F1 2026: Piloti in rivolta? Scopri perché Verstappen e Norris bocciano le nuove auto. Tra simulazioni critiche e il mistero del nuovo motore, ecco le problematiche della F1 2026 che spaventano i campioni. Il futuro della velocità è a rischio?
La Formula 1 scalda i motori con l’inizio della stagione 2026. Che si prefigura già essere molto diversa da quella dell’anno scorso, dominata dalla McLaren soprattutto fino all’estate. Nel GP d’Australia, sono le due Mercedes guidate da George Russell ed Andrea Kimi Antonelli ad avere dominato il fine settimana di prove libere e di qualifiche. Le due monoposto della Stella a Tre Punte hanno staccato di circa 8 e 5 decimi la Red Bull di Hadjar, poi seguono Leclerc, Piastri, Norris e Hamilton che si spartiscono le posizioni dalla quarta alla settima tra Ferrari e McLaren.

Male, malissimo Verstappen, che partirà ultimo con la sua Red Bull dopo tanti problemi. Ma lo stravolgimento del regolamento e delle funzionalità delle nuove auto di Formula 1 tiene banco. E proprio Verstappen, assieme a Norris, hanno apertamente criticato quel che la F1 è diventata. Qualcosa che di sportivo ed anche di emozionante ha poco. L’olandese ha detto apertamente di non divertirsi più, di non provare le emozioni adrenaliche vissute in passato. E Norris ha criticato il sistema 50-50 delle macchine, divise tra elettrico e propulsione a combustione termica.
Perché le problematiche della F1 2026 spaventano i campioni
In casa Mercedes sono ovviamente tutti felici, in quanto hanno recepito meglio di tutte le altre scuderie i cambiamenti imposti dalla FIA. Ma per tutti gli altri il futuro della classe regina dell’autosport sembra alieno, quasi respingente. Dietro le porte chiuse delle factory di Milton Keynes e Woking, i test virtuali stanno restituendo dati che nessuno voleva leggere.

Il nodo della questione non è la velocità pura, ma il “come” questa velocità venga raggiunta. Le nuove regole impongono un bilanciamento energetico che costringe i piloti a trasformarsi in ragionieri del software piuttosto che in gladiatori dell’asfalto. Un aspetto che alle prime guide di Red Bull e McLaren non piace. E poi c’è Fred Vasseur che, a proposito della Ferrari, ha ammesso che la Rossa è ancora lontana dal potere esprimere il massimo potenziale di cui è capace.
Lo sfogo di Max Verstappen e Lando Norris: “Non è più vera guida”
Il primo a rompere il muro del silenzio è stato Max Verstappen. L’olandese, uno che mangia pane e simulatore, è stato brutale. La sensazione è quella di guidare un’auto pesante, pigra e troppo dipendente dall’elettronica. Per Max, il rischio è che il talento del pilota venga messo in secondo piano rispetto alla capacità del software di gestire i flussi di energia. “Sembra quasi di tornare indietro invece di andare avanti”, ha commentato amaramente, lasciando intendere che questo cambiamento potrebbe persino accelerare il suo addio alla categoria.
Non meno tenero è stato Lando Norris. Il pilota della McLaren e campione del mondo in carica, solitamente più pacato, ha espresso dubbi pesanti sulla nuova aerodinamica attiva. Il passaggio tra le diverse modalità di carico (il cosiddetto “X-mode” per i rettilinei e “Z-mode” per le curve) renderebbe la vettura imprevedibile, una sorta di “mostro di Frankenstein” tecnologico difficile da domare con naturalezza. Ed il timore è che anche lo spettacolo possa risentire. E con una F1 noiosa, a rischiare sono anche le ricche sponsorizzazioni. Ma anche nel calcio non tutti sono contenti di come stanno andando le cose.





