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Da pool di banche finanziamento al Gruppo Irgenre per la realizzazione del Maximall Pompeii

  • Scritto da Francesco Squitieri

Maximall Pompeii

Il Gruppo Irgenre, da oltre 25 anni tra i più importanti operatori nella realizzazione e gestione di Centri Commerciali nel Sud Italia, ha ricevuto da un qualificato pool di banche italiane un finanziamento per la realizzazione del più grande HUB Turistico e Retail del Sud Italia, il Maximall Pompeii.

Il pool di banche, che ha visto UniCredit agire in qualità di Banca Agente e Mandated Lead Arranger e composto, inoltre, da Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Mps Capital Services quali Mandated Lead Arrangers, ha concesso un finanziamento per complessivi 90 milioni di euro finalizzati alla realizzazione del Maximall Pompeii.

Il Maximall Pompeii è stato concepito come un HUB Turistico polifunzionale, il più grande del Sud Italia e sorgerà a Torre Annunziata, in prossimità dell'area archeologica di Pompei. La fine dei lavori per la realizzazione di Maximall Pompeii è prevista entro la fine del 2022, mentre l'apertura avverrà a marzo 2023.

Maximall Pompeii, che a regime sarà in grado di generare circa 1.500 posti di lavoro diretti e indiretti, sarà la naturale continuazione degli Scavi Archeologici, meta di oltre 4 milioni di turisti ogni anno. Il Maximall Pompeii sarà realizzato su un'area di circa 200.000 mq e ospiterà, oltre a numerosi servizi, circa 200 brand distribuiti su due livelli tra le più importanti griffe nazionali ed internazionali. Il complesso includerà anche un hotel 4 stelle gestito a marchio Marriott Bonvoy con 135 camere, un auditorium multimediale con circa 1.100 posti a sedere, su circa 3.000mq, destinato ad accogliere proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali, conferenze e mostre, 30 ristoranti distribuiti su 3.000mq, una piazza-anfiteatro esterna per eventi di circa 6.500mq dalla quale ammirare ogni giorno lo spettacolo mozzafiato offerto dalla fontana danzante il cui getto supera i 25 metri di altezza, una seconda piazza multimediale interna di circa 800 mq e, infine, un parcheggio di 5.000 posti auto e 30 bus turistici.

Inoltre, in una logica di riqualificazione dell'area in chiave ecosostenibile, il Maximall Pompeii sarà circondato da un parco urbano attrezzato e aperto al pubblico di circa 50.000mq a cui si sommerà un'inedita copertura di circa 6.000mq totalmente verde e attrezzata, dove sarà realizzata una grande area leisure.

«L'importanza di questo finanziamento - dice Paolo Negri, CEO di Irgenre Group - va ben oltre l'aspetto puramente finanziario. Il Maximall Pompeii e la fiducia accordata dal pool di banche a questa iniziativa, che vale complessivamente più di 170 milioni di euro di investimenti, permetterà non solo di accelerare il processo di riqualificazione urbana di un'area ricca di bellezze naturali e paesaggistiche, ma è anche la realizzazione di un progetto che, grazie alla sua posizione strategica, riuscirà a intercettare anche i flussi provenienti da tutta l'area circostante, che va da Napoli alla Costiera Sorrentina, con una previsione di visitatori annui che in Campania (e in generale nel Mezzogiorno) non ha eguali. Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere una dimostrazione di un Sud protagonista di un nuovo rilancio e che possa addirittura divenire un simbolo di rinascita».

Gli studi legali White & Case e Legance hanno assistito, rispettivamente, il Gruppo Irgenre e le banche finanziatrici nella strutturazione e documentazione dell'operazione.

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UniCredit: erogati in otto mesi il finanziamento da 1 miliardo di euro concesso da CDP per supportare le PMI nei settori del turismo, dei beni di consumo e della meccanica colpiti dall’emergenza Covid-19

  • Scritto da Francesco Squitieri

unicredit napoli

A soli otto mesi dalla firma nel luglio scorso del Protocollo d'intesa tra Cassa Depositi e Prestiti e UniCredit, finalizzato al sostegno del territorio e delle imprese italiane, è stato completamente erogato dalla banca il finanziamento da 1 miliardo di euroconcesso da CDP per supportare le PMI e Mid-Cap dei settori particolarmente colpiti dall'emergenza Covid-19.

UniCredit ha infatti finanziato più di 21 mila tra PMI e Mid-Cap operanti nei settori del turismo, dei beni di consumo e della meccanica, con un taglio medio dei finanziamenti di 50 mila euro. Nel dettaglio, 500 milioni di euro sono andati ad aziende operanti nei settori dei beni di consumo e nel commercio; 180 milioni di euro sono stati impiegati a favore di imprese della ristorazione, intrattenimento e turismo; il complemento ha supportato imprese della manifattura e meccanica industriale. Quasi 400 milioni di euro dell'importo complessivo sono stati impiegati per finanziare 8 mila imprese del Mezzogiorno, con una maggiore concentrazione in Campania, Puglia e Sicilia. In conformità al Protocollo d'Intesa, i finanziamenti potevano avere un importo massimo di 20 milioni di euro e scadenza non inferiore a 24 mesi, così da supportare la realizzazione di investimenti o sostenere esigenze di capitale circolante di medio-lungo termine.

"L'intesa con CDP ci ha consentito di potenziare ulteriormente il supporto fornito alle imprese Italiane, in particolare le Pmi e quelle a media capitalizzazione, ampliando la gamma delle soluzioni utili ad assicurare liquidità, ottimizzare il capitale circolante e riprendere gli investimenti – ha dichiarato Francesco Giordano, co-CEO Commercial Banking Western Europe di UniCredit. Grazie al consolidato rapporto di vicinanza con il sistema produttivo e all'efficienza dei processi creditizi abbiamo rapidamente trasformato la provvista di CDP in un supporto concreto all'operatività delle imprese dei settori particolarmente colpiti, aiutandole in questa fase delicata di uscita dall'emergenza generata dalla pandemia".

"Grazie al lavoro compiuto in sinergia con UniCredit, a pochi giorni dal lancio del primo Basket Bond di Filiera, siamo orgogliosi di comunicare l'esaurimento del Plafond da 1 miliardo di euro concesso per supportare la produttività e la competitività di oltre 21 mila imprese che operano nei
settori maggiormente colpiti dell'impatto dell'emergenza epidemiologica – ha dichiarato Paolo Calcagnini, Vicedirettore Generale di CDP. – Inoltre, il risultato conferma il ruolo di CDP al fianco del tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto nel Mezzogiorno, in questa fase cruciale per la ripartenza del Paese".

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Tariffe operatori virtuali VS tradizionali: quali convengono? Lo Studio

  • Scritto da Alessandro Voci

Tabella Differenze composizioni pacchetti operatori Virtuali e tradizionali

Puntare sulle offerte degli operatori virtuali (MVNO) può consentire buoni margini di risparmio. Il costo, però, non è l'unico parametro da considerare nella scelta. I pacchetti dei provider che non dispongono di una rete di proprietà potrebbero essere più 'poveri' in termini di minuti e Giga inclusi oltre a presentare alcune piccole incognite da valutare.

Sottoscrivere un'offerta con un operatore virtuale può essere considerata una buona opzione di risparmio. A patto, però, di rinunciare a una manciata di minuti e GB di traffico. La nuova indagine di SOStariffe.it ha analizzato l'attuale composizione dei pacchetti tariffari dagli operatori tradizionali (MNO, Mobile Network Operator) e degli operatori virtuali (MVNO).

A fronte di una significativa differenza di prezzo (circa il 43% in meno), gli operatori virtuali offrono una dotazione appena inferiore di chiamate (-13%) e traffico dati (-12%).

Gli operatori virtuali e la corsa al ribasso

I provider virtuali, soprattutto negli ultimi anni, hanno contribuito ad inasprire la "guerra dei prezzi" nel mercato di telefonia mobile. Con l'obiettivo di strappare clienti ai competitor, gli operatori virtuali hanno proposto e continuano a proporre tariffe caratterizzate da prezzi bassi e pacchetti di minuti, SMS e, soprattutto GB particolarmente consistenti.

Gli operatori virtuali sono provider che non presentano un'infrastruttura di rete proprietaria e si "appoggiano" sulla rete di un operatore MNO. Tra questi troviamo Kena Mobile, ho. Mobile e Very Mobile, spesso definiti "semi virtuali" in quanto brand di proprietà di operatori MNO (rispettivamente TIM, Vodafone e WINDTRE). Tra i principali operatori MVNO, inoltre, troviamo PosteMobile e Fastweb.

Gli operatori MNO (TIM, Vodafone, WINDTRE e Iliad) devono fare i conti con le offerte a prezzo contenuto dei provider virtuali. Per restare competitivi sul mercato, i provider MNO sono "costretti" a ridurre il prezzo delle tariffe oppure ad arricchire ulteriormente i bonus inclusi con minuti, SMS e GB extra o con servizi aggiuntivi.

Prezzi mini, ma pacchetti più poveri

Lo studio SOStariffe.it si è concentrato sulla composizione del pacchetto-tipo di un operatore virtuale confrontandolo con quello di un provider tradizionale. L'indagine, realizzata tramite il comparatore delle offerte per telefonia mobile durante il mese di marzo 2021, fa emergere una sostanziale differenza di prezzi. In media, le offerte degli operatori virtuali sono molto più economiche di quelle degli operatori MNO.

Il costo medio mensile dell'offerta tipo di un provider virtuale è di 8,40 euro. Per gli operatori MNO, invece, il costo medio mensile è 14,80 euro. Passare da un operatore tradizionale ad uno virtuale permette, quindi, di ottenere un risparmio medio del 43% per quanto riguarda il canone mensile della tariffa attivata.

Ma cosa comprendono queste offerte? A ben guardare la composizione dei pacchetti non è molto diversa. I minuti di chiamate inclusi nelle tariffe dei virtuali sono solo una manciata in meno (-13,4%) rispetto a quelli proposti dagli MNO.

In media, si registrano 2460 minuti per gli operatori virtuali e 2842 minuti per quelli tradizionali. Anche la dotazione di sms non è granché diversa. Gli operatori virtuali ne offrono 1726 ogni mese mentre quelli tradizionali ne mettono a disposizione 1656.

Anche per quanto riguarda il traffico dati mensile la differenza non è marcata. In media, un operatore virtuale mette a disposizione 61,41 GB al mese mentre un operatore MNO garantisce circa 70,11 GB al mese. Il passaggio da un operatore MNO ad uno MVNO comporta la rinuncia ad una piccola porzione del bundle dati mensile (il 12.3%).

Operatori virtuali, pro e contro

I provider virtuali possono praticare prezzi così contenuti non avendo un'infrastruttura da gestire, con le relative spese di manutenzione. Però il servizio di una rete virtuale potrebbe avere dei punti deboli che vanno valutati prima di effettuare il passaggio.

Ad esempio, in caso di guasto alla rete, gli MVNO non possono intervenire direttamente alla risoluzione dei problemi e devono attendere che il problema sia gestito dal provider proprietario dell'infrastruttura. Questo aspetto potrebbe rallentare la risoluzione dei malfunzionamenti.

Altro punto debole potrebbe essere la copertura sul territorio, che tuttavia va sempre di pari passo con la rete a cui l'MVNO si appoggia. Prima di attivare la tariffa di un operatore virtuale è buona norma verificare la rete d'appoggio, per accertarsi che non ci siano problemi di ricezione nella zona in cui ci si trova abitualmente.

Oltre a verificare la copertura, è necessario verificare eventuali limitazioni alla velocità di connessione applicate dagli operatori virtuali. Diversi provider MVNO, infatti, limitano il 4G a 30 Mbps o 60 Mbps in download e upload, riducendo la possibilità per gli utenti di navigare ad alta velocità con il proprio smartphone.

Le offerte degli MVNO potrebbero difettare (ma accade sempre meno) di alcuni servizi accessori, rispetto ai pacchetti classici. Da notare, inoltre, che sono rari gli operatori virtuali che mettono a disposizione dei propri clienti delle offerte con smartphone incluso.

Infine, un altro neo degli operatori virtuali potrebbe essere la mancanza di punti vendita sparsi sul territorio a cui rivolgersi. La maggior parte dei provider MVNO è attivo quasi esclusivamente online oppure tramite una rete di rivenditori multi-brand.

Se siamo indecisi tra un operatore virtuale e uno classico, il comparatore di SOStariffe.it, grazie al quale sono stati rilevati i dati della presente indagine https://www.sostariffe.it/tariffe-cellulari/, ci viene in soccorso. Grazie alla comparazione delle offerte sarà un gioco da ragazzi individuare le tariffe più vantaggiose. Inoltre, grazie all'app per dispositivi mobili, possiamo dedicarci a riflettere sulle soluzioni di risparmio migliori ovunque e in qualsiasi momento.

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De.Co. Cetara, registrato il marchio al Ministero dello sviluppo economico

  • Scritto da Puracultura comunicazione

commissione deco

L'ufficio italiano Brevetti e Marchi della direzione generale per la tutela della proprietà industriale del Ministero dello sviluppo economico ha rilasciato l'attestato di registrazione per Marchio di impresa alla De.Co. di Cetara. Un altro tassello aggiunto all'iter che ha visto prima l'istituzione della Denominazione Comunale, poi la nomina della commissione - insediatasi lo scorso anno per sostenere le produzioni tipiche locali - e l'approvazione del regolamento.

La commissione, presieduta dal sindaco Fortunato Della Monica, che ha delegato fin dall'inizio Marco Marano (con deleghe all'Ambiente, Igiene urbana e Attività produttive del comune di Cetara) il compito di portare avanti i lavori dell'organo in sua vece, è costituita dal professor Vincenzo Peretti (già nel comitato scientifico per la DOP alla Colatura di Alici), dagli imprenditori cetaresi Domenico Giordano, Roberto Di Crescenzo, Luigi Massimo e dalla giornalista Claudia Bonasi.

L'immagine del marchio - mari e monti stilizzati con sulla destra la torre vicereale simbolo del borgo di pescatori costiero - sottolinea anche nei colori la sua identità mediterranea: il blu del mare e del cielo, il verde delle colline e delle produzioni locali, il giallo dei limoni e la tutela dei valori storico-culturali materiali ed immateriali di Cetara, rappresentati dal monumento che ospita, tra l'altro, anche il museo della Colatura di Alici.

"Siamo molto soddisfatti di questo obiettivo raggiunto" ha dichiarato il biologo Marco Marano. "La funzione di tutelare un prodotto rendendolo unico, con lo scopo di aggiungere valore allo stesso e al territorio che lo produce, è una sfida importante. Promuovere un prodotto agroalimentare, una ricetta tradizionale, una manifestazione o un bene immateriale che abbia un fondamento storico diventa un volano di sviluppo in più per Cetara. Un modo di fare marketing territoriale, incentivando il commercio e la ricettività turistica: oggi il turismo esperenziale cerca prodotti ed esperienze uniche e di nicchia. Con la De.Co. di Cetara saremo presto in grado di offrirne diversi, un'opportunità questa che punta al recupero e alla valorizzazione della nostra identità locale".

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POSTE ITALIANE: IN PROVINCIA DI NAPOLI ECOMMERCE DA RECORD

  • Scritto da Migliuolo Renato

whatsapp poste italiane

Cresce ancora il numero dei pacchi consegnati da Poste Italiane. A fine 2020, in provincia di Napoli si è registrato un incremento di consegne del 90% rispetto allo scorso anno.

Grazie alla capillarità e all'efficienza della propria rete di distribuzione, che nella provincia di Napoli può contare su 42 Centri di distribuzione e una flotta composta da 158 mezzi, di cui 63 interamente green, e in virtù di un modello di recapito innovativo al servizio dei cittadini, Poste Italiane garantisce le consegne su tutto il territorio, dalle località più remote fino alle grandi città.

Dal 1862 Poste Italiane consegna lettere alle famiglie e alle imprese italiane, ma negli ultimi anni è il settore dei pacchi a trainare il business dell'Azienda, tanto che per la prima volta, nell'ultimo trimestre del 2020, la crescita dei ricavi da pacchi ha compensato il calo dei ricavi della corrispondenza tradizionale.

Anche in termini assoluti, i 210 milioni di pacchi consegnati in un anno a livello nazionale (+41% rispetto al 2019, e a dicembre una media record di 1,3 milioni al giorno) hanno segnato un risultato più che raddoppiato rispetto al 2016.

Oltre alla logistica tradizionale, la distribuzione di Poste può contare sulla rete Punto Poste, l'insieme di attività commerciali che offrono i servizi di ritiro e spedizioni pacchi, che conta 10.000 tabaccherie, bar, cartolerie, negozi ed edicole presso le quali è possibile ritirare i propri acquisti in modo semplice e veloce. Nella provincia di Napoli sono 585 gli esercizi aderenti alla Rete Punto Poste. Inoltre sul territorio provinciale sono presenti 15 Locker, i punti self-service con orari di apertura estesi attraverso i quali è possibile anche effettuare il reso dei propri acquisti online che devono essere spediti con Poste Italiane (se presenti).
Nel nuovo anno, la consegna e-commerce di Poste Italiane si arricchisce di nuovi servizi. Attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, sarà infatti possibile consultare lo stato della spedizione direttamente via WhatsApp. Con il servizio di tracciatura online, già disponibile su web ed app, è possibile tracciare lo stato della spedizione in modo semplice e veloce, per qualsiasi tipo di prodotto di Poste Italiane.

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