Questo sito fa uso di cookie di terze parti per la memorizzazione di dati statistici e pubblicitari.

logo
Menu
Login RSS

La giornalista tedesca che loda Napoli: "L'accoglienza di questa città parte già dall'aeroporto"

  • Scritto da Redazione

napoli copyLa giornalista tedesca che loda Napoli.
"Dopo un week end a Napoli, non posso trattenermi" scrive la giornalista - viaggiatrice Pascale Hugues che, sul "Der Tagesspiegel" del 2 gennaio scorso, racconta di come la sua visita a Napoli abbia sovvertito molti pregiudizi sulla città all'ombra del Vesuvio. La giornalista è giunta a Napoli per uno dei suoi viaggi e mette a confronto l'aeroporto napoletano, che definisce addirittura "l'anticamera del Paradiso", con lo scalo tedesco "Berlino-Schönefeld", che definisce "freddo e grigio" e per niente accogliente.

 

Lo stereotipo, spiega la giornalista, ci fa pensare ad una Napoli "capitale della mafia e la pizza, rumorosa e trafficata. Con il bucato steso ai balconi e i sacchetti di immondizia scaricati sui marciapiedi davanti alle porte d'ingresso". Insomma "Napoli = Caos".

Quando pensiamo a Berlino, invece, pensiamo all'ordine, "alla capitale del paese più ricco e di maggior successo in Europa. Virtuosa, pulita, con le strade spaziose e tutti che rispettano le norme di circolazione, con le auto che si fermano subito per far attraversare i pedoni sulle strisce pedonali e i vestiti ad asciugare discretamente nell'intimità del proprio bagno".

Ma mettendo a confronti gli aeroporti delle due città, ecco che cade ogni idea preconcetta: "L'aeroporto di Napoli - scrive Hugues - è lussuoso, pulito, luminoso, perfettamente funzionale. Napoli si è data un nuovo look per attrarre i turisti. E difatti la città ha molto da vantare: Pompei, alle pendici della costiera amalfitana, Capri. In aeroporto si può mangiare il sushi e i panini con il foie gras. Si può leggere "Le Figaro" il giorno stesso della pubblicazione, come fossimo a Parigi". Molto apprezzato anche il sole caldo che irradia la struttura persino in inverno. "È un po' come essere nell'anticamera del Paradiso" dice.

L'aeroporto di Berlino, al rientro, le fa tutt'altro effetto: "Il ritorno a Berlino - scrive - è come l'esodo dai giardini paradisiaci. Brutale. L'aereo atterra su un asfalto bagnato al centro della pista. Fa freddo ed è grigio. Ci chiudiamo il cappotto e continuiamo a camminare tirandoci dietro la valigia fino all'hangar in acciaio che è come un rifugio temporaneo" E ancora: "Corridoi interminabili, vento e poca luce che proviene dai neon sotto al soffitto. C'è odore di cherosene e pioggia e i giornali stranieri sono difficili da trovare. Un odore di vecchio olio da cucina e salsiccia appesa volteggia in tutto l'aeroporto".