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Cybersecurity, Sanità: per Swascan vulnerabilità tecnologiche in rapida crescita, "fattore umano" in calo

  • Scritto da Annalisa Tirrito

cybersecurity-data-breach-860x450L'indagine ha riguardato un campione di 30 strutture sanitarie, sia pubbliche che private, distribuite uniformemente sul territorio della penisola.
Il Security Operation Center (Soc) e Threat Intelligence Team di Swascan, utilizzando la metodologia dei Cyber Risk Indicators, ha identificato nelle realtà prese in esame una media di 54 potenziali vulnerabilità, di cui il 13% di livello alto e il 76% di livello medio, con 9 indirizzi IP e-mail esposti su internet per dominio. Una crescita di ben il 14% rispetto al 2021, quando le vulnerabilità erano in media 47 per struttura sanitaria.
Diminuiscono invece del 48% le email compromesse, che passano da una media di 468 per struttura sanitaria nel 2021 a 243 nel 2022. In calo del 20% anche i domini di typosquatting, ossia il dirottamento verso siti diversi da quelli che si intendeva raggiungere sfruttando gli errori di digitazioni sul browser, che passano da 6 a 5. Un segnale incoraggiante nel contrasto al social engineering, che impiega entrambi i fattori per sfruttare l'errore umano e penetrare così nei sistemi altrui, ma che non deve distrarre dalla necessità di un'adeguata difesa cyber, come dimostrano gli assalti informatici alle aziende ospedaliere avvenuti negli ultimi mesi.

Commentando i numeri di quest'ultimo studio realizzato dalla società milanese, il CEO di Swascan, Pierguido Iezzi, ha rimarcato: "l'aver rivelato una diminuzione che va oltre il 40% nella categoria delle email potenzialmente compromesse è un ottimo segnale. Significa che l'awareness nei confronti del social engineering è sempre più presente, particolarmente importante in un settore critico come quello della sanità. Certo, i numeri rimangono considerevolmente elevati – parliamo comunque di una media di 243 – e non permettono di abbassare in nessun modo la guardia". Discorso diverso per i rischi tecnologici, continua Iezzi, "Il 2022 sembra già pronto a infrangere il record di CVE riscontrate in un anno, precedentemente occupato dal 2021, un trend che persiste ormai dal 2016. La presenza di un maggior numero di potenziali vulnerabilità all'interno delle strutture deve essere un monito importante e deve rimarcare la necessità di ripensare la sicurezza informatica "classica". Da Security by design & default, dobbiamo passare a intenderla come Security by detection & reaction".

"Nell'ultimo decennio – continua il CEO di Swascan - il settore sanitario si è trasformato radicalmente grazie alle tecnologie digitali. La pandemia ha solamente accelerato dati e processi operativi, imponendo anche al mondo della sanità di cambiare. A causa della natura di dati medici, la sicurezza informatica nel settore sanitario è diventata una sfida critica. Se è possibile bloccare una carta di credito rubata e ottenerne una nuova – spiega Iezzi – quando trapelano informazioni su esami di laboratorio o malattie è impossibile cancellarle. Non solo: le falle nei sistemi elettronici clinici possono mettere in pericolo la salute e potenzialmente anche la vita di un paziente. Ma non è unicamente l'alto valore dei dati ad attirare i criminal hacker: strutture come ospedali e cliniche – considera il CEO di Swascan – raramente possono permettersi periodi di disservizio causati da un cyber attacco. Per questo i criminali informatici approfittano dell'importanza vitale di queste strutture per forzare il pagamento di un ricatto, in particolare attraverso gli attacchi ransomware. Non dobbiamo neppure dimenticare quanto la connivenza tra cyber crime e cyber war sia intensificata negli ultimi mesi. Un attacco contro un sistema ospedaliero non è solo un mezzo per ottenere rapidamente un guadagno economico, ma potenzialmente anche una leva di destabilizzazione geopolitica in grado di minare la fiducia dei cittadini del governo colpito."

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Mercato automobilistico: In Campania nuovo e usato in caduta libera

  • Scritto da Ezio Tavolarelli

autoIn attesa degli effetti degli ecoincentivi partiti solo da tre settimane, il mercato automobilistico campano continua a versare in uno stato di profonda sofferenza. Lo scorso mese, infatti, si è nuovamente registrata una flessione a due cifre sia nel comparto del nuovo che in quello dell'usato, ed una diminuzione ancora più consistente ha interessato le auto rottamate.

Nel dettaglio, in Campania a maggio sono state iscritte, per la prima volta, nel Pubblico Registro Automobilistico dell'ACI (PRA) 4.766 nuove vetture, pari ad una riduzione del 13,4% in confronto allo stesso mese del 2021. La diminuzione si è osservata in tutte le province campane, con la punta massima a Benevento (-23,7%) e quella minima a Salerno (-8,2%). Le prime iscrizioni a Napoli sono state 2.256, ovvero il 13,7 in meno rispetto al mese di maggio dello scorso anno.

Non è andata meglio nel settore dell'usato. In Campania, i trasferimenti di proprietà, al netto delle minivolture (cioè i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) sono stati 21.830, equivalenti ad una contrazione del 12%. In questo settore, il maggior risultato negativo è stato rilevato a Caserta (-15,8%), quello più contenuto ad Avellino (-10,2%). A Napoli, le vetture che hanno cambiato proprietario sono state 11.195, l'11,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Un autentica debacle ha caratterizzato l'andamento delle vetture radiate dal PRA. In Campania, infatti, sono state tolte dalla circolazione 7.884 automobili, ben il 21,3% in meno rispetto a maggio 2021. La riduzione oscilla tra un massimo di -40,5% rilevato a Benevento ed il minimo di – 9,6% di Caserta. A Napoli le auto radiate dal PRA hanno raggiunto quota 4.279, pari ad una diminuzione del 15,4%.

"Covid, guerra e crisi energetica stanno infliggendo un duro colpo a ciò che un tempo era la locomotiva economica del Paese: l'automotive, commenta il Presidente dell'ACI Campania, Antonio Coppola. Gli incentivi strutturali a questo punto sono indispensabili per far rifiatare il settore, ma quelli varati non sono sufficienti visto che, in meno di un mese, sono praticamente già in via di esaurimento. Bisogna, perciò, augurarsi un nuovo intervento del Governo capace, questa volta, di dar luogo ad effetti più concreti e duraturi".

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Sostenibilità: Lombardi (Tecno): fondamentale che il mondo delle imprese e quello della finanza lavorino nella stessa direzione

  • Scritto da Sara Napolitano

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"In un mondo che cambia di continuo sostenibilità e impresa rappresentano un binomio imprescindibile, ma è giunto il momento di agire, con maggiore determinazione. Per questo è fondamentale che il mondo delle imprese e quello della finanza lavorino nella stessa direzione".

Lo ha dichiarato il Presidente del Gruppo Industriale Tecno Giovanni Lombardi nell'introdurre il convegno "Sostenibilità di impresa: investire ed essere competitivi, creando valore, in un mondo che cambia" organizzato dall'azienda, che si è tenuto ieri nella sede di Napoli di Palazzo Ischitella, in via Riviera di Chiaia. L'azienda, fondata nel 1999 da Lombardi, conta oltre 3500 imprese clienti in tutti i settori produttivi e ha in suo quartier generale a Milano e sedi in Italia a Bologna e Napoli e all'estero (Berlino e Parigi).

Dal 2017 è in Elite, il programma internazionale nato in Borsa Italiana nel 2012 in collaborazione con Confindustria e dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita e nel 2020 il Gruppo ha vinto per la terza volta il premio Best Managed Companies di Deloitte.

"I Sustainable Development Goals di Agenda 2030 e le sfide imposte dal più grande cambiamento della storia recente - ha sottolineato Lombardi - ci pongono dinanzi a temi finora trascurati e orientano gli imprenditori verso nuove consapevolezze".

L'evento ha dato il via ad un ciclo di incontri volti alla diffusione di una cultura della sostenibilità; destinati soprattutto al mondo delle imprese, ma che coinvolgeranno anche esponenti del mondo scientifico, sociale ed economico, italiano ed internazionale.
L'azienda, già promotrice di uno strutturato programma di iniziative dedicato alla rivalutazione del territorio, al restauro e la restituzione alla comunità di opere d'arte - dal 2005 è un player di riferimento per innovazione digitale e sostenibilità ambientale.

L'evento è stato introdotto dal Presidente e fondatore del Gruppo Tecno Lombardi e hanno preso parte alla tavola rotonda il Vicedirettore Generale Assonime Margherita Bianchini, l'Industry manager building & construction Certiquality Vincenzo Borrelli, la fondatrice e AD di V-Finance Anna Lambiase, il professore in Strategy & Sustainability presso UCL e Imperial College Paolo Taticchi, e l'amministratore delegato di ELITE – Euronext Group Marta Testi. Ha moderato l'evento l'inviato de Il Sole 24ore Simone Filippetti.

"Con questo evento - continua Lombardi - vogliamo promuovere un confronto tra esponenti del mondo scientifico, delle imprese, della finanza e delle istituzioni, per gettare le basi per la creazione di un hub dove innovazione e impegno nelle tematiche ESG si concretizzano a vantaggio delle imprese.
Il progetto coinvolge un insieme di attori, coordinati da Tecno, che rappresenteranno, per le aziende italiane, una guida nel percorso della sostenibilità, modello di sviluppo sempre più necessario per competere sul mercato globale.
L'adozione di un percorso di sostenibilità consentirà, attraverso la definizione del "business case", di creare valore, di accedere a nuovi strumenti finanziari e di aumentare la reputation delle imprese.
Nel corso dell'evento tutti i partecipanti hanno sottolineato la necessità di un cambio di rotta delle imprese e di tutto il sistema paese, evidenziando un tema di urgenza per anticipare una tendenza ormai segnata dalle regolamentazioni e di alcune supply chain. Come Tecno vogliamo fare la nostra parte."

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ESG - Il 22 novembre a Napoli l'evento: "Innovazione d'impresa e finanza sostenibile: leve per la transizione ESG”

  • Scritto da Sara Napolitano

Innovazione dimpresa e finanza sostenibile leve per la transizione ESG

"Innovazione d'impresa e finanza sostenibile: leve per la transizione ESG": questo il tema del convegno, che si svolgerà il 22 novembre alle 15 a Napoli a Palazzo Ischitella, promosso dal Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni dell'Università di Napoli Federico II in collaborazione con il Gruppo Industriale Tecno (www.tecnosrl.it), società Elite leader nei servizi alle imprese per il monitoraggio delle performance industriali e la sostenibilità ambientale.
L'evento è organizzato nell'ambito della decima edizione della Settimana dell'Investimento Sostenibile e Responsabile, promossa dal Forum per la Finanza Sostenibile, il principale appuntamento in Italia dedicato all'Investimento Sostenibile e Responsabile.
Nel corso dell'evento si affronteranno - in due momenti di confronto - il tema della transizione delle imprese verso modelli di business innovativi e sostenibili.
Introdurranno l'evento il Presidente e fondatore del Gruppo Tecno Lombardi, il docente di Istituzioni di Diritto Pubblico dell'Università Federico II Renato Briganti, il ricercatore di economia e gestione delle imprese all'Università Federico II Giovanni Landi e il professore di Economia e Gestione delle Imprese all'Università Federico II Mauro Sciarelli.
L'evento si aprirà con la prima tavola rotonda su "L'integrazione dei principi di sostenibilità nei processi di innovazione industriale" a cui prenderanno parte il Direttore Innovability del Gruppo Enel Ernesto Ciorra, il professore Emerito di Scienza e Tecnologia dei Materiali, Università Federico II e Presidente Incubatore Materias Luigi Nicolais e il docente in strategia e sostenibilità all'UCL School of Management Paolo Taticchi.
Seguirà la tavola rotonda su "Gli strumenti di investimento a supporto della transizione sostenibile delle imprese" a cui prenderanno parte il Consigliere indipendente di Etica SGR Marco Carlizzi, il docente di Economia e Gestione delle Imprese, Università Vanvitelli e Presidente di Sviluppo Campania Mario Mustilli e il responsabile Innovation & Technology Hub di The European House Ambrosetti Corrado Panzeri.
Concluderà i lavori, che saranno moderati dal giornalista de Il Sole 24 Ore Simone Filippetti, il Segretario Generale del Forum per la Finanza Sostenibile Francesco Bicciato.

"Le motivazioni che spingono le aziende ad intraprendere un percorso sostenibile- dichiara Presidente del Gruppo Tecno Giovanni Lombardi- sono sempre più basate sul valore e l'impatto di questa scelta non solo sulla collettività ma soprattutto sul conto economico dell'azienda. Le imprese sono pronte alla valutazione del business case della sostenibilità, non più vista come scelta etica o ambientale, ma come opportunità di crescita e occasione per accedere ai mercati globali."

Il Gruppo Tecno, fondato nel 1999 da Giovanni Lombardi, conta oltre 3600 imprese clienti in tutti i settori produttivi, e ha il suo quartier generale a Napoli e ha sedi in Italia e all'estero. Dal 2005 player di riferimento per innovazione digitale e sostenibilità ambientale; negli ultimi anni ha ridefinito la propria vision, orientandosi verso investimenti responsabili e in linea con gli SDGs. Dal 2017 è in Elite, il programma internazionale nato in Borsa Italiana nel 2012 in collaborazione con Confindustria e dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita. Dal 2020 il gruppo Tecno fa parte del Global Compact delle Nazioni Unite, con l'impegno a rispettarne i 10 principi e a comunicare le azioni individuate per perseguirli. Ha pubblicato la prima Communication on Progress 2021 lo scorso ottobre e ha partecipato al tavolo del B20 per le task force: Finance & Infrastructure ed Energy & Resource Efficiency. Ha vinto per la quarta volta il Premio Deloitte Best Managed Companies nel 2021, rientrando così nella categoria Gold. L'azienda è inoltre promotrice di una serie di iniziative dedicate alla rivalutazione del territorio, al restauro e la restituzione alla comunità di opere d'arte.

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UniCredit annuncia ulteriori passi nel suo processo di semplificazione in Italia e in Campania

  • Scritto da Francesco Squitieri

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Dopo l'istituzione del nuovo assetto organizzativo presentato lo scorso maggio dall'Amministratore Delegato del Gruppo Andrea Orcel e la nomina di un nuovo Group Executive Committee (GEC), UniCredit annuncia oggi ulteriori passi nel percorso di rafforzamento della sua struttura operativa, con particolare focus sull'Italia e in Campania.

Tutte le strutture organizzative vengono ridisegnate con l'obiettivo di garantire livelli di esecuzione e capacità decisionali più rapide oltre a promuovere l'eccellenza operativa, facilitando legami ancora più solidi tra il management, i clienti e le comunità in cui la banca opera.

Tutte le attività italiane rientrano nella nuova UniCredit Italia, una geografia autonoma all'interno del Gruppo, dotata di tutte le leve necessarie per supportare e soddisfare al meglio le specificità dei territori e le diverse esigenze locali. La nuova UniCredit Italia è guidata da Niccolò Ubertalli, nominato Responsabile Italia.

CAPITOLO CAMPANIA

Il Regional Manager per l'area Sud, che include Campania, Puglia, Calabria e Basilicata resta Annalisa Areni, sotto la guida del Responsabile Italia Niccolò Ubertalli.

Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit, ha commentato:
"L'annuncio di oggi è un ulteriore passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo di semplificare e ridurre la complessità che ha caratterizzato il nostro business per troppo tempo. E' l'inizio di un processo di maggiore responsabilizzazione, che ci consentirà di sbloccare tutto il valore insito nel nostro Gruppo, in modo da poter servire al meglio i nostri clienti e le nostre comunità.
Parte di questo percorso di semplificazione include la creazione di UniCredit Italia, che diventa una geografia autonoma e dotata di pieni poteri, accanto a Germania, Europa Centrale ed Europa dell'Est. Una scelta che sottolinea non solo l'importanza del nostro patrimonio e delle nostre radici, ma anche la forza di un modello di business paneuropeo perfettamente integrato, che non ha eguali".

UniCredit è presente in Campania con 109 filiali, oltre 1.000 dipendenti e sostiene l'economia del territorio con circa 5,5 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie della Regione.

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