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NAPOLI - Concluso il Ciclo Webinar per lo sviluppo delle PMI

  • Scritto da Fabrizio Kuhne

pmi

Si è concluso il ciclo dei tre incontri webinar, organizzati dal Gruppo dei Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali Napoli in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, sul tema portante: "Mercato dei capitali e finanza alternativa per la crescita delle aziende campane nell'era post Covid". Positivo il bilancio emerso dagli incontri, come ha sottolineato il presidente dei GGI Uin, Alessandro di Ruocco:

"Tutti gli strumenti di finanza alternativa per le PMI, dall'ingresso in AIM all'utilizzo di MiniBond, dal Fondo Cresci al Sud al crowdfunding, sono in forte crescita. In particolare quest'ultimo strumento si sta dimostrando il più potente al mondo con una raccolta solo nel 2020 di 333 milioni di euro, un aumento del 75% rispetto al 2019. In totale controtendenza con il momento storico, questi strumenti vengono sempre più utilizzati per la crescita e lo sviluppo delle aziende italiane dimostrando un cambio culturale epocale. I Giovani Imprenditori sono sempre più consapevoli che se un'idea è buona, se un progetto è valido ed è sostenibile può essere realizzato".

Gianluca Galano, Consigliere GGI Unione Industriali Napoli con delega alle Business Opportunity, ha indicato quanto questo ciclo di eventi, oltre a sensibilizzare le PMI, abbia portato a conoscenza degli Imprenditori soluzioni concrete, ossia gli strumenti e le opportunità derivanti dal Mercato dei Capitali e delle Finanza Alternativa:

"L'organizzazione di questo ciclo di incontri, in collaborazione con Borsa Italiana ed il Gruppo Elite, è nato con l'obiettivo di sensibilizzare gli imprenditori campani nell'apertura del capitale delle proprie aziende in un'ottica di crescita dimensionale per le sfide che ci attendono sul mercato domestico e sui mercati internazionali nell'era post Covid. È risaputo che le aziende campane hanno una struttura societaria prettamente familiare che non favorisce la crescita dimensionale delle stesse, utile invece alla competitività".

Tra gli strumenti di sviluppo, che hanno particolarmente attirato l'attenzione, quello del Fondo Cresci al Sud. Ė stato proprio il responsabile, Antonio Riccio, ad indicarne l'obiettivo e le opportunità da poter cogliere per le Piccole e Medie Imprese dell'area Sud Italia: "Il Fondo Cresci al Sud, operativo da settembre del 2020, ha una dotazione di 250 milioni di Euro ed è gestito da Invitalia con lo scopo di acquisire partecipazioni prevalentemente di minoranza in PMI presenti nel Sud Italia, in coinvestimento con altri operatori quali fondi di private equity, club deal, holding di partecipazione e, se del caso, anche con aziende industriali. Obiettivo del fondo è agevolare sia la crescita dimensionale delle PMI target sia lo sviluppo del Private Equity nel Sud del Paese. Ad oggi il Fondo ha effettuato un primo investimento in Abruzzo e conta di chiudere altre due operazioni entro l'estate".

Le conclusioni dei lavori sono state affidate ad Edoardo Imperiale, Direttore generale Innovation Hub Campania, che ha sottolineato la necessità di rilancio dell'economia regionale: "In questa fase storica è fondamentale sostenere le startup e le PMI ad alto contenuto tecnologico perché sono un polmone di innovazione fondamentale per riprogettare e rilanciare i settori chiave della nostra economia. Stiamo lavorando insieme al Gruppo Giovani dell'Unione Industriali Napoli ad un programma integrato e sostenibile per le startup che presenteremo il prossimo 5 maggio nell'ambito del workshop 'Campania digital innovation network' organizzato insieme alla Regione Campania".

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Banca Don Rizzo: il 3 maggio l'assemblea per il bilancio 2020

  • Scritto da Angela Abbate

presidente Sergio Amenta il vice direttore Francesco Leone il direttore Antonio Pennisi e il vice presidente Nicola Colabella

Si riunirà lunedì 3 maggio l'assemblea dei soci della Banca Don Rizzo per esaminare il bilancio 2020 e procedere al rinnovo degli organi sociali con modalità tutte nuove: senza presenza fisica dei soci ma con un rappresentante designato. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Sergio Amenta, presenta ai soci un bilancio che, nonostante il difficile momento, evidenzia l'ulteriore rafforzamento patrimoniale che ha consentito alla banca di supportare la clientela nel momento peggiore della crisi pandemica.

Nel corso del 2020 la Banca è infatti intervenuta a favore della propria clientela attivando oltre 2000 interventi per 103 milioni di euro tra moratorie, rimodulazioni ed erogazioni di nuova finanza, con un impegno che risulta evidente dalla crescita di 40 milioni di euro (il 13,3%) di prestiti alla clientela. Nel contempo la dinamica dell'attività svolta a favore di famiglie ed imprese trova riscontro anche nell'andamento dei depositi della clientela, in crescita del 14,5%, in virtù anche dei positivi riflessi dei sostegni finanziari resi disponibili alla clientela. Nell'ambito e nei limiti del suo ruolo, la Don Rizzo ha contribuito nel 2020 in modo determinante alla tenuta del contesto socio-economico, onorando appieno la propria missione e storia di banca mutualistica del territorio. La capacità di intervenire, mantenendo il necessario accesso al credito alla clientela, ha consentito di evitare molti default, contenendo l'NPE/RATIO (rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi netti) al 2,13% (2,92% nel 2019), anche grazie alla accorta politica di accantonamenti che si è tradotta in una copertura dei crediti deteriorati pari al 54%, ampiamente sopra la media delle BCC siciliane. L'utile di esercizio, pari a 1,8 milioni di euro, risulta al netto di rettifiche di valore su crediti per 2,8 milioni di euro (1,8 nel 2019) oltre a scontare costi eccezionali e non ripetibili, per la migrazione alla piattaforma informatica di gruppo, sostenuti per circa 1 milione di euro. Il positivo andamento della gestione trova conferma nell'entità dei fondi propri di vigilanza che ammontano a 54,4 milioni di euro (52,1 milioni di euro al 31/12/2019), valori che assicurano la stabilità necessaria per continuare a sostenere le famiglie e le imprese del territorio.

"In una congiuntura drammatica come mai dal secondo dopoguerra, la banca ha risposto alle aspettative ed alle esigenze della comunità - ha detto il direttore Antonio Pennisi- ampliando la sua operatività senza perdere di vista, nonostante l'ingresso nel più ampio contesto operativo del Gruppo ICCREA, il legame con la comunità. In un contesto generale incerto continuiamo a privilegiare il servizio alle famiglie e alle imprese locali ed oggi i risultati premiano gli sforzi profusi, come confermato dalla classifica Banche leader 2020, redatta da Accenture e pubblicata da Milano Finanza, che classifica la Banca Don Rizzo prima tra le BCC siciliane e seconda nella regione solo alla storica Popolare di Ragusa, includendola tra le 75 banche italiane del medesimo segmento dimensionale "creatrici di valore", riconoscendone la capacità di supportare il tessuto economico del territorio e la creazione di opportunità di lavoro.

"Non è un caso - conclude il direttore - che il primo cantiere attivato a Palermo, con il cosiddetto Superbonus, abbia visto protagonista la banca unitamente al colosso Unicredit. Inoltre, il 5% dei progetti Resto al Sud approvati e finanziati in Sicilia (circa 850), sono istruiti dalla nostra Banca. Dal 2018, anno di avvio della misura, Banca Don Rizzo ha sostenuto oltre 40 progetti erogando finanziamenti in loro favore per oltre 1,7 milioni di euro".

Il presidente Sergio Amenta ha sottolineato come "Nel prossimo futuro il Paese riceverà 200 miliardi dalla Comunità Europea: si tratta di una opportunità irripetibile che richiede capacità progettuale ed efficienza realizzativa, decisive per il destino delle prossime generazioni". Conclude il Presidente "Il ricorso inevitabile ad ulteriore debito pubblico, dovrà essere come non mai produttivo, per non diventare una zavorra insostenibile per la ripresa economica e sociale dell'intero paese. Tutte le energie dovranno essere impegnate in questo cantiere, la Banca Don Rizzo ci sarà, ricercando e costruendo gli equilibri e gli assetti più utili e coerenti per superare le difficoltà, come ha fatto storicamente dalla sua origine fino ad oggi".

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UniCredit: nuovi finanziamenti a condizioni favorevoli per le PMI del Sud grazie a SME Initiative

  • Scritto da Francesco Squitieri

unicredit napoli

Nuovi finanziamenti per 100 milioni di euro a supporto delle PMI del Mezzogiorno. È l'ultima tranche in ordine di tempo di un portafoglio complessivo da 300 milioni di euro messo a disposizione da UniCredit grazie all'adesione, a suo tempo stipulata, al programma SME Initiative indetto congiuntamente da Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), Banca Europea per gli Investimenti (BEI), Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e Commissione Europea.

I nuovi finanziamenti, con garanzia diretta del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI rilasciata a titolo gratuito, hanno la finalità di facilitare l'accesso al credito per le Micro, Piccole e Medie imprese del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), grazie a tempi di erogazione più brevi e condizioni particolarmente favorevoli.

I fondi messi a disposizione da UniCredit, da erogarsi entro il prossimo mese di ottobre, beneficiano infatti di un pricing particolarmente competitivo in quanto la banca, in virtù di accordi stipulati con il Fondo Europeo per gli Investimenti, si impegna a riconoscere all'impresa uno sconto sul tasso finale, con una riduzione di almeno 80 punti base rispetto ad analoghe operazioni erogate dalla banca e non rientranti nella SME Initiative.

Gli obiettivi dell'iniziativa sono quelli di incentivare gli investimenti delle PMI del Sud Italia in questa difficile fase congiunturale, oltre a sostenere il capitale circolante delle imprese colpite degli effetti della pandemia di Covid-19.

"Grazie all'adesione a SME Initiative – hanno affermato Andrea Casini e Remo Taricani, co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit - consentiamo alle imprese del Sud di ottenere credito con più velocità e a condizioni vantaggiose, mettendo a disposizione risorse importanti, utili a superare l'emergenza e accelerare la ripartenza. L'iniziativa è una ulteriore conferma dell'impegno di UniCredit per le imprese del Mezzogiorno e si aggiunge ai 400 milioni di euro erogati in soli 8 mesi dalla banca per finanziare 8 mila imprese del Mezzogiorno nell'ambito di un plafond concesso da CDP per supportare le PMI e Mid-Cap italiane particolarmente colpite dall'emergenza Covid-19".

Nel dettaglio, i nuovi finanziamenti messi a disposizione da UniCredit per le imprese del Mezzogiorno possono soddisfare le seguenti finalità:
• esigenze di capitale circolante anche finalizzato a limitare gli effetti negativi della pandemia
• ampliamento dell'attività
• rafforzamento delle attività dell'impresa, creazione di nuovi progetti, accesso a nuovi mercati o a nuovi sviluppi.

Sono ammissibili ai finanziamenti, che potranno essere di importo massimo di € 5 milioni, le spese relative ad acquisizione di beni materiali e immateriali e al finanziamento del capitale circolante (es. scorte, costi del personale, pagamento fornitori).

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Turismo: La startup Threebot, “made in Palermo”, punta su Travelino e digital agencies per salvare il business degli operatori turistici italiani

  • Scritto da Antonella Folgheretti

Threebot

Si é appena concluso con l'evento "Demo day" il percorso di "Bravo innovation Hub", l'acceleratore d'impresa di Invitalia per le imprese del turismo e della cultura più innovative del Mezzogiorno promosso dal Ministero dello sviluppo economico, che ha coinvolto le migliori 10 imprese più innovative del Mezzogiorno. Tra queste ha partecipato al percorso di 4 mesi anche la Threebot, startup "made in Palermo" che vuole rivoluzionare il modo di vendere ed acquistare viaggi con l'ingresso di nuove tecnologie proprietarie ad intelligenza artificiale.

Il messaggio é arrivato chiaro e forte anche alle grandi compagnie internazionali, che hanno visto qualcosa di speciale nella giovanissima Threebot e per questo hanno stretto partnership con l'impresa. Threebot è una startup innovativa che nasce durante il periodo pandemico, in un momento storico in cui il mercato globale, e specialmente quello dell'industria turistica, vive una crisi di dimensioni eccezionali, e punta decisamente sulla digitalizzazione dei servizi turistici.

"Il percorso di accelerazione appena concluso con 'Bravo innovation Hub' - dice Federico Lima, founder della startup, 28 anni, praticante avvocato che dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in economia del turismo ha poi intrapreso un percorso personale con l'aiuto di tecnici - ci ha permesso di integrare nuovi componenti al team e di raffinare la tecnologia che verrà rilasciata sul mercato la prossima estate. Il nostro obiettivo primario è quello di fornire supporto agli operatori turistici, permettendo loro di raggiungere più target e vendere qualcosa già a partire dalle prime settimane estive. Siamo in contatto con network e macro-aggregazioni di agenzie di viaggio per velocizzare l'ingresso della digitalizzazione nel comparto più colpito dalla crisi". La startup punta a salvare il business degli operatori turistici italiani in previsione di una ripresa graduale del turismo domestico. "Durante la pandemia purtroppo tutto si é fermato, da quel momento noi abbiamo cominciato la nostra avventura, che oggi sta proseguendo con successo, posso dire, perché porta grandi risultati e richiama tanto interesse tra stakeholders, ma anche da parte di fondi e Venture Capital", aggiunge il project manager, Lorenzo Tomei, che ha partecipato insieme agli altri componenti del team alla realizzazione del progetto ormai in dirittura di arrivo sul mercato italiano, e non solo, perché il potenziamento con il programma "Bravo innovation hub" ha reso possibile per la startup puntare a più mercati.

Per Bravo Innovation Hub Threebot ha progettato una duplice offerta che valorizza la comunicazione online tra host e cliente: un assistente di viaggio dotato di intelligenza artificiale, chiamato "Travelino", robot che comprende le intenzioni dell'utente attraverso i messaggi di testo e i messaggi vocali in chat e lo supporta durante il viaggio in ogni sua azione di ricerca ed acquisto del servizio specifico; una piattaforma innovativa, dal nome "digital agencies", a supporto delle imprese impegnate nella distribuzione ed intermediazione dei contenuti e servizi di viaggio, che hanno visto azzerare il loro fatturato nel 2020. "Il software permetterà agli operatori turistici di guadagnare di più e riprendersi dalla crisi", conclude Federico Lima. 

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GGI Napoli: crolla l'impresa femminile al Sud in epoca Covid

  • Scritto da Fabrizio Kuhne

impresa femminile

Il lavoro in Italia non è donna. Il divario tra uomini e donne, in termini occupazionali ed economici, pone il nostro Paese tra quelli in maggiore difficoltà nella crescita e nello sviluppo in Europa. Un gender gap pesante, ancor più avvalorato dalle differenze territoriali e dal dato di disparità nel ruolo dirigenziale che, in Campania, risulta estremo: solo poco meno di 1 dirigente su 5 è donna, nonostante l'incoraggiante aumento registrato tra 2018-2019, per un +49%, oggi ribaltato dalla crisi. Nel 2020, su 1.336.227 imprese femminili, quasi 4mila hanno chiuso a causa della pandemia.

Questa la situazione discussa con l'incontro webinar "Essere donna...che impresa!" organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unione Industriali Napoli, presieduto da Alessandro Di Ruocco, in collaborazione con Ernst&Young, nel corso del quale si sono confrontate diverse manager portando le proprie esperienze e idee.

Tra le rappresentanti del mondo imprenditoriale, Stefania Brancaccio, Cavaliere del lavoro, vicepresidente Coelmo S.p.A. La firmataria nel 2010 del manifesto WEPs, Women's Empowerment Principles presentato dal Global Compact delle Nazioni Unite con sette principi ispirati a reali pratiche aziendali per promuovere una condizione paritaria per le donne - così si è espressa: "È veramente molto importante riuscire, all'interno delle aziende che sottoscrivono questi punti, a misurare se effettivamente esiste una politica di empowerment della presenza femminile, cominciando dalla parità dello stipendio, dalla parità del trattamento, dalla salute, dalla sicurezza delle donne, promuovendo la formazione professionale".

Sulla collaborazione uomo-donna nel lavoro ha puntato la top manager di Hitachi Ltd, Lorena Dellagiovanna: "Non sono una fan delle quote rosa, ne capisco l'importanza, ma baso il mio lavoro sulla collaborazione. La diversità è la chiave del successo. L'Italia ha molte donne in posizione di board ma non di leadership e questo significa che le si sceglie per le quote e non per puntare su di loro".

Le conclusioni affidate a Carla Recupito e Mariaceleste Lauro, consigliere GGI con Delega pari opportunità e leadership femminile, hanno poi sottolineato anche altri aspetti culturali che possono favorire il cambiamento, in una prospettiva di parità sociale ed economica, femminile e giovanile, fondamentale anche per i programmi europei.

Carla Recupito, riferendosi alle nuove generazioni, ha dichiarato: "È necessario far comprendere che fare impresa non è difficile e che l'impresa non è un totem irraggiungibile. Dopo la pandemia entreremo nelle scuole, per incontrare i più giovani e avvicinarli ad un'idea di impresa che richiede sì sacrifici, impegno e studio continuo, ma non per questo è un obiettivo impossibile".

Mariaceleste Lauro, AD Alilauro SpA ha aggiunto: "Questo è l'avvio di un percorso di consapevolezza che ci condurrà tutti insieme al superamento delle difficoltà che contraddistinguono ancora oggi l'universo femminile. Siamo una realtà importante, uno dei motori dello sviluppo del paese, una delle chiavi dello sviluppo post pandemia e dobbiamo tenerne conto oggi più che mai".

Il webinar si inserisce in un ciclo di incontri organizzati dal GGI di Napoli che proseguirà con "Opportunità e sfide sul mercato dei minibond" e il conclusivo "Opzioni di fundraising per PMI e Startup" rispettivamente il 22 e 29 aprile.

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