli altri nomi sul taccuino

Napoli che non ha mai smesso di guardare a Est, dove ha evidentemente instaurato dei buoni uffici ed una rete consolidata di collaboratori. Dopo l’uragano che ha travolto la Serie A un paio di anni fa, portando il vessillo georgiano sul tetto d’Italia con “Kvaradona”, la strategia del club si è evoluta. E la regola non è più tentare il colpaccio sulla base di spifferi e di dritte. Ma è quella di fare si che nuovi Kvara vengano scoperti in fila, grazie ad una struttura capillare.

Tornike Kvaratskhelia in campo con la divisa della nazionale della Georgia
L’eredità pesante e la nuova missione: Tornike e gli altri nomi sul taccuino – Foto Instagram @tornikekvaratskhelia7

Battere quella zona così periferica del calcio europeo e mondiale è conveniente prima di tutto per i costi. La spesa per comprare un talento che si immagina sarà un sicuro prospetto è sempre molto contenuta o comunque ampiamente nelle possibilità del Napoli. Per dire, gli azzurri versarono per Kvaratskhelia 13 milioni di euro alla Dinamo Batumi, per poi rivenderlo al Paris-Saint Germain per ben 80 mln. Per quella che fu una plusvalenza strepitosa.

L’obiettivo è chiaro: trovare la purezza tecnica prima che il prezzo diventi proibitivo per chiunque. Ed ormai la società di De Laurentiis si è evoluta in ciò. Riguardo a Tornike Kvaratskhelia, il Napoli lo osserva da tempo, monitorando ogni suo progresso nelle giovanili. Ed il club è consapevole che il legame con la famiglia Kvaratskhelia è un canale privilegiato che nessuno può sottovalutare. Però il piano di scouting azzurro va oltre la dinastia. Sul taccuino del ds partenopeo Giovanni Manna sono finiti anche profili come Tornike Morchiladze, stesso nome del fratello dell’ex azzurro ora al PSG.

Oltre il successo di Kvaratskhelia: la Georgia come nuova Masia del Mediterraneo

Talento cristallino anch’egli, Morchiladze a 24 anni è già ritenuto un veterano con comunque ancora un lungo futuro ad alti livelli davanti a sé. Con la sua esperienza in Croazia al Rijeka sta attirando l’attenzione per la sua capacità di spaccare le partite. Il giovane si è fatto notare anche per il carattere forte. Il Napoli comunque ha instaurato un vero e proprio “metodo Georgia”.

Tornike Morchiladze in azione con il Rijeka
Oltre il successo di Kvaratskhelia: la Georgia come nuova Masia del Mediterraneo – Foto Instagram @morchiladze.tornike

Un metodo che consiste nell’investire su giocatori che hanno fame, tecnica grezza e costi di cartellino ancora accessibili prima dell’esplosione definitiva. Tante volte sentiamo allenatori nostrani lamentarsi del fatto che i giovani non giocano più per strada. Prerogativa che ha contraddistinto per ultimi gente come Paolo e Fabio Cannavaro ed Antonio Floro Flores. Il Napoli di oggi deve tanto anche a gente come loro.

Lì invece c’è ancora questo modo di fare, esattamente come in Sud America. Dove però i costi sono più alti, così come la concorrenza. Ebbene, a Castel Volturno hanno riscoperto il valore di una scuola che ancora insegna il calcio di strada. E di talenti da scoprire ce ne sono a centinaia e centinaia.

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